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Onere Probatorio — Anno 2023

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199 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Probatorio

Provvedimenti

Bonifico domiciliato: responsabilità dell’intermediario
Una società assicurativa disponeva un bonifico domiciliato a favore di un cliente. Un soggetto terzo, presentatosi con un documento d'identità falso ma con la password corretta, riscuoteva la somma. La società, costretta a pagare una seconda volta il legittimo beneficiario, citava in giudizio l'ente postale per inadempimento. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'ente, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale nell'identificazione del soggetto, dato che la falsità del documento non era palese e tutti gli altri elementi di controllo (password e codice fiscale) erano stati verificati correttamente.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato, ma l'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore in possesso di un documento con le generalità corrette e della password. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando il documento e la password, conformemente agli obblighi contrattuali. Viene chiarito che lo standard di diligenza non impone necessariamente la richiesta di due documenti o la conservazione di una copia.
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Effetto del giudicato: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni debitori contro un'esecuzione immobiliare. La decisione si fonda sull'effetto del giudicato, stabilendo che le questioni relative all'esistenza e all'ammontare del credito, già definite con una precedente sentenza passata in giudicato, non possono essere nuovamente contestate nel giudizio di opposizione all'esecuzione. La Corte ha confermato la validità dell'atto di ipoteca come titolo esecutivo e ha dichiarato inammissibili i motivi volti a ridiscutere l'onere della prova e le risultanze istruttorie del precedente processo.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa dispone un bonifico domiciliato a favore di un suo creditore. Un istituto di pagamento esegue l'operazione, ma paga la somma a un truffatore che si presenta con un documento d'identità falso e la password corretta per l'incasso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30932/2023, ha stabilito che l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando l'autenticità del documento con i propri sistemi informatici e controllando la password, anche senza conservare una copia fisica del documento stesso.
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Guida in stato di ebbrezza: il ricorso in Cassazione
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. L'appello è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi, relativi alla particolare tenuità del fatto e all'affidabilità dell'alcoltest, erano mere ripetizioni di argomentazioni già respinte nei gradi di merito. La Corte ha ribadito che una condotta di guida grave e pericolosa esclude l'applicazione della non punibilità e che l'onere di dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro, con prove specifiche, spetta all'imputato.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa aveva disposto un bonifico domiciliato, ma l'intermediario lo ha pagato a una persona non legittimata che ha presentato un documento di identità (poi risultato falso) e la corretta password. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva. Esso può essere esonerato da responsabilità se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, che consiste nel verificare il documento di identità e la password senza che vi siano palesi anomalie. La richiesta di due documenti di identità non è un obbligo di legge, ma una prassi non vincolante.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'intermediario nel caso di un bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. La sentenza stabilisce che l'intermediario adempie al proprio obbligo di diligenza professionale se, prima del pagamento, verifica la corrispondenza dei dati, un documento di identità valido e gli elementi di sicurezza come la password, anche senza richiedere un secondo documento. Viene quindi esclusa la responsabilità se l'intermediario dimostra di aver agito con la dovuta prudenza.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicuratrice dispone un bonifico domiciliato a favore di un cliente. Un ente pagatore liquida la somma a un impostore che si presenta con la password corretta e un documento d'identità apparentemente valido. La Corte di Cassazione stabilisce che l'ente pagatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale non impone né la richiesta di due documenti di identità né la conservazione obbligatoria di una copia del documento esibito.
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Redditometro: la prova contraria del contribuente
Un contribuente, a seguito dell'acquisto di un'auto di lusso, riceveva un accertamento fiscale basato sul redditometro. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che il redditometro introduce una presunzione legale relativa. Spetta al contribuente fornire una prova documentale rigorosa per dimostrare che le spese contestate sono state coperte da redditi esenti, già tassati o da altre fonti non imponibili, non essendo sufficiente la mera dimostrazione di disponibilità di ulteriori redditi.
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Cedolare secca canone concordato: i requisiti
Due contribuenti richiedono il rimborso per aver applicato l'aliquota ordinaria della cedolare secca invece di quella agevolata per il canone concordato. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i contratti non presentavano i requisiti formali e sostanziali (durata, recesso) previsti dalla legge per beneficiare dell'agevolazione. Il semplice canone inferiore al mercato non basta.
