LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Pericolosità Sociale Attuale

37 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La condizione di una persona che, al momento della decisione del giudice, è considerata ancora capace di commettere reati. È un requisito essenziale per applicare una misura di prevenzione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pericolosità sociale attuale: quando la salute non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei confronti di un soggetto ritenuto vicino a consorterie mafiose. Il ricorrente contestava l'esistenza della pericolosità sociale attuale, evidenziando le proprie precarie condizioni di salute e la sostituzione della custodia in carcere con una misura meno afflittiva. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che, in tema di misure di prevenzione per indiziati di appartenenza a organizzazioni mafiose (anche nella forma del concorso esterno), la pericolosità sociale attuale si presume persistente, salvo prova contraria di una definitiva interruzione dei rapporti. La decisione impugnata è risultata quindi pienamente e autonomamente motivata.
Continua »
Pericolosità Sociale: Reato Grave Non Basta per la Sorveglianza
Un soggetto è stato sottoposto alla sorveglianza speciale sulla base della sua pericolosità sociale attuale, desunta da una grave condanna del 2018 per armi e droga e da altri precedenti. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: un singolo, seppur grave, episodio criminale non è sufficiente a dimostrare un'abitualità nel commettere reati. Per applicare una misura di prevenzione, i giudici devono motivare in modo approfondito perché il soggetto sia 'dedito' al crimine, provando che la sua condotta non è sporadica ma costante. La Corte ha quindi rinviato il caso per una nuova e più rigorosa valutazione.
Continua »
Minacce su Facebook: confermata la pericolosità sociale attuale
La Corte di Cassazione ha confermato la sorveglianza speciale per un uomo a causa della sua 'pericolosità sociale attuale'. La decisione non si basa su semplici sospetti, ma su fatti concreti e recenti: minacce con metodo mafioso diffuse via Facebook contro candidati politici, frequentazioni con noti criminali e il suo coinvolgimento come vittima in un agguato mortale. I giudici hanno stabilito che la vicinanza temporale di questi eventi dimostra un pericolo concreto e presente per la società, giustificando la misura restrittiva. La difesa, che sosteneva l'assenza di prove concrete, è stata respinta.
Continua »
Pericolosità Sociale: Lavoro e Buona Condotta Annullano Espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato l'espulsione di un uomo condannato per spaccio, stabilendo un principio chiave sulla valutazione della pericolosità sociale attuale. I giudici hanno chiarito che tale valutazione non può basarsi su mere congetture, come la mancanza del permesso di soggiorno o il rischio teorico di riallacciare legami criminali. Al contrario, è obbligatorio considerare elementi concreti e positivi successivi al reato, come un lavoro stabile, un domicilio fisso e un percorso di reinserimento riuscito. La buona condotta post-condanna, quindi, prevale su supposizioni astratte, impedendo l'applicazione di una misura di sicurezza così grave come l'espulsione.
Continua »
Pericolosità Sociale: Sorveglianza confermata anche senza nuovi reati
Un soggetto, ritenuto affiliato a un'associazione mafiosa, è stato sottoposto a sorveglianza speciale. Egli ha contestato la misura, sostenendo che la sua pericolosità sociale non fosse più attuale, dato il tempo trascorso in carcere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione sulla pericolosità sociale attuale spetta ai giudici di merito. Il loro giudizio non può essere messo in discussione in Cassazione, a meno che la motivazione della sentenza sia totalmente assente o palesemente illogica. In questo caso, i giudici avevano adeguatamente spiegato perché il legame con il clan mafioso era da considerarsi ancora stabile e pericoloso. La sorveglianza speciale è stata quindi confermata.
Continua »
Pericolosità sociale: buona condotta in carcere non basta
Un uomo, già sottoposto a sorveglianza speciale per la sua passata appartenenza a un'associazione mafiosa, chiede la revoca della misura. Sostiene di essere cambiato, come dimostra il suo percorso rieducativo in carcere. I giudici, però, respingono la richiesta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio importante: la buona condotta durante la detenzione può attenuare, ma non cancella automaticamente, la pericolosità sociale attuale. Questa deve essere valutata con grande prudenza, considerando la gravità dei fatti originari. La sorveglianza speciale viene quindi mantenuta.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Lavoro non basta, resta sorvegliato
La Corte di Cassazione ha confermato la sorveglianza speciale per un individuo, nonostante questi fosse in regime di semilibertà e svolgesse un'attività lavorativa. Secondo i giudici, questi elementi non sono sufficienti a escludere la pericolosità sociale attuale. La decisione si è basata su recenti coinvolgimenti in vicende giudiziarie e sulla valutazione negativa del Tribunale di Sorveglianza riguardo al suo reinserimento sociale. La Corte ha stabilito che il giudizio sulla pericolosità deve essere autonomo e basato su una valutazione complessiva della condotta della persona, confermando che il rischio di futuri reati era ancora concreto.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Traffico di Droga e Sorveglianza
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale per un individuo coinvolto in modo continuativo nel traffico di stupefacenti. La difesa sosteneva che la sua pericolosità non fosse più attuale, ma i giudici hanno stabilito il contrario. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: per valutare la pericolosità sociale attuale, non basta il tempo trascorso o lo stato di detenzione. È decisiva la persistenza di una condotta criminale che dimostra una stabile inclinazione a delinquere. La Corte ha ritenuto che il coinvolgimento costante in reati gravi, anche se non recentissimi, fosse un indicatore sufficiente a giustificare la misura di prevenzione, respingendo il ricorso dell'individuo.
