Un'azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo inviando una prima comunicazione priva dei nominativi esatti dei lavoratori da licenziare, seguita da successive rettifiche e liste parziali. Il Lavoratore ha impugnato il provvedimento. La Corte d'Appello ha dichiarato risolto il rapporto di lavoro condannando l'Azienda a pagare un'indennità risarcitoria di venti mensilità, ritenendo la comunicazione iniziale incompleta e illegittimamente frammentata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che la comunicazione finale prevista dalla legge deve essere unica, esaustiva e tempestiva, per garantire trasparenza e controllo. Di conseguenza, l'Azienda perde la causa e deve pagare anche le spese legali.
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