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Periculum In Mora

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1707 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accertamento tecnico preventivo e urgenza
Il Tribunale ha rigettato un ricorso per accertamento tecnico preventivo riguardante opere in cemento armato realizzate su un fondo gravato da servitù. Il giudice ha stabilito che, trattandosi di manufatti permanenti e non suscettibili di alterazione rapida, non sussiste il periculum in mora di natura probatoria necessario per l'ammissibilità dello strumento preventivo.
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Tutela cautelare atipica: limiti e poteri gestori
Il Tribunale ha respinto un reclamo relativo a una richiesta di tutela cautelare atipica avanzata da un ex presidente di consiglio d'amministrazione. La decisione chiarisce che il desiderio di mantenere poteri gestori non costituisce un diritto soggettivo tutelabile d'urgenza.
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Sospensione efficacia esecutiva: la guida pratica
La Corte d'Appello ha ordinato la sospensione efficacia esecutiva di una sentenza di condanna al pagamento di oltre 370.000 euro. La decisione nasce dal rischio di insolvenza della società creditrice, pur imponendo all'appellante una cauzione di 400.000 euro per garantire il credito.
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Lottizzazione abusiva: la differenza con la ristrutturazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di un'area destinata a un nuovo complesso residenziale. La Corte ha confermato che la costruzione di 10 villette in zona agricola, al posto di vecchi edifici rurali, non è una ristrutturazione edilizia ma una lottizzazione abusiva, data la creazione di un insediamento ex novo con notevole impatto urbanistico.
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Revoca sequestro: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sopravvenuta revoca del sequestro a seguito del pagamento integrale del debito da parte dell'indagato, che ha determinato un difetto di interesse a proseguire l'impugnazione.
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Sequestro preventivo: motivazione assente, annullato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali, del valore di oltre 41.000 euro, a carico di un imprenditore. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo sia alla sussistenza del reato (fumus commissi delicti) sia al rischio di dispersione del patrimonio (periculum in mora). La Corte ha chiarito che il giudice non può limitarsi a respingere le argomentazioni difensive con formule generiche, ma deve analizzarle nel merito. Inoltre, ha sottolineato che il periculum in mora va valutato sulla persona fisica indagata, non sulla società.
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Amministratore di fatto: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro preventivo per reati tributari. La sentenza ha confermato che la figura dell'amministratore di fatto può essere provata attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, come la gestione dei beni aziendali e le testimonianze. La Corte ha inoltre ribadito che i motivi di ricorso non sollevati in sede di riesame non possono essere presentati per la prima volta in Cassazione.
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Periculum in mora: motivazione nel sequestro preventivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47912/2023, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per carenza di motivazione sul 'periculum in mora'. La Corte ha stabilito che la mera sproporzione tra il patrimonio dell'indagato e il presunto profitto del reato non è sufficiente a dimostrare il rischio concreto di dispersione dei beni, necessario per giustificare la misura cautelare. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione sul punto.
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Periculum in mora: non basta il patrimonio insufficiente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47914/2023, ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, chiarendo un principio fondamentale sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che il semplice fatto che il patrimonio di un indagato sia inferiore al presunto profitto del reato non è, da solo, sufficiente a dimostrare il rischio di dispersione dei beni. Per convalidare la misura cautelare, il giudice deve fornire una motivazione specifica e concreta che evidenzi il pericolo effettivo di alienazione o occultamento del patrimonio. La decisione distingue nettamente i presupposti del sequestro preventivo da quelli del sequestro conservativo.
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Sequestro preventivo: motivazione e periculum in mora
La Corte di Cassazione analizza un caso di sequestro preventivo per reati tributari. Il ricorso della società terza interessata viene dichiarato inammissibile per mancanza di procura speciale. Quello dell'indagato viene parzialmente accolto, annullando con rinvio l'ordinanza per carenza di motivazione sul 'periculum in mora', sottolineando che non basta un generico riferimento all'incapienza dei beni. La Corte ribadisce inoltre l'autonomia tra il giudizio penale e quello tributario.
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Rinuncia all’impugnazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato avverso un'ordinanza di sequestro per un presunto reato edilizio. La decisione si fonda sulla sopravvenuta rinuncia all'impugnazione da parte della ricorrente, a seguito della revoca del sequestro stesso. La Corte ha stabilito che, data la causa della rinuncia non imputabile alla parte, non vi è condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e revoca sequestro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal ricorrente. Il caso riguardava un sequestro legato a presunti reati edilizi. La decisione evidenzia che, a seguito della rinuncia motivata dalla revoca del sequestro (causa non imputabile al ricorrente), il ricorso diventa inammissibile senza oneri per il rinunciante. La chiave della sentenza è la rinuncia al ricorso.
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Sequestro preventivo terzo: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47653/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di società contro un sequestro preventivo su un immobile. Il caso chiarisce i limiti del ricorso per il sequestro preventivo terzo, ribadendo che quest'ultimo può contestare solo la propria titolarità del bene e la sua estraneità al reato, non i presupposti della misura cautelare come il 'fumus commissi delicti'.
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Periculum in mora: motivazione non generica nel sequestro
Una società otteneva l'annullamento di un sequestro preventivo di quasi un milione di euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che per giustificare il sequestro non basta una motivazione generica sul rischio di impresa, ma è necessario dimostrare un concreto e specifico periculum in mora, cioè il pericolo reale che i beni vengano dispersi. La Corte ha ritenuto insufficiente l'argomentazione del tribunale secondo cui tutte le società commerciali sono soggette a "fortune alterne", annullando il provvedimento con rinvio per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: la confisca vince sul fallimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il caso riguarda quote societarie fittiziamente intestate. La Corte stabilisce che il fallimento della società principale e il conseguente dissequestro dei suoi beni non incidono sul sequestro preventivo finalizzato a confisca delle quote, se il *fumus* del reato di intestazione fittizia permane.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro il diniego di un sequestro preventivo. Il provvedimento è stato negato per assenza del 'periculum in mora', e la Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale, sebbene sintetica, non era né mancante né apparente, respingendo un ricorso che si limitava a riproporre elementi già valutati nella sentenza di condanna.
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Sequestro preventivo: la Cassazione e l’intestazione fittizia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'amministratrice di una società contro un provvedimento di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla sussistenza di un solido quadro indiziario (fumus commissi delicti) che indicava la società come un'intestazione fittizia a favore di terzi indagati. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente motivato anche sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora), confermando la misura cautelare reale.
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Sequestro preventivo e autoriciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo su beni (una villa, quote societarie e polizze) riconducibili a un presunto sodalizio criminale. L'accusa ipotizza un sistema di evasione fiscale e contributiva tramite cooperative, i cui profitti illeciti venivano reinvestiti in altre attività intestate a familiari. La Corte ha rigettato i ricorsi, ritenendo la motivazione del Tribunale del Riesame adeguata sia sul 'fumus commissi delicti' sia sul 'periculum in mora'. È stata inoltre chiarita la piena compatibilità tra le accuse di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
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Sequestro preventivo: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro emesso nei confronti di una società e del suo amministratore per reati tributari. La decisione si fonda su due vizi fondamentali del provvedimento impugnato: la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, e l'insufficiente prova ('fumus commissi delicti') per il reato di omesso versamento di ritenute, non essendo più sufficiente la sola dichiarazione Modello 770.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha ritenuto irrilevante una sentenza di proscioglimento prodotta dalla difesa, in quanto relativa a società diverse. Ha inoltre stabilito che il motivo relativo al periculum in mora non poteva essere sollevato per la prima volta in Cassazione.
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