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Pedissequa Reiterazione

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1133 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando l’appello è solo copia
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per frode. La decisione si fonda su due punti chiave: il primo motivo di ricorso era una mera ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello, mancando di specificità; il secondo, relativo alla recidiva, è stato ritenuto infondato poiché il giudice di merito aveva correttamente valutato la persistente inclinazione a delinquere dell'imputato basandosi sui suoi numerosi precedenti penali. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione inammissibile per motivi di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile contro una condanna per ricettazione. I motivi, basati sulla contestazione dei fatti e sulla reiterazione di argomenti già respinti, non rientrano nelle competenze del giudice di legittimità, portando alla condanna del ricorrente alle spese.
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Dolo eventuale: Cassazione conferma compatibilità
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 44135/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 636 del codice penale. L'imputato sosteneva l'incompatibilità di tale reato con il dolo eventuale. La Corte ha rigettato la tesi, affermando che il ricorso era una mera ripetizione di motivi già respinti e ribadendo la piena compatibilità tra la fattispecie contestata e il dolo eventuale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile ricettazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per ricettazione. La Corte ha ritenuto che i motivi di ricorso fossero una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, privi di una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata. Tale genericità ha portato alla conferma dell'inammissibilità e alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è una mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in materia di truffa, poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello. L'ordinanza sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica argomentata e specifica della sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di appropriazione indebita. La decisione si fonda sulla natura meramente ripetitiva dei motivi d'appello, già esaminati e respinti nel grado precedente. La Corte ha inoltre confermato la piena validità della querela, non inficiata da una successiva fusione per incorporazione della società persona offesa, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Pena sostitutiva: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego di una pena sostitutiva. La Corte ha stabilito che l'appello non può limitarsi a ripetere argomenti già respinti in precedenza, ma deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata, basata su elementi concreti.
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Ricorso inammissibile: i motivi non specifici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a ripetere le argomentazioni già respinte in appello, e sulla manifesta infondatezza della richiesta di attenuanti generiche, correttamente negate dal giudice di merito in base ai precedenti dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura. La decisione sottolinea che il ricorso inammissibile è tale quando si limita a riproporre le stesse argomentazioni di merito già respinte in appello e chiede una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta al giudice di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della motivazione della sentenza impugnata, sia sulla responsabilità che sulla determinazione della pena.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per tentata estorsione, ribadendo principi fondamentali della procedura penale. La Corte ha chiarito che non è possibile riproporre le medesime argomentazioni già respinte in appello, né chiedere una nuova valutazione dei fatti. Tale approccio rende il ricorso aspecifico. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall'imputato erano una mera ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello. L'ordinanza sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica argomentata e specifica della sentenza impugnata, e non limitarsi a riproporre le stesse difese. La decisione conferma la condanna per estorsione e altri reati, evidenziando l'importanza del principio di specificità dei motivi di ricorso.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché si limitava a ripetere argomentazioni già respinte in appello. Il caso verteva sulla richiesta di derubricare il reato di ricettazione in truffa. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e non specifici, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per frode assicurativa. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono essere una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha sottolineato che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria e al risarcimento delle spese legali della parte civile.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per ricettazione (art. 648 c.p.). La decisione si fonda sul fatto che i motivi presentati dall'imputato erano una mera e pedissequa reiterazione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello, risultando quindi non specifici e solo apparenti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi non nuovi e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per ricettazione. Le motivazioni si basano sulla natura ripetitiva del primo motivo e sulla tardività del secondo, relativo alla tenuità del fatto, sollevato per la prima volta in sede di legittimità. Questa decisione sottolinea l'importanza di presentare motivi specifici e di sollevare tutte le questioni pertinenti nei gradi di merito, rendendo il ricorso inammissibile in caso contrario.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per riciclaggio (art. 648-bis c.p.). Il ricorso è stato respinto perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45710/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la presenza di una recidiva reiterata specifica è un elemento sintomatico di accentuata pericolosità sociale e di un elevato grado di colpevolezza, condizioni che sono incompatibili con il beneficio previsto dall'art. 131-bis del codice penale.
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Ricorso inammissibile: quando è solo un fatto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per lesioni aggravate. I motivi sono stati respinti perché uno si limitava a contestare la valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e l'altro era una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello riguardo la negata sospensione condizionale della pena, decisione quest'ultima ritenuta ben motivata dalla Corte territoriale sulla base di una precedente condanna.
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Ricorso inammissibile: no a motivi già respinti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false attestazioni. Il motivo del ricorso inammissibile risiede nella mera riproposizione dei motivi già presentati e respinti in appello, in particolare la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, senza una critica argomentata alla sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per bancarotta fraudolenta e semplice. La decisione si basa sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già presentati e respinti in appello, mancando quindi del requisito di specificità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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