Continua »
Pericolosità Sociale: Carcere Finito, ma la Sorveglianza Resta
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale per un individuo condannato per associazione mafiosa, anche dopo aver scontato la pena. I giudici hanno stabilito che la detenzione, da sola, non è sufficiente a far cessare la pericolosità sociale attuale. La decisione si fonda su elementi concreti: il ruolo di spicco ricoperto nel clan, il ritorno nel territorio di origine dopo il carcere e, soprattutto, la totale assenza di segnali di dissociazione dal contesto criminale. La sentenza chiarisce che la valutazione sulla pericolosità deve essere concreta e basata su fatti recenti, non potendo presumere che il tempo trascorso in prigione abbia automaticamente riabilitato la persona.
Continua »
Pericolosità Sociale: Indizi Deboli, Misura Annullata dalla Cassazione
Un uomo viene sottoposto a sorveglianza speciale perché ritenuto socialmente pericoloso per i suoi presunti legami con un'associazione mafiosa. Tuttavia, gli stessi indizi erano già stati giudicati deboli e insufficienti in un altro procedimento penale per giustificare una misura cautelare. La Corte di Cassazione ha annullato la misura, stabilendo un principio chiave: la valutazione della pericolosità sociale attuale non può basarsi in modo acritico su elementi già ritenuti inconsistenti. Il giudice della prevenzione deve fornire una motivazione rafforzata e autonoma, spiegando perché quegli stessi fatti dimostrino un pericolo concreto e presente, senza limitarsi a presumerlo. La mancanza di questa rigorosa analisi ha portato alla cancellazione del provvedimento.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Vecchie Prove, Misura Confermata
Un soggetto, sottoposto a sorveglianza speciale per appartenenza alla 'ndrangheta, ha contestato la misura sostenendo che le prove a suo carico fossero troppo vecchie per dimostrare la sua pericolosità sociale attuale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: per i reati associativi, la pericolosità si presume continua nel tempo, estendendosi almeno fino alla data della prima sentenza. Le dichiarazioni recenti di collaboratori di giustizia, inoltre, hanno confermato il suo persistente inserimento nel clan, rendendo attuale la sua pericolosità. La misura di prevenzione è stata quindi confermata.
Continua »
Pericolosità Sociale: Passato Criminale Batte Buona Condotta
La Corte di Cassazione ha confermato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale e la confisca di beni nei confronti di un soggetto. I giudici hanno ritenuto provata la sua **pericolosità sociale attuale** sulla base di numerosi precedenti penali, del suo coinvolgimento in reati gravi come il trasferimento fraudolento di valori con aggravante mafiosa e della sproporzione tra il suo tenore di vita e i redditi dichiarati. La difesa sosteneva che la pericolosità non fosse più attuale, ma la Corte ha respinto il ricorso, giudicando la decisione dei giudici di merito ben motivata e non 'apparente'. Le misure restrittive personali e patrimoniali sono state quindi definitivamente convalidate.
Continua »
Condanna per mafia datata? La pericolosità sociale attuale resta
Un soggetto, già condannato per associazione mafiosa per fatti risalenti al 2013, si è visto applicare la misura della sorveglianza speciale. L'uomo ha contestato il provvedimento, sostenendo che la sua pericolosità non fosse più attuale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla pericolosità sociale attuale: per chi appartiene a un clan mafioso, questa si presume persistente. La sua attualità può essere confermata da frequentazioni sospette successive e, soprattutto, dalla mancanza di qualsiasi segnale di distacco dall'organizzazione criminale, anche durante la detenzione. La misura è stata quindi confermata.
