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Perizia Di Stima

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La perizia di stima (in genere riferito ad un immobile o ad un compendio immobiliare) consiste in un elaborato composto da un testo articolato, con parti numeriche, nonché grafici ed immagini, redatta al fine di rappresentare una completa ed esaustiva descrizione del bene stimato e valutarne, di conseguenza, la sua natura economica-commerciale. Nella perizia di stima sono riportate tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche del bene (struttura portante, materiali, ubicazione, carico di resistenza, valori termici, estremi della concessione edilizia, estremi di identificazione catastale, certificati di agibilità o di abitabilità, età dalla sua realizzazione, qualità delle rifiniture, servizi pubblici in zona, ecc.) È indicato inoltre la scelta e la rappresentazione del metodo di stima e del criterio di stima utilizzati. Spesso il metodo di stima è identificato dai criteri di stima che - per quanto vasta sia la fantasia umana - sono tutti riconducibili, secondo la migliore dottrina, in : valore di mercato; valore di costo (o di produzione); valore di surrogazione o di sostituzione; valore di trasformazione; valore complementare. La perizia di stima, definita anche perizia stragiudiziale si conclude con l'espressione del Valore monetario di uno o più beni nonché con la firma ed il timbro professionale del perito (in italia iscritto in ordini od albi professionali). Per strano che possa sembrare ogni singola stima è legata al soggetto estimatore, al tempo, allo scopo della stima, nonché al criterio di stima adottato. È molto più frequente di quanto si possa immaginare, trovare stime con valori sensibilmente diversi tra loro, riguardante lo stesso bene. Per la ricerca del valore, quanto più vicino al reale e senza preferire l'una o l'altra parte (es.: domanda e offerta, acquirente o venditore) risulta fondamentale la figura del perito che, in base alla sua specifica preparazione professionale, potrà trovare tutti gli elementi indispensabili per una coerente valutazione che, nel tempo, soddisfa le parti in causa. Quando il divario, tra due valori stimati, diventa tale da non permettere possibili intese in genere non si realizza lo scambio, ma quando il valore è richiesto dall'Autorità giudiziaria, si dovrà procedere ad un contenzioso; in tale caso interviene una figura peritale "neutra" il Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) il quale in termini semplici, ma altamente professionali, aiuta il giudice a prendere la giusta decisione, inerente alla valutazione più equa del bene. Tra i metodi di stima è opportuno ricordare la "perizia di stima ai fini fiscali", che ha come principale obiettivo quello di indicare un valore dell'immobile, attraverso semplici procedimenti analitici, oggetto di Leggi dello Stato. Tale valore incide principalmente sull'imposizione fiscale del bene, nonché sull'opportunità - da parte di organi preposti - di valutare se procedere o meno a più dettagliati controlli o verifiche di coerenza riguardo valori, formalmente dichiarati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Plusvalenza terreno edificabile: perizia di stima e Fisco
Il Contribuente ha venduto un terreno edificabile ad un prezzo inferiore rispetto a quello indicato nella perizia di stima redatta per rideterminarne il valore fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento calcolando una maggiore plusvalenza terreno edificabile tassabile. L'ufficio fiscale ha sostenuto che la vendita a prezzo ridotto rispetto alla stima iniziale fosse ingiustificata senza idonee prove. La Corte di Cassazione, vista la grande rilevanza teorica e pratica della questione giurisprudenziale, non ha deciso immediatamente il merito. I giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa alla pubblica udienza della sezione tributaria, affinché si stabilisca un principio chiaro sul rapporto tra valore peritale e prezzo di vendita effettivo.
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Accertamento ICI IMU: Valore Aree Edificabili tra Delibere e Perizie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Cittadino contro l'**Accertamento ICI IMU** del Comune per gli anni 2003-2004, relativo al valore di aree edificabili. Il Cittadino invocava un giudicato precedente e le delibere comunali per un valore inferiore. La Corte ha stabilito che il valore delle aree edificabili è variabile nel tempo e non soggetto al giudicato di annualità precedenti. Le delibere comunali sono solo indicative e possono essere superate da perizie di stima specifiche, che l'amministrazione ha correttamente utilizzato per l'accertamento. Il Cittadino dovrà pagare l'imposta sul valore più alto accertato.
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Fallimento di società in liquidazione: perizia batte bilancio
Una società cooperativa ha chiesto il fallimento di una società a responsabilità limitata in liquidazione per crediti derivanti da un contratto di appalto non saldato. La debitrice ha contestato la richiesta, disconoscendo la firma sul contratto ed evidenziando un bilancio con attivo formalmente superiore ai debiti. I giudici hanno respinto l'opposizione e confermato lo stato di decozione. Nel fallimento di società in liquidazione, il giudice valuta solo la capienza reale dell'attivo patrimoniale rispetto ai debiti complessivi, senza considerare la continuità aziendale. I valori contabili di bilancio cedono di fronte a perizie esecutive che attestano un valore di realizzo inferiore ai debiti effettivi, mentre l'esistenza del credito d'appalto può essere provata in via incidentale con documenti di cantiere. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice, confermando definitivamente il fallimento e condannandola alle spese di giudizio.
