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199 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ammissione al passivo: onere della prova del credito
Una società creditrice ha impugnato la decisione di un tribunale che aveva ammesso solo parzialmente il suo credito nel fallimento di un'altra società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio fondamentale: per l'ammissione al passivo di crediti bancari, come quelli derivanti da saldi di conto corrente, è il creditore a dover fornire la prova completa dell'intera evoluzione del rapporto, depositando tutti gli estratti conto. La documentazione incompleta determina il rigetto della domanda.
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Avviso di accertamento: nullo se la motivazione è oscura
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate per la rideterminazione del valore di un ramo d'azienda. La motivazione dell'atto è stata giudicata incomprensibile e non verificabile, poiché basata su un complesso metodo di calcolo (software 'RADAR') senza che fossero allegati i dati essenziali per la sua comprensione. La Corte ha ribadito che la motivazione deve essere chiara e completa fin dall'inizio, a tutela del diritto di difesa del contribuente.
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Usucapione servitù: passaggio occasionale non basta
Un condominio rivendicava l'usucapione di una servitù di passaggio su un'area cortilizia vicina. Il transito, però, avveniva solo durante gli orari di apertura delle attività commerciali presenti, poiché i condomini non possedevano le chiavi del cancello. La Corte di Cassazione ha escluso l'usucapione, chiarendo che un passaggio occasionale e dipendente dalla volontà di terzi non configura il possesso continuo e autonomo richiesto dalla legge.
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Danno da ritardo: colpa del locatore e riduzione
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del risarcimento dovuto a un locatore per la tardiva riconsegna di un immobile commerciale. La decisione si fonda sul principio del concorso di colpa del locatore, il quale non ha agito con la dovuta diligenza per recuperare la disponibilità del bene, limitando così il danno risarcibile a una sola mensilità nonostante un'occupazione di tre anni. La Corte ha inoltre rigettato le censure sulla ripartizione delle spese di ripristino e sulla compensazione delle spese legali.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Cassazione, in tema di accertamenti bancari, ribadisce che spetta al contribuente, sia imprenditore che professionista, l'onere di provare che i versamenti sul conto corrente non costituiscono reddito imponibile. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva illegittimamente invertito l'onere probatorio a carico dell'Agenzia delle Entrate.
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Appello incidentale tardivo: 60 giorni, non 6 mesi
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel processo tributario, un appello proposto dopo la notifica di un primo appello contro la stessa sentenza si converte in appello incidentale. Di conseguenza, deve rispettare il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica del primo atto, e non il termine lungo di 6 mesi. Nel caso specifico, l'appello dell'Agenzia della Riscossione, presentato oltre 4 mesi dopo quello del contribuente, è stato dichiarato inammissibile perché considerato un appello incidentale tardivo.
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Esenzione IMU enti pubblici: basta l’inutilizzo?
Una Azienda Sanitaria Locale ha contestato un avviso di accertamento IMU su diversi immobili, tra cui un ospedale parzialmente dismesso, sostenendo l'applicabilità della esenzione IMU per gli enti pubblici. La Corte di Cassazione ha stabilito che il mancato utilizzo temporaneo o l'impiego parziale per funzioni secondarie (come magazzino) non determina automaticamente la perdita del beneficio fiscale. L'esenzione cessa solo quando si verifica un mutamento irreversibile della destinazione istituzionale dell'immobile. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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Territorialità IVA: servizi su beni mobili materiali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la decisione dei giudici di merito in un caso di territorialità IVA. La sentenza stabilisce che i servizi di controllo qualità, confezionamento e coordinamento spedizioni su beni mobili materiali sono imponibili nel luogo di esecuzione (Italia), non dove risiede il committente estero. Tali prestazioni non rientrano nella categoria della 'consulenza'. È stata inoltre confermata la piena detraibilità dell'IVA sui costi per la riparazione di un'auto e per l'affitto di locali, in quanto ritenuti inerenti e strumentali all'attività d'impresa svolta in Italia tramite rappresentante fiscale.
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Esenzione IMU enti pubblici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema dell'esenzione IMU per gli enti pubblici, specificamente per un'azienda sanitaria locale. La sentenza stabilisce che il parziale e temporaneo inutilizzo di un immobile, come un vecchio ospedale in fase di dismissione, non comporta automaticamente la perdita dell'esenzione fiscale. Il beneficio viene meno solo se il cambio di destinazione d'uso diventa irreversibile, interrompendo la sua vocazione istituzionale. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso dell'ente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Esenzione IMU Ospedali: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un'esenzione IMU per un complesso ospedaliero in fase di dismissione. La sentenza chiarisce che il temporaneo e parziale inutilizzo di un immobile, dovuto a un graduale trasferimento di funzioni, non comporta automaticamente la perdita del beneficio fiscale. Finché permane una destinazione, anche solo strumentale o residuale, legata alle finalità istituzionali dell'ente sanitario, l'esenzione IMU ospedali rimane valida. La Corte ha quindi respinto il ricorso del Comune, confermando che la cessazione della destinazione pubblicistica deve essere irreversibile e non può desumersi da una semplice fase transitoria.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato a risarcire i danni per un'aggressione fisica. Poiché la Corte d'Appello aveva confermato la sentenza di primo grado basandosi sulle stesse ragioni di fatto (c.d. doppia conforme), la Suprema Corte ha ribadito che non è possibile un terzo esame del merito. Il ricorso, che mirava a una nuova valutazione delle prove, è stato rigettato con condanna per lite temeraria, stabilendo un importante principio sui limiti del giudizio di legittimità.
