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Periculum In Mora — Anno 2026

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264 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo. La mancanza di un concreto interesse a impugnare, derivante dal riconoscimento della natura pubblica del bene, ha reso l'impugnazione inefficace, non potendo l'indagato ottenerne la restituzione.
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Sequestro preventivo: motivazione e periculum in mora
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente in un caso di frode fiscale. Sebbene la Corte abbia ritenuto sussistenti gli indizi di reato (fumus commissi delicti), ha censurato la decisione del Tribunale del riesame per la totale assenza di una motivazione concreta e specifica sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). Il provvedimento cautelare era stato giustificato con formule generiche, senza analizzare la solida situazione patrimoniale dell'indagata, rendendo la motivazione solo apparente. La questione è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione.
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Appropriazione indebita errore: bonifico e reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che trattenere e utilizzare una somma di denaro ricevuta per un bonifico errato non costituisce il reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.). Tale condotta rientrava nella fattispecie, oggi depenalizzata, dell'art. 647 c.p. (appropriazione di cose avute per errore). Di conseguenza, è stato annullato il sequestro preventivo disposto su una somma milionaria, poiché venendo a mancare il reato presupposto, cade anche l'accusa di autoriciclaggio. L'analisi sull'appropriazione indebita per errore diventa quindi cruciale.
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Interesse a impugnare: il sequestro e l’indagato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo presentato dall'amministratrice di una società, indagata ma non proprietaria dei beni. La decisione si fonda sulla mancanza di un interesse a impugnare concreto e attuale, poiché la ricorrente non ha dimostrato come la rimozione del vincolo avrebbe inciso sulla sua posizione personale, in linea con un recente principio delle Sezioni Unite.
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Sequestro preventivo: legittimo senza prova di provenienza
Un soggetto indagato per traffico di stupefacenti si oppone al sequestro preventivo di quasi 20.000 euro, sostenendo che il denaro fosse destinato al pagamento di un debito commerciale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la misura cautelare. La Corte chiarisce che il sequestro preventivo è giustificato dal concreto pericolo di reiterazione del reato, desunto da gravi indizi, e non richiede la prova assoluta della provenienza illecita dei fondi, soprattutto quando la versione difensiva appare palesemente inverosimile.
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Sequestro preventivo: legittimo se il denaro è sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro preventivo di 22.600 euro, rinvenuti insieme a un ingente quantitativo di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, nei reati di droga, il sequestro è legittimo non solo per impedire l'uso del denaro per commettere altri reati, ma anche in funzione della confisca per sproporzione. Quest'ultima non richiede un nesso diretto tra il denaro e il singolo reato, ma si basa sulla sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, presumendo un'origine illecita che l'indagato non ha saputo giustificare.
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Lottizzazione abusiva: la Cassazione e il sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per lottizzazione abusiva. Il caso riguardava la trasformazione di un fondo rustico in un'area adibita a parcheggio. La Corte ha chiarito che il terzo non proprietario non può contestare il merito del sequestro e che non sussiste violazione del principio del 'ne bis in idem' se, dopo una condanna per abusi edilizi, la condotta illecita prosegue con nuove opere che integrano il più grave reato di lottizzazione abusiva. È stato inoltre confermato l'uso di immagini da Google Earth come prova documentale.
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Sequestro preventivo riciclaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 120.000 euro in contanti. La decisione non si basa solo sull'ingente somma, ma su ulteriori indizi quali le modalità di occultamento, le dichiarazioni mendaci dell'imputata, la sua situazione economica e precedenti penali, che insieme costituiscono un quadro indiziario sufficiente per ipotizzare l'origine illecita del denaro.
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Periculum in mora: sequestro annullato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su un grande complesso immobiliare. Il caso riguardava un'ipotesi di lottizzazione abusiva legata alla trasformazione di un edificio da uso turistico a residenziale. La decisione si fonda sulla mancata motivazione del 'periculum in mora', ovvero il pericolo concreto che giustifica l'anticipazione della confisca. Secondo i giudici, non è sufficiente accertare la probabilità del reato (fumus commissi delicti), ma è necessario spiegare perché non si possa attendere la fine del processo per sequestrare il bene, anche in caso di reati che prevedono la confisca obbligatoria.
