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Opposizione Di Terzo

116 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'opposizione di terzo (art.404 c.p.c.) è un mezzo di impugnazione straordinario, ciò significa che può essere proposto avverso provvedimenti ormai passati in giudicato. Questo mezzo di impugnazione si articola in due tipologie distinte: Opposizione di terzo ordinaria Opposizione di terzo revocatoria

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usucapione Contesa: Cassazione nega proprietà per errore catastale
Un individuo aveva ottenuto la proprietà di alcuni terreni per usucapione. Altri soggetti, proprietari di terreni confinanti, hanno proposto opposizione di terzo, sostenendo che una porzione del terreno usucapito era in realtà di loro proprietà a causa di un errore catastale. Il giudice di primo grado aveva riconosciuto l'errore ma aveva comunque accolto la domanda di usucapione del primo individuo. La Corte d'Appello ha invece negato l'usucapione, accertando la proprietà dei confinanti. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'individuo che aveva inizialmente ottenuto l'usucapione e ribadendo il rigoroso onere della prova per l'accertamento proprietà.
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Usucapione vs. Rivendicazione: la Cassazione decide sulla proprietà
Un individuo ha chiesto l'usucapione di un immobile. Una Parrocchia ha rivendicato la proprietà, sostenendo una donazione da parte dell'originaria proprietaria. La Corte d'Appello ha respinto la domanda di usucapione e ha accolto l'azione di rivendicazione della Parrocchia. La Cassazione ha confermato questa decisione. La sentenza chiarisce che l'azione di rivendicazione è ammissibile anche se un terzo ha ottenuto una sentenza di usucapione non definitiva. Questo caso evidenzia l'importanza della prova della proprietà e i limiti dell'usucapione e azione di rivendicazione.
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Opposizione di Terzo Societaria: Nuove Azioni vs. Vecchie Delibere
Il caso riguarda l'opposizione di terzo societaria promossa da due società acquirenti di azioni, Le Società Acquirenti, contro una sentenza che aveva dichiarato l'inesistenza di delibere assembleari del 1992/1993 di un club calcistico, ripristinando la partecipazione del 25% per Il Socio Originario. Le Società Acquirenti, subentrate nel 2004 dopo ulteriori azzeramenti e ricostituzioni del capitale, contestavano il pregiudizio ai loro diritti. La Corte di Cassazione ha confermato la loro legittimazione all'opposizione di terzo, ma ha corretto la motivazione della Corte d'Appello. Ha stabilito che l'acquisto delle azioni da parte delle Società Acquirenti non dipendeva dalle delibere annullate del 1992/1993, bensì da successive operazioni sul capitale. Pertanto, la questione della buona fede, invocata ai sensi dell'art. 2377 c.c., era irrilevante. La Cassazione ha rigettato il ricorso principale, condannando Il Socio Originario al pagamento delle spese legali.
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Pagamento Controverso: L’Opposizione di Terzo è l’Unica Via
Un padre e un figlio avrebbero dovuto ricevere un pagamento di 43.000 euro per la cessione di quote societarie. Un precedente giudizio, però, aveva stabilito che il pagamento spettava solo al figlio, escludendo il padre. Il padre ha poi agito per ottenere la sua parte, sostenendo che l'obbligazione era parziaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che il padre, essendo stato leso nei suoi diritti da una sentenza a cui era estraneo, avrebbe dovuto proporre un'opposizione di terzo contro quel giudicato. Non avendo utilizzato il rimedio corretto, la sua domanda attuale era improponibile. La Corte ha quindi cassato la sentenza senza rinvio, negando al padre il diritto al pagamento.
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Opposizione di terzo ordinaria: la banca perde contro l’usucapione
Un istituto bancario ha avviato una procedura esecutiva immobiliare contro una società debitrice, portando all'aggiudicazione del cespite a favore di un acquirente. Successivamente, un soggetto terzo ha ottenuto una sentenza che accertava l'usucapione ventennale dell'immobile, prevalendo sui diritti derivanti dall'esecuzione. La banca ha promosso opposizione di terzo ordinaria per contestare tale pronuncia, sostenendo la propria mancata partecipazione al giudizio. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente creditizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il creditore pignorante non vanta un diritto reale autonomo sul bene e non può utilizzare questo rimedio.
