Un uomo, esercitando l'attività di parcheggiatore abusivo, ha preteso con minacce la somma di cinque euro da un automobilista per la sosta del veicolo. La Corte d'Appello ha qualificato il fatto come tentata rapina. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la condotta integrasse solo una violazione amministrativa del Codice della Strada. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'illecito amministrativo si applica solo se l'automobilista versa il denaro liberamente. Se invece il parcheggiatore abusivo usa minacce, la condotta diventa un reato penale. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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