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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione fornitura energia: quando è legittima?
Una società di ristorazione ha contestato una maxi-bolletta e il relativo accordo transattivo, chiedendo al giudice di bloccare con un provvedimento d'urgenza la sospensione della fornitura di energia. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, non ritenendo provata né la fondatezza del diritto (fumus boni iuris), poiché un debito per l'energia consumata comunque esisteva, né il rischio di un danno irreparabile (periculum in mora), dato che il pregiudizio lamentato era di natura economica e quindi risarcibile. La decisione evidenzia come, in assenza di prove concrete sul rischio di fallimento, la potenziale sospensione fornitura energia da parte del fornitore sia considerata una legittima forma di autotutela.
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Passaggio di consegne: obblighi dell’amministratore
Un condominio ha agito in via d'urgenza contro il precedente amministratore per ottenere la documentazione gestionale. Il Giudice, respingendo l'eccezione sulla legittimità della nomina di un'associazione professionale come nuovo amministratore, ha ordinato l'immediato passaggio di consegne, riconoscendo l'urgenza e la necessità dei documenti per la corretta amministrazione dell'immobile.
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Congedo straordinario: sì se il parente non convive
Un'insegnante precaria si è vista negare il congedo straordinario per assistere la suocera con disabilità grave. Il diniego si basava sul fatto che la figlia della disabile, pur essendo invalida al 100%, aveva priorità. Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso, stabilendo che la richiesta della nuora convivente era legittima. La decisione si fonda su due principi chiave: la grave invalidità della figlia era sufficiente a giustificare lo 'scorrimento' della priorità e, soprattutto, la sua mancata convivenza con la madre la rendeva di fatto indisponibile a prestare l'assistenza continua richiesta dalla legge. Il giudice ha quindi privilegiato la finalità della norma, ovvero garantire un'assistenza effettiva e continuativa al disabile, accordando il congedo a chi, convivendo, poteva realmente farsene carico.
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Sospensione provvisionale: quando è danno irreparabile?
La Cassazione dichiara inammissibile l'istanza di sospensione provvisionale presentata da un ex amministratore condannato per bancarotta. La Corte ha stabilito che l'elevato importo da pagare e il timore che il creditore (una curatela fallimentare) non possa restituire la somma in futuro sono argomenti congetturali e insufficienti a dimostrare il 'danno grave e irreparabile' richiesto dalla legge, in assenza di una prova concreta dello stato di insolvenza del creditore.
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Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un sequestro preventivo su una società. Il sequestro era stato disposto per intestazione fittizia di valori, legata a un'indagine per associazione mafiosa a carico di un familiare dei ricorrenti. La Corte ha ribadito che, in assenza di nuovi elementi, le questioni già decise in sede cautelare non possono essere riproposte, consolidando il principio del 'giudicato cautelare'. Per disporre il sequestro preventivo è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero l'astratta configurabilità del reato.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per bancarotta e reati tributari. La Corte ha stabilito che le censure basate su una diversa ricostruzione dei fatti o sulla prescrizione del reato, se non emergenti in modo palese, non possono essere esaminate in sede di legittimità, confermando la validità del vincolo cautelare.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46422/2023, ha rigettato il ricorso di un amministratore contro un sequestro preventivo per reati tributari. La Corte ha stabilito che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, può essere desunto dal 'modus operandi' dell'indagato (es. contabilità parallela, uso di contanti), rendendo irrilevante la consistenza del suo patrimonio personale o societario. La motivazione del provvedimento cautelare è stata ritenuta adeguata e non meramente apparente.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 4 milioni di euro. Sebbene abbia ritenuto sussistente il 'fumus commissi delicti' (sospetto di reato), ha accolto il ricorso per la mancanza di una motivazione specifica sul 'periculum in mora'. La Corte ha ribadito che non è sufficiente invocare la natura fungibile del denaro per giustificare il sequestro; è necessario dimostrare un concreto pericolo di dispersione dei beni basato sulla condotta dell'indagato. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Confisca diretta denaro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale del Riesame che aveva revocato un sequestro preventivo in un caso di bancarotta. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: la confisca diretta di denaro, quale profitto del reato, non richiede la prova del nesso di derivazione diretta tra la somma sequestrata e l'illecito, data la natura fungibile del denaro. La decisione del tribunale inferiore è stata cassata per assoluta carenza di motivazione, in quanto non ha spiegato perché mancasse il legame tra l'incremento patrimoniale degli indagati e i reati contestati.
