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Pericolo Di Reiterazione

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299 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pericolo di reiterazione: la valutazione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza che ha sostituito gli arresti domiciliari con la custodia in carcere. La decisione si fonda sulla valutazione del concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, desunto non da mere ipotesi, ma dalla personalità dell'individuo, dalla serialità e professionalità delle condotte criminose e dalla sua refrattarietà alle regole giudiziarie.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione fa chiarezza
La Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari per un imprenditore accusato di associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali. Il ricorso, basato sulla presunta mancanza del pericolo di reiterazione del reato e sull'assenza di gravi indizi, è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la complessità del sistema criminale e la possibilità di influenzare la società tramite un familiare giustificassero la misura, nonostante il tempo trascorso e le dimissioni formali.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione conferma il carcere
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva gli arresti domiciliari in comunità. La decisione si basa sul concreto pericolo di reiterazione, dimostrato da precedenti penali e dalla commissione di nuovi reati durante una misura cautelare, rendendo il carcere l'unica misura idonea.
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Misure cautelari: il rischio di reato non cessa
Un ex amministratore pubblico, sottoposto a misure cautelari per reati contro la P.A., ha contestato la loro validità sostenendo che la perdita dell'incarico eliminasse i rischi. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le misure cautelari restano legittime se, nonostante la cessazione dalla carica, l'indagato mantiene un'influenza tale da poter commettere nuovi reati o inquinare le prove.
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Custodia cautelare: quando il carcere è necessario
La Corte di Cassazione conferma la custodia cautelare in carcere per un soggetto trovato in possesso di un'arma e un ingente quantitativo di droga. La decisione si fonda sulla gravità dei fatti, sulla personalità dell'indagato desunta dai precedenti penali e sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari, dato che i reati erano stati commessi proprio nell'abitazione. La Corte ha ritenuto logica la valutazione del Tribunale del Riesame, dichiarando inammissibile il ricorso della difesa.
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Custodia cautelare: quando il ricorso è infondato
Un soggetto, condannato per reati legati alle armi, ha richiesto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, adducendo il tempo trascorso e il buon comportamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un elevato e persistente pericolo di reiterazione del reato, valutato sulla base della gravità dei fatti e dell'atteggiamento dell'imputato, è sufficiente a giustificare la misura più afflittiva, anche in assenza di altre esigenze cautelari.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione e il ruolo apicale
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato con ruolo di vertice in un'associazione per traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la custodia cautelare in carcere, sottolineando come il pericolo di reiterazione non sia attenuato dal solo trascorrere del tempo, ma vada valutato in base alla professionalità criminale e al ruolo apicale ricoperto, elementi che rendono recessivi altri indicatori come la buona condotta agli arresti domiciliari.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
Un agente penitenziario, accusato di corruzione e traffico di stupefacenti in carcere, ricorre in Cassazione contro la misura degli arresti domiciliari. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che i gravi indizi di colpevolezza per le misure cautelari non richiedono la stessa certezza della condanna finale e che la sospensione dal servizio non esclude il pericolo di reiterazione del reato.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
Un individuo, accusato di aver agito come intermediario in due incendi dolosi, ha presentato ricorso contro la sua detenzione cautelare, sostenendo un'errata valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di verificare la coerenza logica della decisione del tribunale inferiore. La Corte ha ritenuto che la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza fosse adeguatamente motivata e immune da vizi logici, confermando la legittimità del provvedimento cautelare.
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Misura cautelare: quando è legittimo l’aggravamento
La Corte di Cassazione ha confermato l'aggravamento di una misura cautelare da obbligo di dimora ad arresti domiciliari per un soggetto accusato di associazione a delinquere e gioco d'azzardo illegale con l'aggravante mafiosa. La Corte ha stabilito che la valutazione del Tribunale sul concreto pericolo di recidiva, basata sul ruolo centrale dell'imputato e sui suoi legami con il vertice del clan, era corretta e sufficientemente motivata, respingendo il ricorso dell'imputato.
