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Ordinaria Amministrazione

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Insieme delle attività di gestione corrente e conservazione del patrimonio, che non comportano decisioni strategiche o investimenti significativi. Nel caso di specie, indica la gestione limitata del servizio dopo la scadenza della concessione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Comodato immobile e recesso del comproprietario minoritario
Una comproprietaria di un quarto di un immobile commercializzato in comodato gratuito ha manifestato la propria volontà di recedere dal contratto tramite raccomandata. Gli altri comproprietari, titolari dei tre quarti dell'immobile, hanno scelto di mantenere attivo il comodato a favore di una società terza. La proprietaria minoritaria ha richiesto un'indennità per il mancato godimento del bene. Il Giudice di Pace e il Tribunale hanno respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti. La Corte stabilisce che in materia di comodato immobile e recesso del comproprietario, la decisione di sciogliere il prestito gratuito costituisce un atto di ordinaria amministrazione. La decisione della maggioranza delle quote vincola la minoranza. Il singolo comproprietario minoritario non può recedere autonomamente. Il ricorso della donna è stato respinto con condanna al pagamento delle spese giudiziarie.
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Rendiconto condominiale: la sostanza vince sulla forma
Un condomino ha impugnato la delibera di approvazione del bilancio, contestando la durata superiore all'anno dell'esercizio, l'uso del criterio di competenza anziché di cassa e la locazione a terzi dell'ex alloggio del custode. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che il rendiconto condominiale non deve seguire regole formali rigide come i bilanci societari, purché sia chiaro e comprensibile. Inoltre, la variazione temporanea della durata dell'esercizio per riallineare le date è legittima, così come la locazione dell'alloggio del custode inutilizzato, qualificata come atto di ordinaria amministrazione. Il condomino perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Affitto non pagato in concordato: sì al credito prededucibile
Un'azienda in concordato preventivo non paga i canoni di affitto del capannone dove opera. Al successivo fallimento, il proprietario chiede che il suo credito sia pagato prima degli altri. Il Tribunale nega la richiesta, ma la Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che i canoni di locazione maturati durante la procedura di concordato, derivanti da un contratto preesistente, costituiscono un credito prededucibile. Questo perché il mantenimento del contratto di affitto rientra negli atti di ordinaria amministrazione legalmente compiuti dall'imprenditore per conservare l'azienda. Di conseguenza, il proprietario dell'immobile ha diritto a essere pagato con priorità.
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Poteri Amministratore: Polizza Extra Legittima, Piloti Sconfitti
Il Capo Pilota di una Corporazione stipula una polizza assicurativa per malattia e infortunio a favore dei piloti. Alcuni associati lo citano per danni, sostenendo che avesse superato i suoi poteri, dato che esisteva già una copertura simile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Capo Pilota. La stipula della polizza rientra nei poteri di ordinaria amministrazione dell'amministratore della corporazione piloti. Tale atto non necessitava di autorizzazione dell'assemblea, perché mirava a proteggere non solo i singoli, ma anche la Corporazione da rischi e contenziosi. Il ricorso dei piloti è stato respinto.
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Concordato preventivo: validità dei pagamenti ordinari
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dei pagamenti effettuati da una società in concordato preventivo per forniture necessarie alla prosecuzione dell'attività d'impresa. Tali atti sono stati qualificati come di ordinaria amministrazione, escludendo la necessità di autorizzazione del Giudice Delegato. La Corte ha chiarito che, anche in una procedura con finalità liquidatoria, la gestione corrente funzionale all'impresa non è soggetta a inefficacia, purché non sia diretta a frodare i creditori e rispetti il piano di concordato preventivo approvato.
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Canone concessorio: obbligo di pagamento post-scadenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31407/2023, ha stabilito che una società di distribuzione del gas deve continuare a versare il canone concessorio al Comune anche dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di prosecuzione obbligatoria del servizio. La Corte ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che, sebbene la situazione possa creare uno squilibrio economico, l'ordinamento prevede specifici rimedi (come la revisione del contratto o l'azione di risarcimento) che il concessionario ha l'onere di attivare.
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Canone concessorio: obbligo post-scadenza del contratto
Una società di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di continuare a versare il canone concessorio a un Comune dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di gestione provvisoria (prorogatio). I tribunali di merito avevano confermato tale obbligo. Giunta in Cassazione, la controversia si è però conclusa con un'ordinanza di estinzione del giudizio, poiché la società ha rinunciato al ricorso. Il caso verteva sull'interpretazione del regime di prorogatio e sulla legittimità del canone concessorio in tale fase transitoria.
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Credito prededucibile: la Cassazione fa chiarezza
Una società di costruzioni in amministrazione straordinaria vede un credito professionale, sorto durante un precedente concordato con riserva, ammesso in prededuzione. La Corte di Cassazione cassa la decisione, stabilendo che per riconoscere un credito prededucibile è necessaria una valutazione di fatto, caso per caso, per determinare se l'atto che lo ha generato rientri nell'ordinaria o nella straordinaria amministrazione, un'analisi che il giudice di merito aveva omesso.
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Crediti prededucibili: esclusi nel concordato in bianco
Una società fornitrice di servizi di marketing ha visto negarsi il riconoscimento dei propri crediti prededucibili nei confronti di un'azienda fallita. Quest'ultima aveva presentato una domanda di concordato 'in bianco' senza mai depositare un piano, per poi fallire. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di un piano e di un'autorizzazione del tribunale, i crediti sorti in questa fase non sono automaticamente prededucibili, in quanto gli atti gestionali non possono essere qualificati come di 'ordinaria amministrazione' e manca la necessaria sequenza tra le procedure concorsuali.
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Ordinaria amministrazione e concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per definire un atto di ordinaria amministrazione nel contesto di un concordato preventivo. Una società fornitrice ha visto il proprio credito, derivante da vendite a un'impresa in crisi, declassato da prededucibile a chirografario. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi sull'interesse della massa dei creditori. Un'operazione, anche se tipica per l'impresa, diventa straordinaria se rappresenta una scelta strategica che espone i creditori a nuovi rischi, richiedendo quindi l'autorizzazione del tribunale per la prededuzione.
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Rilascio immobile: il periculum in mora è essenziale
Una comproprietaria ha richiesto il rilascio immobile d'urgenza per effettuare lavori di ristrutturazione, lamentando l'occupazione senza titolo. Il Tribunale, pur riconoscendo l'ammissibilità del ricorso, lo ha rigettato per assenza del requisito del 'periculum in mora', ovvero il rischio di un danno imminente e irreparabile. La necessità di lavori non sufficientemente provata come urgente e il danno puramente economico non sono stati ritenuti sufficienti per la concessione della tutela cautelare.
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