Due indagati, arrestati per la detenzione di oltre 800 grammi di eroina e strumenti di confezionamento, hanno impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa chiedeva la sostituzione con gli arresti domiciliari, sostenendo l'assenza di un concreto pericolo di reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del carcere. I giudici hanno evidenziato che il quantitativo di droga, il possesso di ingenti somme di denaro e i precedenti penali dimostrano uno stabile inserimento in contesti criminali. Di conseguenza, sussiste un reale pericolo di reiterazione del reato, rendendo gli arresti domiciliari del tutto inadeguati a contenere la pericolosità dei soggetti, i quali non offrono garanzie di spontaneo rispetto delle prescrizioni.
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