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Pericolo di reiterazione: quando è attuale la misura?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo sottoposto a misura cautelare per resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso si basava sulla presunta mancanza di attualità del pericolo di reiterazione, dato che erano trascorsi dieci mesi dai fatti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il tempo trascorso non elimina automaticamente le esigenze cautelari se la pericolosità del soggetto, desunta dai suoi precedenti e dalla gravità dei fatti, risulta ancora concreta e attuale.
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Custodia cautelare: quando è legittima la misura
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro l'ordinanza che applicava la custodia cautelare in carcere. Si conferma che la valutazione del pericolo di reiterazione e la scelta della misura più grave si basano sulla professionalità criminale del soggetto, anche a distanza di tempo dai fatti.
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Esigenze cautelari: la Cassazione annulla ordinanza
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere finalizzata a favorire l'ottenimento di residenza e cittadinanza. La Corte dichiara inammissibile il ricorso di un imputato e accoglie quello dell'altro, annullando l'ordinanza impugnata limitatamente alle esigenze cautelari. La motivazione del Tribunale sul pericolo di reiterazione del reato è stata ritenuta generica e astratta, non avendo considerato elementi concreti come la cessazione dei rapporti illeciti.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione conferma il carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro la custodia cautelare in carcere per spaccio. La Corte ha confermato la sussistenza del pericolo di reiterazione, ritenendo insufficiente un contratto di lavoro senza prove concrete e valorizzando i precedenti penali e i legami con ambienti criminali per giustificare la misura più restrittiva.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione e la custodia
Un individuo, indagato per reati di droga risalenti a tre anni prima, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sostiene che il tempo trascorso abbia affievolito il pericolo di reiterazione. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando la misura. La sentenza chiarisce che l'attualità del pericolo non significa imminenza, ma si basa su una valutazione complessiva della personalità dell'indagato, dei precedenti specifici e dei legami con ambienti criminali, elementi che in questo caso rendevano il rischio ancora concreto e attuale.
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Pericolo di reiterazione e custodia cautelare in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo in custodia cautelare per reati di droga. La sentenza stabilisce che il semplice trascorrere del tempo non è sufficiente a escludere il pericolo di reiterazione del reato, specialmente in presenza di presunzioni legali come quelle per l'associazione a delinquere. I motivi di ricorso basati sulla gravità indiziaria sono stati respinti in quanto non sollevati nella precedente fase di riesame.
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Pericolo di reiterazione: condotta e modus operandi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un pubblico ufficiale sospeso per corruzione. La Corte ha stabilito che il concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato non si desume dalla sola gravità del titolo, ma dalle specifiche modalità della condotta, dalla personalità dell'indagato e dal suo modus operandi, che in questo caso rivelavano una spiccata disinvoltura nel compiere illeciti e un sistema ben collaudato.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'indagata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, confermando la misura cautelare degli arresti domiciliari. La sentenza stabilisce che il semplice trascorrere del tempo non è di per sé sufficiente ad annullare il pericolo di reiterazione del reato, specialmente quando l'indagato ricopre un ruolo organizzativo e vi è il rischio concreto di riattivazione di un circuito criminale. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è di legittimità e non può riesaminare nel merito gli elementi di fatto.
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Pericolo di reiterazione: arresti anche a distanza
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un imprenditore accusato di bancarotta, ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato. Nonostante la difesa sostenesse che il rischio non fosse più attuale a causa del tempo trascorso, la Corte ha stabilito che la continua gestione di fatto di altre società con debiti verso il fisco costituisce un indice concreto e attuale di pericolosità, giustificando la misura cautelare.
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Pericolo di reiterazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per narcotraffico. Sebbene i gravi indizi di colpevolezza fossero stati ritenuti sussistenti, la Corte ha censurato la valutazione del pericolo di reiterazione del reato. I giudici di merito avevano omesso di considerare il positivo percorso rieducativo concluso dall'indagato per un fatto successivo, elemento cruciale per valutare l'attualità e la concretezza del rischio. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione delle esigenze cautelari.
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