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Opposizione di Terzo: Comune contro privati, Cassazione rinvia per vizio
Un Comune ha proposto un'Opposizione di Terzo contro una sentenza che riconosceva l'usucapione di alcuni terreni a favore di un Cittadino. Dopo varie fasi processuali, la Corte d'Appello ha respinto l'opposizione del Comune. Il Comune ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, prima di esaminare i motivi del ricorso, ha rilevato un vizio procedurale: il ricorso non era stato notificato a tutti gli Eredi del Cittadino, che avevano partecipato ai gradi precedenti. Poiché la loro presenza è essenziale (litisconsorzio processuale), la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo al Comune un termine per notificare correttamente il ricorso a tutte le parti interessate.
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Opposizione di Terzo: Troppo Tardi per Contestare un Giudicato?
Un elettore ha proposto un'opposizione di terzo per contestare una vecchia sentenza che aveva assegnato un'area cortilizia a privati, sostenendo che fosse di proprietà comunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'opposizione di terzo inammissibile. Ha stabilito che un'opposizione di terzo contro una sentenza di primo grado non è valida se la sentenza di appello successiva è già diventata definitiva. In tal caso, l'interesse ad agire viene meno, poiché la contestazione avrebbe dovuto riguardare la sentenza di appello, ormai irrevocabile. La Corte ha quindi annullato le sentenze precedenti senza rinvio, ponendo le spese processuali a carico del Comune per il grado di appello.
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Mobilità Volontaria: Quando la Domanda Successiva Non Prevale
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti della mobilità volontaria del personale sanitario. Il caso riguardava una Lavoratrice trasferita in un'Azienda Sanitaria e un'altra Lavoratrice che contestava il trasferimento, sostenendo che le sue domande di mobilità precedenti non erano state considerate. La Cassazione ha stabilito che l'amministrazione deve valutare le domande di mobilità man mano che si presentano, senza aspettare la fine dell'anno solare. Ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto tempestiva la domanda successiva, riaffermando la validità del trasferimento originario.
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Opposizione all’esecuzione: Confini Contesi, Sentenza Rinviata in Cassazione
Un proprietario aveva ottenuto una sentenza che stabiliva i confini della sua proprietà, ordinando a una cooperativa di rilasciare una porzione di terreno 'ultra fines' (oltre i confini). Anni dopo, il proprietario ha tentato l'esecuzione forzata contro gli assegnatari degli immobili costruiti dalla cooperativa. Questi ultimi hanno proposto un'opposizione all'esecuzione e un'opposizione di terzo, sostenendo di aver acquisito il terreno per usucapione e che la sentenza sui confini non era a loro opponibile. La Corte d'Appello ha respinto le loro richieste. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, ha rilevato la necessità di integrare il contraddittorio, chiamando in causa altri soggetti coinvolti, e ha rinviato la causa per una nuova trattazione in pubblica udienza.
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Opposizione di Terzo: La Cassazione Tutela i Diritti del Coniuge
Una Lavoratrice ha proposto un'opposizione di terzo per rivendicare la comproprietà di immobili assegnati a Terzi Acquirenti, sostenendo che i beni erano stati acquistati dal marito in regime di comunione dei beni. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta, ritenendo l'opposizione tardiva e basandosi su sentenze precedenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Lavoratrice, stabilendo che le sentenze precedenti riguardavano beni diversi e che la Lavoratrice non era stata parte di quei giudizi. Ha inoltre chiarito che l'opposizione di terzo ordinaria non ha limiti di tempo, cassando la decisione e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Opposizione di Terzo: L’Usucapione non accertata può bloccare una sentenza?
