Un cittadino condannato per la contraffazione di una patente di guida polacca ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il ricorso verteva sulla qualificazione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando come la motivazione della corte d'appello fosse insufficiente. In particolare, non era stata fatta una chiara distinzione tra l'uso della patente falsa e l'effettiva partecipazione alla sua falsificazione, reato quest'ultimo che, se commesso all'estero, richiede specifiche condizioni di procedibilità. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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