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Territorialità IVA: consulenza o servizi su beni?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Il caso riguardava la corretta qualificazione di servizi ai fini della territorialità IVA. La Corte ha stabilito che i servizi di controllo qualità e confezionamento di prodotti ortofrutticoli non sono consulenza, ma prestazioni relative a beni mobili. Di conseguenza, l'IVA è dovuta nel luogo di esecuzione (Italia) e non nel paese del committente, rendendola detraibile per il rappresentante fiscale della società estera.
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Responsabilità della banca: onere della prova negato
La Corte di Appello ha rigettato la richiesta di risarcimento di una società contro un istituto di credito, confermando che non sussiste la responsabilità della banca se il cliente non prova che la falsità della firma sull'assegno era riconoscibile a prima vista. La sentenza ha anche chiarito che, in caso di cancellazione della società attrice, l'ex socio che interviene nel processo deve dimostrare di essere succeduto nel diritto di credito, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Onere della prova TARES: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per la TARES, sostenendo di avere diritto a un'esenzione per le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali. La società, tuttavia, non aveva presentato la necessaria dichiarazione per delimitare tali aree. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova TARES per ottenere esenzioni o riduzioni grava sul contribuente. L'omessa dichiarazione costituisce un ostacolo insormontabile per il riconoscimento del beneficio fiscale, in quanto il giudice non può sopperire alla negligenza della parte.
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Ingiunzione fiscale: prova e giudicato penale
Un imprenditore agricolo contesta un'ingiunzione fiscale per il recupero di fondi UE percepiti indebitamente. La Cassazione, rigettando il ricorso, chiarisce che nell'opposizione a un'ingiunzione fiscale, l'onere della prova grava sull'ente pubblico, il quale può legittimamente basare la propria pretesa sulle risultanze di una sentenza penale di condanna passata in giudicato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni di prescrizione e l'introduzione di nuove questioni in appello.
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Incarico professionale società: chi paga i costi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci fondatori che conferiscono un incarico professionale per la costituzione di una società sono personalmente responsabili del pagamento dei compensi, anche se l'incarico è finalizzato alla creazione dell'ente. La Corte ha chiarito che tale rapporto non rientra nella tutela del consumatore e che la previsione statutaria di accollo delle spese da parte della società non libera automaticamente i committenti originari.
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Divieto casa vacanza: il regolamento può prevalere?
Una sentenza della Corte di Appello di Roma ha confermato il divieto di destinare un appartamento a casa vacanza, in base a un regolamento condominiale del 1975. La Corte ha stabilito che la clausola che vietava attività di 'albergo e locanda' deve essere interpretata estensivamente, includendo anche le moderne forme di ospitalità extra-alberghiera. Secondo i giudici, l'intento originario del regolamento era quello di precludere qualsiasi attività che comportasse l'alloggio temporaneo a terzi dietro corrispettivo, in quanto potenziale fonte di disturbo. La decisione sottolinea come i regolamenti di natura contrattuale, se correttamente trascritti, siano pienamente vincolanti per tutti i condomini, anche per i successivi acquirenti.
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Opposizione cartella esattoriale: quando non basta?
Il Tribunale di Bergamo, in funzione di Giudice del Lavoro, ha rigettato l'opposizione a una cartella esattoriale per contributi previdenziali. La sentenza chiarisce che le eccezioni puramente formali, come la presunta mancata notifica (se invece avvenuta via PEC) o l'adesione a una rottamazione per debiti diversi, non sono sufficienti per annullare la pretesa, se non si contesta il merito del credito. L'opposizione cartella esattoriale è stata quindi respinta con condanna alle spese.
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Iscrizione Gestione Commercianti: quando è illegittima
Un socio amministratore si è opposto a un avviso di addebito per contributi previdenziali, sostenendo di non partecipare attivamente all'attività d'impresa. Il Tribunale ha accolto il ricorso, annullando il debito. La decisione si fonda sul principio che l'iscrizione alla Gestione Commercianti richiede la prova, a carico dell'ente previdenziale, di una partecipazione personale, abituale e prevalente del socio. In questo caso, l'ente non ha fornito tale prova, mentre le testimonianze hanno confermato che l'attività era svolta esclusivamente da dipendenti.
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