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Patteggiamento In Appello (Art. 599-Bis C.P.P.)

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedura che permette all'imputato e al pubblico ministero di accordarsi sulla pena da applicare in fase di appello, spesso rinunciando a specifici motivi di ricorso per ottenere una definizione più rapida del processo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patteggiamento in appello: la Cassazione blocca il ricorso sulla pena
Due imputati, 'Il Primo Imputato' e 'Il Secondo Imputato', condannati per rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione aggravata, avevano raggiunto un accordo di patteggiamento in appello per una pena ridotta. Nonostante l'accordo, hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la pena e la mancata valutazione di proscioglimento o attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il patteggiamento in appello, una volta concordato e confermato, non può essere unilateralmente modificato, salvo illegalità della pena. La Corte ha anche chiarito che pene diverse per coimputati sono legittime per la finalità deflattiva del processo.
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Patteggiamento in appello: l’accordo sulla pena diventa definitivo
Un imputato, condannato per furto aggravato e guida senza patente, ha visto la sua pena ridotta in appello grazie a un patteggiamento in appello. Ha poi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che non gli fossero state riconosciute le circostanze attenuanti generiche con prevalenza sulle aggravanti, nonostante avesse offerto il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, nell'ambito del patteggiamento in appello, il giudice verifica solo la legalità della pena concordata dalle parti, senza poter modificare l'accordo. La rinuncia ai motivi di appello, implicita nel concordato, impedisce ogni ulteriore sindacato su tali questioni. La pena è stata ritenuta corretta.
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Patteggiamento in Appello: Accordo Blocca la Difesa sulla Querela
Un imputato per stalking, dopo aver concordato la pena in secondo grado, ricorre in Cassazione sostenendo la mancanza della querela della vittima. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: l'accordo sul patteggiamento in appello e querela sono collegati. Accettando il patteggiamento, l'imputato rinuncia a contestare vizi procedurali precedenti, come la presunta assenza della querela. La volontà della vittima di procedere era inoltre già evidente dalla sua costituzione come parte civile. L'accordo processuale siglato tra le parti prevale, rendendo la condanna definitiva.
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Patteggiamento in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Inammissibile
Un ex amministratore, accusato di bancarotta fraudolenta, concorda una pena in appello (patteggiamento). Successivamente, presenta ricorso in Cassazione sostenendo che avrebbe dovuto essere assolto perché non ricopriva più la carica al momento del fallimento. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso. Il principio sancito è chiaro: l'accordo sulla pena in appello implica una rinuncia a sollevare altre questioni. L'imputato non può prima accettare una pena concordata e poi contestarla in Cassazione. La scelta del patteggiamento preclude la possibilità di un successivo ricorso su punti a cui si è implicitamente rinunciato.
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Patteggiamento in appello: accordo fatto, ricorso bloccato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto 'patteggiamento in appello', ha tentato di impugnare ulteriormente la sentenza. Secondo i giudici, la scelta del patteggiamento in appello comporta una rinuncia totale e definitiva a tutti i motivi di impugnazione. Questa rinuncia impedisce di presentare un successivo ricorso in Cassazione, anche per questioni che il giudice potrebbe, in teoria, esaminare di sua iniziativa. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Accetta la pena poi fa ricorso: no al patteggiamento in appello
Un imputato per tentato furto aggravato accetta una determinata pena tramite l'istituto del patteggiamento in appello. Successivamente, però, presenta ricorso in Cassazione proprio contro la misura della pena che aveva concordato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Viene stabilito il principio secondo cui la sentenza che recepisce un accordo sulla pena non può essere impugnata unilateralmente, poiché l'accordo tra le parti, una volta ratificato dal giudice, diventa vincolante e non modificabile, salvo il raro caso di pena illegale. L'imputato perde quindi il ricorso e viene condannato al pagamento di una sanzione.
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Patteggiamento in Appello: Accordo Fatto, Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di furto aggravato in cui l'imputata, dopo aver concordato la pena in appello, ha comunque presentato ricorso. I giudici hanno sancito un principio netto: l'accordo sulla pena è un negozio processuale vincolante e non può essere messo in discussione unilateralmente. Di conseguenza, hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per patteggiamento in appello. Questa decisione ha impedito anche l'applicazione delle nuove norme più favorevoli della Riforma Cartabia, che avrebbero richiesto la querela della vittima. L'imputata ha perso il ricorso ed è stata condannata a pagare una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in Appello: Accetta la Pena ma poi Ricorre, Perde
Un imputato, condannato per furto aggravato, concorda la pena tramite un patteggiamento in appello. Successivamente, presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici non abbiano valutato la possibile esistenza di cause di assoluzione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è chiaro: accettare il patteggiamento in appello significa rinunciare a qualsiasi altra contestazione. L'accordo sulla pena ha un effetto 'preclusivo', ovvero blocca la possibilità di sollevare altre questioni, anche quelle che il giudice potrebbe rilevare d'ufficio. L'imputato perde quindi il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese e di un'ulteriore somma.
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Ricorso Patteggiamento in Appello: Accordo Blindato, Impugnazione Fallita
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello, presenta ricorso in Cassazione. Sostiene che i giudici avrebbero dovuto prima verificare la sua possibile innocenza. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che il ricorso per cassazione patteggiamento in appello è consentito solo per vizi procedurali specifici legati alla formazione dell'accordo, non per rimettere in discussione la colpevolezza. L'accordo, una volta raggiunto, è un patto vincolante. L'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese.
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Ricorso inammissibile: limiti dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8747/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché proposto contro una sentenza emessa a seguito di un 'patteggiamento in appello' (art. 599-bis c.p.p.). L'imputato aveva rinunciato ai motivi di merito per ottenere un accordo sulla pena. La Corte ha ribadito che tale rinuncia è definitiva e preclude la possibilità di riproporre le stesse questioni in Cassazione, limitando l'impugnazione a specifici vizi procedurali o di legalità della pena.
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Concorso esterno: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati per contrabbando in forma associata. La sentenza analizza in dettaglio i requisiti del concorso esterno nell'associazione, ribadendo che anche un contributo occasionale ma causalmente rilevante è sufficiente. Viene inoltre chiarito che la rinuncia a specifici motivi di gravame in appello, a seguito di un accordo sulla pena (ex art. 599-bis c.p.p.), preclude la possibilità di riproporre le stesse censure in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. La doglianza riguardava la presunta non congruità della pena, ma la Corte ha ribadito che i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono una rinegoziazione della pena concordata. Questo caso di ricorso inammissibile per patteggiamento si conclude con la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile dopo patteggiamento in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato una riduzione di pena in appello (c.d. patteggiamento in appello), ha tentato di impugnare la decisione lamentando la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena, una volta ratificato dal giudice, preclude un'ulteriore discussione sulla misura della sanzione, salvo il caso di pena illegale, rendendo quindi il ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: limiti dopo il patteggiamento
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza per furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che l'imputato, avendo accettato un patteggiamento in appello (art. 599-bis c.p.p.), ha rinunciato a contestare la responsabilità e la qualificazione giuridica del reato, limitando così i motivi di impugnazione.
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