Continua »
Pericolosità sociale attuale: no sorveglianza se il reato è vecchio
La Corte di Cassazione ha annullato la sorveglianza speciale applicata a due persone condannate per estorsione con metodo mafioso ma assolte dall'accusa di associazione mafiosa. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la **pericolosità sociale attuale** non può essere presunta automaticamente da reati commessi anni prima o da un passato periodo di detenzione. Per applicare una misura di prevenzione, il giudice deve fornire prove concrete e recenti che dimostrino la persistenza del pericolo. La semplice condivisione di una 'logica mafiosa' in episodi isolati e datati non è sufficiente a giustificare una limitazione della libertà personale. La mancanza di un legame stabile e attuale con un'organizzazione criminale ha reso la motivazione della Corte d'Appello insufficiente, portando all'annullamento definitivo del provvedimento.
Continua »
Intestazione fittizia di beni: casa confiscata nonostante il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un immobile e di altri beni a seguito di una accertata intestazione fittizia di beni. Un soggetto, ritenuto socialmente pericoloso per la sua appartenenza a un'associazione mafiosa, aveva intestato le proprietà a due prestanome. Nonostante il lungo periodo di detenzione del soggetto, i giudici hanno ritenuto la sua pericolosità ancora attuale. Le prove, basate su intercettazioni e analisi finanziarie, hanno dimostrato che i terzi intestatari non avevano la capacità economica per acquistare i beni, la cui proprietà reale era riconducibile al soggetto pericoloso. Gli appelli dei terzi sono stati quindi respinti e la confisca è diventata definitiva.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Precedenti Penali e Nuova Misura
La Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale per un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La sua difesa sosteneva che i giudici avessero violato il divieto di essere giudicati due volte per gli stessi fatti (ne bis in idem), utilizzando precedenti penali già valutati in passato. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiave: la valutazione della pericolosità sociale attuale permette di riconsiderare elementi passati insieme a nuovi fatti, come una recente denuncia per stalking. Questo serve a verificare la persistenza del pericolo nel tempo e non costituisce un nuovo processo per i vecchi reati. La decisione si fonda quindi su un giudizio complessivo e aggiornato del comportamento del soggetto.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Sorveglianza Anche Senza Condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale nei confronti di un individuo, stabilendo un principio fondamentale sulla valutazione della pericolosità sociale attuale. Secondo i giudici, per applicare tale misura non è necessaria una condanna definitiva. Sono sufficienti elementi concreti e attuali, come procedimenti penali in corso per reati gravi (nello specifico, traffico di stupefacenti), che dimostrino la persistenza della pericolosità del soggetto. La Corte ha ritenuto che l'inserimento in contesti di criminalità organizzata, desumibile anche da indagini pendenti, è un fattore decisivo. L'appello del soggetto è stato quindi respinto, confermando la validità della misura di prevenzione.
Continua »
Mafia: Pericolosità Sociale Attuale anche senza nuovi reati
Un uomo, condannato in passato per associazione mafiosa, si oppone alla misura di sicurezza dell'assegnazione a una casa di lavoro. Sostiene che la sua pericolosità sociale non sia più attuale, dato il lungo periodo di detenzione senza aver commesso nuovi reati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione della pericolosità sociale attuale non può basarsi solo sull'assenza di nuove condotte criminali. I giudici devono considerare un quadro più ampio, che include il comportamento tenuto in carcere, la mancanza di pentimento e la persistente operatività del clan di appartenenza. Di conseguenza, la misura di sicurezza è stata confermata.
Continua »
Pericolosità Sociale Attuale: Buona Condotta in Carcere non Basta
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla valutazione della pericolosità sociale attuale. Un soggetto, ritenuto affiliato a un'organizzazione criminale e sottoposto a sorveglianza speciale, aveva fatto ricorso sostenendo che la sua pericolosità non fosse più attuale, data la lunga detenzione e la buona condotta in carcere. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che per chi appartiene stabilmente a un'associazione mafiosa, la pericolosità si presume persistente. La buona condotta carceraria, da sola, non basta a vincere questa presunzione se non è accompagnata da elementi concreti che dimostrino una reale volontà di allontanarsi dal contesto criminale. Di conseguenza, la misura di prevenzione è stata confermata.
Continua »
Droga e Sorveglianza: la Pericolosità Sociale Attuale è decisiva
La Corte di Cassazione ha confermato la sorveglianza speciale per un individuo coinvolto in un'associazione per il traffico di stupefacenti. I giudici hanno stabilito che la sua **pericolosità sociale attuale** era chiaramente dimostrata dal suo ruolo attivo nell'organizzazione criminale, protrattosi fino al momento del suo arresto. La Corte ha ritenuto irrilevante la difesa secondo cui non era provato che vivesse dei proventi del reato. La decisione sottolinea che la valutazione della pericolosità deve basarsi su elementi concreti e recenti, come la partecipazione a un grave sodalizio criminale, rendendo legittima la misura di prevenzione applicata.
Continua »