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Onere Probatorio — Anno 2024

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392 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Probatorio

Provvedimenti

Motivazione atto impositivo: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa impugnava un avviso di accertamento. I giudici di merito annullavano l'atto, ritenendo che la mancata richiesta di documenti specifici in fase di verifica ne inficiasse la motivazione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo la netta distinzione tra il requisito formale della motivazione dell'atto impositivo e l'onere della prova in giudizio. La sentenza ha stabilito che la validità dell'atto dipende dalla sua capacità di esporre le ragioni della pretesa, non da eventuali mancanze nella fase istruttoria precedente.
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Contratto a termine: ricorso inammissibile in Cassazione
Un ricercatore con un contratto a termine presso un ente pubblico ha chiesto la conversione del rapporto in tempo indeterminato. Dopo una vittoria parziale in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso del lavoratore inammissibile per motivi procedurali, sottolineando l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità e la mancata prova di aver svolto mansioni extra-contrattuali su commissione del datore di lavoro.
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Controlli investigativi: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa di un dipendente che aveva abbandonato il posto di lavoro. La condotta è stata accertata tramite controlli investigativi del datore di lavoro, ritenuti leciti in quanto finalizzati a tutelare il patrimonio aziendale da comportamenti fraudolenti e non a vigilare sulla prestazione lavorativa. La Corte ha stabilito che tali controlli difensivi sono ammissibili e che la mancata affissione del codice disciplinare è irrilevante di fronte a violazioni di doveri fondamentali del lavoratore.
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Costi operazioni soggettivamente inesistenti: guida
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello che confermava un accertamento fiscale per l'uso di fatture false. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno correttamente distinto tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, un aspetto cruciale per determinare la deducibilità dei costi. La decisione impugnata è stata cassata per motivazione carente, non avendo esaminato le prove a favore del contribuente, come l'archiviazione di un procedimento penale. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sui costi per operazioni soggettivamente inesistenti.
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Dimissioni per giusta causa e Naspi: il caso amianto
Un lavoratore si dimette invocando le dimissioni per giusta causa a causa di stipendi non pagati e della presenza di amianto sul luogo di lavoro. L'INPS nega la Naspi. La Cassazione conferma la decisione, sottolineando che la rassegnazione delle dimissioni quasi due anni dopo la scoperta del rischio amianto fa venir meno il requisito dell'immediatezza, essenziale per la giusta causa e quindi per l'accesso all'indennità di disoccupazione.
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Addebito diretto errato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunto addebito diretto errato, rigettando il ricorso di uno studio legale contro una società finanziaria. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che la Corte non può riesaminare i fatti di causa, soprattutto in presenza di una "doppia conforme", ovvero due sentenze di merito identiche. Il ricorso è stato respinto perché i motivi proposti miravano a una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di Cassazione.
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Società di comodo: il test di operatività è triennale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34472/2024, ha stabilito un principio fondamentale per le società di comodo: il test di operatività, che presume un reddito minimo, non è applicabile alle società che non hanno completato il triennio di osservazione richiesto dalla legge (esercizio in corso e i due precedenti). L'Agenzia delle Entrate non può quindi utilizzare la presunzione legale e deve provare la non operatività con mezzi ordinari.
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Raddoppio dei termini: escluso per l’IRAP, la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sul raddoppio dei termini per un presunto reato tributario legato a fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il raddoppio dei termini è legittimo se sussiste l'obbligo di denuncia penale, anche se questa è tardiva, ma non può essere applicato all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non costituiscono reato. La Corte ha inoltre confermato che, di fronte a seri indizi di inesistenza delle operazioni, l'onere di provare la loro effettività spetta al contribuente.
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Usucapione sottotetto: prova del possesso decisiva
Una coppia ha citato in giudizio i vicini per una porzione di sottotetto, rivendicandone la proprietà per usucapione sottotetto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. È stato stabilito che i ricorrenti non hanno fornito la prova di un possesso continuato per vent'anni, in quanto il locale era di fatto inaccessibile prima del 1991, impedendo così la maturazione dei termini per l'usucapione. Di conseguenza, il sottotetto è stato dichiarato bene condominiale.
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Lavoro domenicale: indennità per maggiore penosità
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a ricevere un'indennità aggiuntiva per il lavoro domenicale, liquidata in via equitativa, a causa della sua maggiore penosità. Questa penosità è presunta e non richiede una prova specifica del danno da parte del lavoratore. La Corte ha inoltre stabilito che le maggiorazioni corrisposte con continuità, come quelle per lavoro notturno e domenicale, devono essere incluse nel calcolo del TFR e delle mensilità supplementari.
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Lavoro domenicale: indennità per maggiore penosità
Una società di servizi ha contestato una sentenza che riconosceva a un dipendente un inquadramento superiore e un'indennità per il lavoro domenicale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la maggiore penosità del lavoro domenicale è presunta e non necessita di prova specifica, giustificando un compenso aggiuntivo. Ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro se questo non è assistito da un regime di stabilità reale.
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Inammissibilità ricorso: i requisiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso in un caso complesso riguardante un affitto d'azienda e una presunta cessione di quote. La decisione si fonda sulla genericità e sulla violazione dei requisiti procedurali dell'atto di ricorso, che impediscono alla Corte di esaminare il merito delle questioni sollevate, come la ripetizione dell'indebito e la prova di accordi verbali.
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