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199 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso in Cassazione inammissibile: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile presentato da amministratori e sindaci condannati per mala gestio. La decisione si fonda sulla violazione dei principi di autosufficienza e specificità dei motivi, ribadendo che la Cassazione non è un terzo grado di merito per rivalutare i fatti.
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Processo tributario: nuove prove in appello ammesse
La Corte di Cassazione chiarisce importanti regole del processo tributario. In un caso di accertamento IRPEF, l'Agenzia delle Entrate ricorreva contro una decisione che annullava parte della pretesa fiscale basandosi sulla cancellazione di una società. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che nel processo tributario l'appello ha pieno effetto devolutivo e che è sempre possibile produrre nuovi documenti in secondo grado, a differenza del rito civile. Inoltre, ha ribadito che l'eccezione di giudicato esterno non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione.
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Scientia decoctionis: prova e oneri del creditore
Una società cooperativa in liquidazione ha agito in revocatoria fallimentare per un pagamento effettuato a favore di un'altra società, sostenendo la sussistenza della scientia decoctionis. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prova della conoscenza dello stato di insolvenza del debitore deve essere effettiva e concreta, non meramente potenziale. La valutazione degli indizi presuntivi spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Quantificazione danno retributivo: i criteri corretti
Una lavoratrice ottiene la conversione del contratto a termine e il risarcimento. La Cassazione chiarisce che la quantificazione danno retributivo deve basarsi sulla qualifica al momento della risoluzione e non sulla progressione di carriera virtuale. Esclusi i premi di risultato non provati.
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Onere della prova banca: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 854/2026, si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario. La Corte ha chiarito l'onere della prova a carico della banca nella richiesta di pagamento di un saldo debitore, specialmente in presenza di conti accessori come i 'conti anticipi'. È stato ribadito che la banca deve produrre tutti gli estratti conto sin dall'inizio del rapporto per giustificare la propria pretesa, senza poter addossare al cliente la prova della formazione del debito. La sentenza affronta anche temi cruciali come l'anatocismo, l'usura e la prescrizione delle rimesse bancarie.
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Prova contraria: quando è ammissibile la richiesta
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini per l'ammissione della prova contraria. In un caso riguardante una richiesta di indennizzo assicurativo, la compagnia eccepiva la prescrizione. Le società assicurate producevano una diffida per dimostrare l'interruzione dei termini, ma l'assicurazione ne contestava la ricezione. La Cassazione ha stabilito che la richiesta di prova testimoniale, avanzata dalle società nella terza memoria istruttoria per confermare la consegna della diffida, era tempestiva e ammissibile, in quanto costituiva una reazione diretta alle contestazioni sollevate dalla compagnia nella seconda memoria. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente ritenuto tardiva tale richiesta.
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Valore probatorio ITV: la Cassazione fa chiarezza
Una società importatrice chiede il rimborso dei dazi, sostenendo un errore nella classificazione doganale di casse acustiche. A sostegno, produce una ITV rilasciata a un'altra società del gruppo. La Cassazione conferma che il valore probatorio ITV di terzi è ammesso come prova documentale per dimostrare la corretta classificazione della merce, anche se l'ITV non è direttamente vincolante per l'importatore.
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Obbligo del terzo: la Cassazione sui limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di creditori in una procedura di pignoramento presso terzi. La controversia riguardava l'accertamento dell'obbligo del terzo, una Regione, nei confronti di un'associazione debitrice. La Corte ha confermato la decisione di merito che negava l'esistenza del credito pignorato, stabilendo importanti principi sulla validità dell'atto di opposizione, sui requisiti di specificità del ricorso per cassazione e sulla ripartizione dell'onere della prova, che grava sul creditore procedente per dimostrare l'esistenza del credito vantato dal suo debitore verso il terzo.
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Esenzione IMU: onere della prova per enti non commerciali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'entità agraria contro un Comune, negando l'esenzione IMU per un terreno adibito a pascolo. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'uso esclusivo dell'immobile per finalità istituzionali non commerciali grava interamente sul contribuente. La semplice natura non commerciale dell'ente o la destinazione teorica del bene non sono sufficienti per ottenere il beneficio fiscale.
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Esenzione IMU per enti: quando è negata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente agrario contro un Comune, confermando l'avviso di accertamento per l'IMU relativa all'anno 2013. Il caso verteva sulla richiesta di esenzione IMU per terreni destinati a pascolo. La Corte ha stabilito che l'ente non ha fornito prove sufficienti per dimostrare l'uso esclusivo dei terreni per finalità istituzionali non commerciali, ribadendo che l'onere della prova spetta interamente al contribuente. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile poiché mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Rendita catastale centrale geotermica: cosa include?
