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Perizia Balistica

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'indagine tecnica finalizzata a determinare le caratteristiche di armi da fuoco e munizioni, a identificare se un proiettile è stato sparato da una specifica arma e a ricostruire la dinamica di un evento criminoso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione illegale di arma: fucile vicino e rito abbreviato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per la detenzione illegale di arma e spaccio in concorso con altri complici. I giudici hanno ritenuto pienamente provata la disponibilità di un fucile posizionato accanto al gruppo per proteggere le operazioni illecite. La Corte ha stabilito che la funzionalità dello sparo può essere accertata anche solo tramite l'osservazione diretta degli operanti di polizia giudiziaria, in assenza di una perizia balistica dovuta alla scelta del rito abbreviato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la pena e condannandolo al pagamento delle spese e a tremila euro per la Cassa delle ammende.
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Detenzione illegale di armi: confermata la condanna penale
Un cittadino ha mantenuto la disponibilità di un fucile da caccia ignorando il divieto prefettizio che gli imponeva di cedere l'arma a terzi entro centocinquanta giorni. Il Tribunale e la Corte di Appello lo hanno condannato per il reato di detenzione illegale di armi. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la mancata perizia balistica impedisse di provare l'efficienza dell'arma e richiedendo una qualificazione giuridica meno grave. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la testimonianza della polizia giudiziaria sullo stato di conservazione è sufficiente ad accertare la funzionalità del fucile. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
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Detenzione illegale di armi: condannato anche senza perizia
Un uomo è stato condannato per la detenzione illegale di armi e munizioni da guerra, nello specifico un fucile e cinquanta cartucce, rinvenuti nella sua abitazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata concessione di una circostanza attenuante. Secondo la difesa, i giudici avrebbero dovuto disporre una perizia balistica per accertare l'effettivo funzionamento dell'arma, fabbricata tra il 1930 e il 1940. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno chiarito che la richiesta di perizia non era stata correttamente formulata nei motivi di appello e che, in ogni caso, contestare la funzionalità dell'arma costituisce una valutazione di merito non consentita in Cassazione. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Pistola lanciarazzi: è arma comune da sparo?
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un imputato per la detenzione di un'arma clandestina, specificando che una pistola lanciarazzi rientra nella categoria delle armi comuni da sparo. La sentenza stabilisce che il giudice può legittimamente negare una perizia balistica, richiesta come condizione per il rito abbreviato, qualora le prove esistenti, come la consulenza del R.I.S. e l'iscrizione dell'arma nel Catalogo nazionale, siano ritenute sufficienti e decisive.
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Valutazione probatoria: Cassazione su alibi e perizia
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio e rapina aggravata, rigettando il ricorso dell'imputato. La sentenza si concentra sulla corretta valutazione probatoria degli elementi a carico, tra cui una perizia balistica, le riprese di videosorveglianza e, in particolare, la distinzione tra un alibi semplicemente 'fallito' e uno 'fasullo', considerato quest'ultimo come un elemento indiziario grave. La Corte ribadisce inoltre la compatibilità tra l'aggravante del nesso teleologico e l'istituto della continuazione tra reati.
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Metodo mafioso: prova e motivazione della sentenza
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una sentenza di condanna per omicidio e tentato omicidio. La decisione si è concentrata sulla mancanza di prove per l'aggravante del metodo mafioso e per il reato di ricettazione di uno scooter. Il caso ha visto un'approfondita disamina della prova balistica, in particolare delle microstriature sui proiettili, e ha chiarito i limiti della motivazione del giudice quando non riesce a collegare le modalità del crimine alla specifica forza intimidatrice tipica delle associazioni criminali.
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