Una donna, dopo aver aggredito il gestore di un locale insieme al compagno, si scaglia contro i militari intervenuti, offendendoli davanti agli altri clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per resistenza e per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, ritenendo provato che le offese fossero state pronunciate in un luogo pubblico e alla presenza di più persone, elementi essenziali del reato. Il ricorso della donna è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a ripetere argomentazioni già respinte, basate su prove evidenti come i video della sorveglianza. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo di pagare le spese processuali e una multa.
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