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo della rendita catastale di una centrale geotermica devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al suo funzionamento, come pozzi, vapordotti, alternatori e trasformatori. La controversia vedeva contrapposte l'Agenzia delle Entrate e una società energetica riguardo l'aumento della rendita di un impianto. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, affermando il principio dell'unità funzionale ed economica del complesso industriale e cassando la precedente decisione che escludeva i pozzi dalla stima.
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Lucro cessante PA: come provarlo per il risarcimento
Un imprenditore ha citato in giudizio una Pubblica Amministrazione per un ritardo di 16 anni nel rilascio di un'autorizzazione, chiedendo il risarcimento per il mancato guadagno (lucro cessante). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'imprenditore non ha fornito prove sufficienti. La Corte ha chiarito che una consulenza tecnica (CTU) non può sopperire alla mancanza di prove concrete sui potenziali guadagni e che la liquidazione equitativa del danno è ammissibile solo se l'esistenza del danno stesso è stata provata.
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Prova testimoniale pagamento: quando è ammessa?
Un creditore ha agito in giudizio per il pagamento integrale di un debito formalizzato in un accordo scritto. I debitori si sono difesi sostenendo di aver pagato una parte in contanti, fornendo come prova delle testimonianze. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che la prova testimoniale è ammissibile per dimostrare un pagamento, anche se l'obbligazione deriva da un atto scritto, a meno che la legge non imponga specificamente la forma scritta per la validità o la prova del contratto stesso.
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Contratto di fornitura: data e interessi di mora
Una società fornitrice ha richiesto gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002 a un farmacista. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che la normativa non è applicabile se il contratto di fornitura originario è stato stipulato prima dell'8 agosto 2002, data di entrata in vigore del decreto. La decisione sottolinea che un rapporto commerciale continuativo va considerato come un unico contratto, la cui data di stipula è determinante per l'applicazione della legge, a prescindere dalla data delle singole consegne successive.
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Usucapione: prova con ammissione dei litisconsorti
In una controversia sulla proprietà di una stradella privata, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di prova per usucapione. La Corte ha chiarito che, in un giudizio con più comproprietari (litisconsorti necessari), l'ammissione dell'avvenuta usucapione da parte di alcuni di essi non è sufficiente a dimostrare il possesso esclusivo contro chi si oppone. Tale ammissione deve essere supportata da ulteriori prove concrete. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Compenso avvocati: quando il contratto è nullo?
Un avvocato ha richiesto il pagamento del proprio compenso a una società cliente, la quale ha contestato la richiesta sostenendo la nullità del contratto di patrocinio per un presunto conflitto di interessi. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che negava il compenso, stabilendo che un conflitto di interessi non può essere presunto automaticamente ma deve essere provato in concreto. Inoltre, la Corte ha censurato la decisione del giudice di primo grado per carenza di motivazione, non avendo adeguatamente considerato le prove documentali e testimoniali offerte. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Ricorso per cassazione inammissibile: i requisiti
Un'impresa edile ottiene un decreto ingiuntivo per un cospicuo credito basato su titoli cambiari. In appello, l'importo viene ridotto. Entrambe le parti si rivolgono alla Corte di Cassazione, ma entrambi i ricorsi vengono dichiarati inammissibili. La Corte sottolinea l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, che deve esporre chiaramente tutti i fatti di causa, e ribadisce che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Revocatoria rimesse bancarie: il saldo di fine giornata
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione di revocatoria rimesse bancarie contro un istituto di credito. Il fulcro della controversia era il metodo di calcolo degli importi da restituire (saldo di fine giornata contro saldo infra-giornaliero) e la prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte della banca. La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi, stabilendo che, in assenza di una prova certa sulla cronologia delle operazioni giornaliere, il criterio corretto da applicare è quello del saldo di fine giornata. La Corte ha inoltre confermato la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza della banca dello stato di crisi dell'impresa.
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Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione, respingendo l'eccezione di nullità fideiussione ABI. La decisione sottolinea che spetta al garante provare la conformità del contratto allo schema antitrust vietato, producendo in giudizio i documenti necessari, che non possono essere considerati fatti notori né rientrano nel principio iura novit curia.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione e requisiti
Un istituto di credito ricorreva in Cassazione dopo essere stato condannato nei due gradi di merito a seguito dell'azione di un'azienda correntista, che aveva contestato la legittimità di clausole su anatocismo e commissioni. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, non entrando nel merito della questione. La decisione si fonda su vizi procedurali del ricorso stesso, in particolare la mancanza del requisito di autosufficienza e la proposizione di questioni nuove, mai sollevate nei precedenti gradi di giudizio.
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