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Misure cautelari personali: quando sono inadeguate?
Un imprenditore, accusato di essere un prestanome in un'associazione a delinquere, si è visto imporre un divieto di esercitare attività imprenditoriale. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, ritenendo le misure cautelari personali inadeguate. Secondo la Corte, una misura interdittiva contro la società sarebbe stata più proporzionata ed efficace per neutralizzare il rischio di reiterazione del reato. La sentenza stabilisce che l'inerzia del pubblico ministero nel perseguire l'ente non può giustificare l'imposizione di una misura sproporzionata sull'individuo.
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Carico urbanistico: sequestro anche su opere ultimate
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva revocato il sequestro di un immobile abusivo. La Suprema Corte ha stabilito che il pericolo di aggravio del carico urbanistico è una motivazione sufficiente per giustificare il sequestro preventivo anche di un'opera edilizia già completata, specialmente se situata in zona agricola. Il tribunale del riesame aveva errato nel non considerare questo specifico profilo di rischio.
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Sequestro preventivo periculum: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione annulla parzialmente un'ordinanza di sequestro per truffa aggravata. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: per il sequestro preventivo periculum, non basta la mera confiscabilità del bene, ma è necessaria una motivazione concreta e specifica sul rischio attuale di dispersione del patrimonio, anche quando il sequestro è finalizzato alla confisca.
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Sequestro preventivo: incapienza e frode fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli amministratori di una società contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La Corte ha stabilito che il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, è validamente motivato sulla base di due elementi: l'incapienza patrimoniale degli indagati rispetto al profitto del reato e la loro pregressa condotta fraudolenta, ritenuta un indicatore attendibile della possibilità che possano sottrarre beni alla futura confisca.
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Trasferimento fraudolento di valori: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di tre esercizi commerciali. Il caso riguarda un'ipotesi di trasferimento fraudolento di valori, dove un soggetto attribuiva fittiziamente la titolarità delle attività a prestanome per eludere misure di prevenzione. La Corte ha stabilito che, una volta emesso il rinvio a giudizio, non è più contestabile il 'fumus commissi delicti' in sede cautelare. Inoltre, il ricorso non può limitarsi a criticare la valutazione del pericolo, ma deve dimostrare una violazione di legge.
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Confisca allargata: sequestro anche senza nesso diretto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su una somma di denaro, finalizzato alla confisca allargata, nei confronti di un individuo indagato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di misura, non è necessario provare il nesso di pertinenzialità diretta tra il denaro e il reato, essendo sufficiente dimostrare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato dall'indagato, il quale non è riuscito a giustificarne la lecita provenienza.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di denaro in un caso di corruzione. La Corte ha ritenuto sufficienti un quadro indiziario 'fluido' (fumus delicti) e il rischio concreto che la somma potesse essere usata per commettere altri reati (periculum in mora), respingendo il ricorso dell'indagato.
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Sequestro preventivo: legittimo anche con nuova gestione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della nuova socia accomandataria di uno studio odontoiatrico contro il sequestro preventivo dello stesso. La ricorrente sosteneva che la sua gestione interrompesse il legame con i reati contestati ai precedenti gestori. La Corte ha ribadito che il suo sindacato sulle misure cautelari reali è limitato alla violazione di legge e non al merito della motivazione del Tribunale, ritenuta in questo caso adeguata a giustificare la persistenza del pericolo.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro a carico di due soggetti, ritenendo sufficienti gli indizi raccolti. La decisione si fonda sulla presenza non solo dell'ingente somma di denaro, ma anche di macchinette contasoldi, banconote false e dichiarazioni spontanee degli indagati, elementi che insieme costituiscono un valido 'fumus commissi delicti' per i reati di riciclaggio e ricettazione, e un concreto 'periculum in mora'.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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