Un uomo, condannato per lesioni dolose, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento dell'attenuante della provocazione. Sosteneva di aver reagito a un comportamento che riteneva ingiusto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: per applicare l'attenuante della provocazione, il 'fatto ingiusto altrui' deve essere valutato secondo criteri oggettivi, basati su regole giuridiche e sociali, e non sulla sensibilità personale dell'imputato. La percezione soggettiva dell'ingiustizia non è sufficiente. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e l'uomo condannato a pagare le spese e una multa.
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