Un Lavoratore aveva ottenuto l'usucapione di un terreno con garage contro il Comune. Un'altra Persona ha proposto **opposizione di terzo**, sostenendo di aver sempre posseduto quel manufatto e una striscia di terreno adiacente, anch'essa per usucapione. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile questa opposizione. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso della Persona. Ha stabilito che l'opposizione di terzo è ammissibile anche se il diritto di usucapione non è stato ancora accertato giudizialmente, purché esista una situazione incompatibile con la sentenza impugnata. La causa tornerà in Appello per valutare nel merito il diritto della Persona.
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Litisconsorte necessario pretermesso: no all’appello del terzo
Una contribuente ha impugnato un avviso di addebito per contributi previdenziali ottenendo l'annullamento dell'atto in primo grado. Tuttavia, i crediti erano stati ceduti a una società di cartolarizzazione, rimasta totalmente estranea al giudizio originario. Tale società, rivestendo la qualifica di litisconsorte necessario pretermesso, ha proposto autonomamente appello. La Corte d'Appello ha annullato la prima sentenza, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che il litisconsorte necessario pretermesso non ha la legittimazione ad impugnare direttamente in appello una sentenza resa tra altre parti. Questo soggetto terzo deve invece utilizzare l'opposizione di terzo o intervenire in un appello già pendente. Pertanto, la Cassazione ha cassato senza rinvio la pronuncia d'appello, confermando la vittoria della contribuente e condannando le controparti al pagamento delle spese processuali.
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Ordine di liberazione immobile: l’usucapione non frena lo sgombero
Una società creditrice ha avviato il pignoramento di un bene immobile nei confronti del debitore. Il giudice dell'esecuzione ha quindi disposto l'ordine di liberazione immobile sia verso il debitore sia verso una società terza occupante. La società terza ha contestato il provvedimento mediante opposizione agli atti esecutivi, affermando di aver usucapito il bene in un autonomo giudizio ancora pendente. Il Tribunale ha respinto l'opposizione e ha condannato l'opponente per lite temeraria. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto e respinto il ricorso dell'occupante. I giudici hanno chiarito che la semplice dichiarazione di aver promosso una causa di usucapione non dimostra alcun titolo opponibile alla procedura. L'insistenza ingiustificata nell'azione esecutiva integra un abuso dello strumento processuale.
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Pignoramento di bene altrui: il debitore non può opporsi
Una società creditrice ha avviato un pignoramento immobiliare su una quota ereditaria intestata a un debitore. Quest'ultimo ha promosso un'opposizione all'esecuzione sostenendo di non essere il vero proprietario dell'immobile staggito a causa di complesse vicende testamentarie familiari. La Corte di Cassazione ha dichiarato la totale inammissibilità della domanda del debitore per carenza assoluta di interesse ad agire. I giudici hanno stabilito che il debitore esecutato non subisce alcun danno patrimoniale dalla vendita forzata di un bene appartenente a terzi, traendone anzi il vantaggio economico dell'estinzione del proprio debito. Soltanto il terzo effettivo titolare della proprietà possiede la legittimazione ad agire per bloccare la procedura.
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Pignoramento di bene indiviso: auto comune e debito del singolo
Un condominio ha avviato un'esecuzione mobiliare su un'automobile per recuperare le spese non pagate da una condomina. L'autovettura apparteneva per metà alla debitrice e per l'altra metà a un comproprietario estraneo alla vicenda. Quest'ultimo ha promosso opposizione sostenendo l'illegittimità dell'azione esecutiva nei propri confronti. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione, confermando la legittimità del pignoramento di bene indiviso limitatamente alla quota del cinquanta per cento della debitrice e condannando l'opponente per lite temeraria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e dichiarato inammissibile il ricorso del comproprietario a causa di gravi carenze nella redazione dell'atto introduttivo, che ometteva l'esposizione chiara dei fatti di causa.