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Tassazione Fondi Pensione: no al 12,5% senza prova
Un ex dirigente ha richiesto un rimborso fiscale, sostenendo che la liquidazione del suo fondo pensione dovesse beneficiare di un'aliquota del 12,5%. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la tassazione fondi pensione agevolata si applica solo ai rendimenti derivanti da effettivi investimenti sul mercato finanziario, la cui prova spetta al contribuente. La certificazione aziendale e la perizia attuariale presentate non sono state ritenute prove sufficienti.
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Esenzione TARI rifiuti speciali: onere della prova
Una società richiedeva l'esenzione TARI per le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che per beneficiare dell'esenzione TARI rifiuti speciali non è sufficiente provare l'avvenuto smaltimento privato. È indispensabile che il contribuente presenti una specifica e tempestiva dichiarazione al Comune, identificando le aree escluse. L'omissione di tale adempimento dichiarativo comporta la decadenza dal beneficio.
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Estinzione processo tributario: il caso ICI
Un contribuente impugnava avvisi di accertamento ICI su un'area ritenuta edificabile. Dopo aver perso in secondo grado, ricorreva in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungevano un accordo transattivo, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, con compensazione delle spese legali.
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Fermo amministrativo: notifica e prova in giudizio
Una società contesta un fermo amministrativo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento presupposte. La Corte di Cassazione chiarisce che, per dimostrare la notifica, è sufficiente che l'Agente della riscossione produca in giudizio gli avvisi di ricevimento delle raccomandate, senza necessità di depositare copia integrale delle cartelle. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio.
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Agevolazioni fiscali ASD: la forma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29510/2023, ha chiarito che per beneficiare delle agevolazioni fiscali per ASD non è sufficiente la conformità formale dello statuto. È necessario dimostrare l'effettiva operatività non lucrativa e la vita associativa democratica. L'onere della prova ricade sull'associazione, che non può giustificare la mancanza di partecipazione dei soci con una generica "disaffezione". La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva analizzato gli indizi in modo frammentario, richiedendo una valutazione complessiva della gestione dell'ente.
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Usucapione abbreviata: la prova della buona fede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29496/2023, ha rigettato il ricorso di un privato che rivendicava la proprietà di un fondo per usucapione abbreviata. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso la sussistenza della buona fede necessaria, basando la loro decisione su prove presuntive. Secondo la Suprema Corte, la conoscenza, o la conoscibilità, di un atto precedente che limitava i diritti trasferiti è sufficiente a escludere lo stato soggettivo di buona fede dell'acquirente, impedendo così il perfezionarsi dell'usucapione decennale.
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Rimborso prestazioni sanitarie: onere della prova
Un laboratorio di analisi cliniche ha agito contro un'Azienda Sanitaria Provinciale per ottenere il pagamento di un importo maggiore per prestazioni erogate, contestando l'applicazione di tariffe ridotte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del laboratorio, confermando la decisione della Corte d'Appello. La Cassazione ha ritenuto i motivi del ricorso inammissibili per genericità, in quanto non contestavano specificamente la mancata prova del credito da parte del laboratorio, ribadendo che l'onere della prova sul corretto ammontare del rimborso prestazioni sanitarie spetta a chi lo richiede.
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Produzione nuovi documenti: ammessa in appello
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF per gli anni 1990-1992, basato su agevolazioni per un sisma. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema rigetta il ricorso dell'Agenzia, confermando che la produzione di nuovi documenti è ammissibile in appello nel processo tributario, anche se i documenti erano già disponibili in primo grado, a patto che non allarghino l'oggetto del contendere.
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Rimborso ritenute non residenti: la Cassazione decide
Una società e una professionista francesi hanno ottenuto il rimborso di ritenute fiscali applicate in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che, ai fini del rimborso delle ritenute fiscali basato sulle convenzioni contro le doppie imposizioni, è sufficiente la dimostrazione della residenza fiscale nell'altro Stato, senza necessità di ulteriori certificazioni specifiche, a meno che non si tratti di una richiesta di riduzione o esenzione d'imposta.
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Contratto di agenzia: la prova contro l’ente terzo
Una concessionaria auto si oppone a un decreto ingiuntivo di un ente previdenziale per contributi non versati, sostenendo che i rapporti con tre collaboratori fossero di commissione e non di agenzia. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che, nei confronti di un terzo come l'ente previdenziale, il contratto di agenzia può essere provato basandosi sulla stabilità e continuità effettiva del rapporto (la sostanza), indipendentemente dal nome formale dato al contratto (la forma) o da altri documenti come i registri IVA.
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