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Sequestro preventivo riciclaggio: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo riciclaggio per oltre 700.000 euro. Il caso riguarda il trasferimento di fondi da una società indebitata con l'Erario a una società fiduciaria di nuova costituzione, gestita dall'indagato. Secondo i giudici, tale operazione, pur essendo tracciabile, era finalizzata a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro, integrando così il reato di riciclaggio e giustificando la misura cautelare.
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Sequestro preventivo: obbligo di motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per peculato a carico di un dirigente di una fondazione culturale. La decisione si fonda sulla motivazione 'apparente' del Tribunale, che aveva omesso di confrontarsi con le argomentazioni e le prove fornite dalla difesa, limitandosi a riassumere le accuse. La sentenza ribadisce che per disporre un sequestro preventivo è necessario un esame concreto del 'fumus commissi delicti' e un'adeguata risposta alle censure difensive.
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Sequestro conservativo su bene indivisibile: la guida
Un debitore ricorre contro un sequestro conservativo su un complesso immobiliare, lamentando la sproporzione del valore del bene rispetto al credito e la sua presunta divisibilità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Si stabilisce che il sequestro conservativo è legittimo se il bene, sebbene di valore superiore, è l'unico patrimonio aggredibile e risulta formalmente indivisibile. La sentenza chiarisce anche che, con la condanna penale definitiva, il sequestro si converte automaticamente in pignoramento, spostando la competenza al giudice civile per la fase esecutiva.
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Sequestro preventivo: quando i soldi sono sospetti?
Un individuo, indagato per detenzione di oltre 3kg di hashish, si è visto confermare un sequestro preventivo di circa 64.000 euro in contanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando l'illogicità della giustificazione fornita sulla provenienza del denaro (risparmi di famiglia) e confermando la sussistenza di un quadro indiziario sufficiente (fumus commissi delicti) per mantenere la misura cautelare reale.
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Periculum in mora: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati tributari. La difesa lamentava l'assenza di motivazione sul periculum in mora, ma la Corte ha ritenuto che la sproporzione tra il debito e il patrimonio liquido, unita alla cessione di un'autovettura al figlio, fossero elementi sufficienti a giustificare il timore di dispersione dei beni, validando così la decisione del Tribunale del Riesame.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’onere prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un sequestro preventivo su un complesso immobiliare. La misura era stata disposta nell'ambito di un'indagine per bancarotta fraudolenta. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, ritenendo provata la natura distrattiva delle operazioni societarie che hanno portato all'acquisizione del bene e il concreto pericolo che le figure chiave dell'operazione potessero disperdere ulteriormente il patrimonio. La sentenza sottolinea come il rischio di reiterazione del reato, basato sulla condotta passata degli indagati, giustifichi il mantenimento del sequestro preventivo anche se la società proprietaria del bene appare finanziariamente solida.
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Periculum in mora: come motivare il sequestro?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per una società coinvolta in una 'frode carosello'. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', chiarendo che né l'incapienza della società né la natura della frode sono di per sé sufficienti a giustificare la misura cautelare, che richiede una prova concreta del rischio di dispersione dei beni.
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Autonoma valutazione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo, basato sulla presunta mancanza di autonoma valutazione da parte del giudice. La Suprema Corte chiarisce che il ricorso è generico se non indica puntualmente i passaggi in cui il provvedimento del giudice si limita a copiare la valutazione del pubblico ministero, e non solo l'esposizione dei fatti.
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Sequestro preventivo: limiti ricorso in Cassazione
Una società, dichiarata fallita, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un sequestro preventivo sui suoi natanti, ritenuti oggetto di operazioni distrattive. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di legittimità contro misure cautelari reali è permessa solo per violazione di legge e non per una nuova valutazione del merito o per vizi di motivazione che non siano così gravi da renderla inesistente.
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Ricorso inammissibile per genericità: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo di imbarcazioni. L'operazione di acquisto era sospettata di essere una distrazione di beni a danno dei creditori di un'altra azienda, poi fallita. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché i motivi presentati erano troppo generici e non affrontavano specificamente le argomentazioni della corte di merito, che aveva evidenziato diverse anomalie nell'operazione.
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Sospensione sentenza: il rischio di insolvenza
Una società appellante, condannata al pagamento di oltre un milione di euro, ha ottenuto la sospensione della sentenza. La Corte d'Appello ha accolto l'istanza non per la fondatezza del gravame, ma a causa del grave pregiudizio derivante dallo stato di liquidazione della società creditrice. Tale condizione, secondo la Corte, integra il rischio concreto e irreparabile che l'appellante, in caso di vittoria in appello, non possa più recuperare la somma versata, giustificando così la sospensione sentenza.
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