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Demolizione e litisconsorzio necessario comproprietari
Una vicina agisce contro un uomo per ottenere la demolizione di una veranda e il ripristino dei luoghi. I giudici ordinano l'abbattimento dell'opera. La moglie dell'uomo, comproprietaria dell'immobile in regime di comunione legale, scopre l'esito della causa a cui non ha partecipato. La donna avvia un'opposizione di terzo per tutelare i propri diritti lesi. La Corte d'Appello respinge la domanda, ma la Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici supremi affermano che sussiste il litisconsorzio necessario comproprietari quando si chiede la distruzione di una porzione immobiliare comune. Senza la citazione di entrambi i coniugi la pronuncia resta inutilizzabile. La Suprema Corte accoglie il ricorso della comproprietaria e rinvia la causa a un nuovo collegio per il riesame.
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Pignoramento di beni altrui ed equo indennizzo Legge Pinto
Una proprietaria subisce il pignoramento illegittimo di alcuni suoi immobili all'interno di una procedura esecutiva diretta contro un terzo debitore. La proprietaria propone tempestiva opposizione di terzo e il giudice dell'esecuzione dispone la liberazione dei beni nel 2014. Anni dopo, la proprietaria richiede l'equo indennizzo Legge Pinto lamentando la durata irragionevole dell'intera esecuzione forzata, conclusasi nel 2018 per gli altri beni. La Corte di Cassazione respinge definitivamente la richiesta della donna. I giudici chiariscono che il terzo estraneo non è parte della procedura esecutiva principale. Il termine di sei mesi per chiedere l'indennizzo decorreva dall'ordinanza del 2014 che aveva liberato i suoi beni, rendendo tardiva l'azione avviata nel 2018.
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Opposizione di terzo ordinaria: vince l’acquisto non trascritto
Un soggetto ottiene una sentenza definitiva che accerta l'acquisto per usucapione di alcuni immobili agendo contro gli eredi del precedente proprietario. Tuttavia, due acquirenti avevano già comprato i medesimi beni anni prima mediante scrittura privata registrata a data certa, senza averla trascritta. I legittimi acquirenti propongono opposizione di terzo ordinaria contro la sentenza di usucapione, lamentando il pregiudizio sul loro diritto di proprietà. Il presunto usucapiente sostiene l'inammissibilità del ricorso per mancata trascrizione dell'acquisto nei registri immobiliari. La Corte di Cassazione conferma la decisione d'appello e rigetta il ricorso del possessore. I giudici stabiliscono che la mancata trascrizione non impedisce ai veri titolari di opporsi alla sentenza di usucapione ottenuta contro soggetti che avevano già ceduto il bene.
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Canna fumaria in condominio: l’inerzia blocca la Cassazione
Diversi proprietari hanno citato in giudizio il titolare di un locale commerciale e la proprietaria dell'immobile per far rimuovere una canna fumaria in condominio. Il Tribunale ha respinto le richieste iniziali. Soltanto due condomini hanno presentato appello, mentre un altro condomino è rimasto contumace. I giudici d'appello hanno accolto parzialmente l'impugnazione, ordinando lo spostamento e l'adeguamento dell'impianto. Il condomino rimasto inerte in appello ha quindi presentato ricorso per Cassazione, lamentando danni alla propria terrazza derivanti dalla nuova collocazione dei condotti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: la controversia tra più condomini integra cause scindibili. Il condomino che non ha impugnato la sentenza di primo grado subisce il giudicato e non può ricorrere in Cassazione, potendo tutelarsi solo tramite l'opposizione di terzo.
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Tutela possessoria: scontro tra possesso di fatto e risarcimento
Una cittadina, dopo essere stata privata del possesso di un alloggio popolare da parte dell'Ente Pubblico, ha ottenuto una sentenza di reintegrazione. Nel frattempo, l'Ente ha assegnato l'immobile a un nuovo inquilino, rendendo impossibile la restituzione fisica. La donna ha quindi chiesto il risarcimento dei danni per le spese di affitto sostenute altrove. I giudici di merito hanno respinto la richiesta, ritenendo che lei non avesse un diritto formale sull'alloggio. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la questione alla pubblica udienza per stabilire se la tutela possessoria e il risarcimento spettino a prescindere dalla titolarità del diritto sul bene.
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