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Aliud pro alio e abusi all’asta: l’acquirente perde la cauzione
Una società acquista all'asta un complesso alberghiero da un fallimento. Dopo l'aggiudicazione, l'acquirente scopre ordinanze comunali che impongono la chiusura dell'attività e la demolizione di alcune opere abusive nel sottotetto. L'acquirente chiede l'annullamento dell'asta e la restituzione della cauzione, invocando la fattispecie di aliud pro alio per totale inidoneità della struttura. Il tribunale rigetta la richiesta e la Corte di Cassazione conferma la decisione. I giudici rilevano che gli abusi edilizi risultavano già descritti nella perizia del tribunale e i relativi costi erano stati detratti dal prezzo di stima. Inoltre, le irregolarità risultavano pienamente sanabili per ottenere l'agibilità. Non sussiste alcuna vendita di bene diverso se l'interessato poteva conoscere i vizi consultando gli atti del fascicolo fallimentare prima di formulare l'offerta di acquisto.
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Rideterminazione valore terreni: Fisco ko se il prezzo scende
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro alcuni contribuenti, contestando una maggiore Irpef sulla plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile. I contribuenti avevano usufruito della rideterminazione valore terreni tramite perizia giurata e pagamento dell'imposta sostitutiva, ma nell'atto di vendita avevano indicato un prezzo inferiore a quello periziato. L'ufficio finanziario riteneva che tale discrepanza comportasse la decadenza dall'agevolazione e il ritorno al valore storico d'acquisto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che l'indicazione di un corrispettivo inferiore non fa perdere il beneficio. Il valore periziato rimane vincolante sia per il contribuente sia per l'amministrazione, impedendo a quest'ultima di calcolare la plusvalenza sul vecchio costo storico.
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Interpello disapplicativo: il Fisco perde contro le nuove prove
L'Azienda, attiva nell'affitto di strutture turistiche, ha presentato un'istanza di interpello disapplicativo per evitare le penalizzazioni previste per le società di comodo (non operative). L'Agenzia delle Entrate ha respinto la richiesta, ritenendo insufficienti le prove sull'impossibilità di ottenere ricavi superiori. L'Azienda ha impugnato il diniego in tribunale, presentando una perizia giurata che dimostrava la congruità del canone di affitto rispetto al mercato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che il diniego di interpello disapplicativo è autonomamente impugnabile. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che il contribuente può produrre in giudizio nuovi documenti, non presentati in precedenza all'amministrazione finanziaria, per garantire il pieno esercizio del diritto di difesa. L'Azienda vince definitivamente la causa.
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Accertamento induttivo: la perizia del mutuo smentisce il rogito
Un costruttore edile ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava la vendita di alcuni appartamenti a prezzi inferiori al valore di mercato. Il fisco ha fondato la pretesa su una perizia bancaria redatta per la concessione del mutuo all'acquirente e su un'analisi comparativa con immobili simili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando la legittimità dell'accertamento induttivo. I giudici hanno stabilito che la stima della banca e il confronto con altri immobili costituiscono presunzioni semplici gravi, precise e concordanti, idonee a rettificare i ricavi dichiarati. La regolare tenuta della contabilità non impedisce al fisco di procedere con la ricostruzione dei reali valori di compravendita.
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Rivalutazione quote: l’obbligo non è trasferibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare l'imposta sostitutiva derivante dalla rivalutazione di quote societarie non si trasferisce ai donatari in caso di successiva donazione dei titoli. Una contribuente, dopo aver avviato la procedura di rivalutazione e pagato le prime rate, aveva donato parte delle azioni ritenendo che il debito d'imposta residuo passasse ai nuovi proprietari. La Suprema Corte ha invece chiarito che il perfezionamento dell'opzione avviene con il pagamento della prima rata, rendendo l'obbligazione personale e non traslabile. Inoltre, il diritto al rimborso per precedenti versamenti è negato se la nuova rivalutazione è effettuata da un soggetto diverso dal donante originario.
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Perizia di stima e plusvalenza: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'uso da parte di un contribuente di una perizia di stima per la rideterminazione del valore di terreni venduti, sostenendo che fosse incompleta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando la validità della valutazione del giudice di merito. La sentenza stabilisce che una perizia di stima ben motivata, che distingue correttamente le diverse vocazioni urbanistiche dei lotti, è sufficiente a legittimare il pagamento dell'imposta sostitutiva sulla plusvalenza, rendendo infondata la pretesa del Fisco per la tassazione ordinaria.
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Bancarotta impropria extraneus: la Cassazione decide
Un professionista è stato condannato per concorso in bancarotta impropria extraneus per aver redatto una perizia che sopravvalutava un marchio societario, consentendo un fittizio aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che per la responsabilità del concorrente esterno è sufficiente il dolo di dissesto, ovvero la consapevolezza di contribuire al peggioramento della situazione finanziaria della società, senza che sia necessario il dolo specifico di fallimento.
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Avviso di rettifica: quando è valido senza verifica?
Una società di leasing ha contestato un avviso di rettifica dell'Agenzia delle Entrate che aumentava il valore di due immobili industriali acquistati. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accertamento, stabilendo che, se basato su perizie di stima interne e non su una verifica fiscale diretta, non è richiesta la procedura di contraddittorio preventivo di 60 giorni. La Corte ha inoltre ribadito il potere discrezionale del giudice di merito nel ridurre il valore accertato sulla base delle prove, senza dover accogliere integralmente le tesi del contribuente.
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