Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha negato la richiesta di Semilibertà a un condannato per omicidio, ritenendo sussistente il rischio di nuovi contatti con la criminalità organizzata. Il condannato, considerato un elemento apicale in un contesto camorristico e con legami familiari persistenti, aveva anche beneficiato di una falsificazione documentale per ottenere la misura. Il suo ricorso per Cassazione, che lamentava vizi di motivazione e l'entità della pena già scontata, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, sottolineando la gravità dei fatti e la mancata rottura con l'ambiente criminale.
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