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Onere Della Prova — Anno 2024

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2082 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Della Prova

Provvedimenti

Prova qualità di erede: la dichiarazione non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27172/2024, ha respinto il ricorso di alcuni soggetti che agivano in giudizio per ottenere un risarcimento danni in qualità di eredi del proprietario di alcuni terreni. La Corte ha stabilito che la semplice produzione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio non è sufficiente a fornire la prova della qualità di erede, specialmente quando tale qualità è stata specificamente contestata dalla controparte. La decisione ribadisce il principio secondo cui l'onere della prova grava su chi agisce in giudizio, il quale deve fornire elementi certi e incontrovertibili a sostegno della propria legittimazione.
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Confisca allargata: onere della prova sull’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per spaccio avverso un provvedimento di confisca allargata. La Corte ha ribadito che, una volta accertata dalla pubblica accusa la sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, spetta all'imputato l'onere di fornire prove concrete e specifiche sulla lecita provenienza del suo patrimonio. L'impugnazione è stata respinta anche per difetto di specificità e violazione del principio di autosufficienza.
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Onere della prova: credito negato senza prove
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta di pagamento di un fornitore di servizi industriali. La sentenza sottolinea che, indipendentemente dalla validità del contratto di fornitura, il creditore ha l'onere della prova di dimostrare l'effettiva erogazione dei servizi e la corretta quantificazione del credito. In assenza di tale prova, la domanda di pagamento non può essere accolta.
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Responsabilità precontrattuale: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27102/2024, chiarisce la natura giuridica della responsabilità precontrattuale. Il caso riguardava l'interruzione di trattative per la vendita di un'area commerciale. La Corte ha stabilito che la responsabilità per la rottura ingiustificata delle trattative ha natura extracontrattuale. Di conseguenza, l'onere di dimostrare la malafede della controparte spetta a chi subisce il recesso e non a chi recede. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presenza di un consulente esterno senza poteri di rappresentanza non è sufficiente a generare un legittimo affidamento sulla conclusione del contratto.
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Responsabilità conducente militare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per risarcimento danni a carico di un militare, del suo superiore e del Ministero della Difesa, a seguito di un grave incidente avvenuto durante un'esercitazione. La Corte ha stabilito che la manovra di sorpasso imprudente, eseguita con un mezzo blindato su un terreno sconnesso e franoso, costituisce una condotta colpevole che non può essere giustificata dal contesto militare. Viene quindi ribadita la piena responsabilità del conducente militare quando viola le norme di comune prudenza, rendendo prevedibile l'evento dannoso.
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Onere della prova appalto: la fattura non basta
In un contratto di appalto, l'impresa edile che chiede il pagamento del saldo deve fornire la prova completa dei lavori eseguiti. La Cassazione ha stabilito che l'onere della prova appalto non può essere soddisfatto con la sola emissione di fatture. L'ammissione di pagamenti parziali da parte del committente non inverte tale onere né prova l'importo totale del credito. La sentenza d'appello è stata annullata per motivazione carente.
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Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità di alcuni costi a causa di fatture generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. È necessario fornire documentazione dettagliata che dimostri non solo l'esistenza del costo, ma soprattutto la sua inerenza all'attività d'impresa, un principio valido sia per le imposte dirette che per l'IVA.
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Promessa di pagamento: onere della prova del creditore
La Corte di Cassazione chiarisce che, in presenza di una promessa di pagamento derivante da assegni prescritti, se il debitore contesta la causa del debito, l'onere della prova torna in capo al creditore. Un creditore, che aveva agito sulla base di quattro assegni, si è visto respingere la richiesta poiché non ha saputo dimostrare il rapporto fondamentale sottostante alla dazione dei titoli, a fronte della contestazione del debitore. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'appello deve contenere una critica specifica alle motivazioni della sentenza di primo grado, non potendosi limitare a riaffermare la validità dei titoli di credito.
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Onere della prova: fideiussore informato perde l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. I giudici hanno chiarito che, in tema di onere della prova, se le contestazioni al debito sono specifiche e i fideiussori sono anche soci o amministratori della società debitrice, non possono lamentare la mancata informazione da parte della banca. Le nuove contestazioni sollevate in appello sono state ritenute inammissibili.
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Onere della prova: chi deve provare il saldo del conto?
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo per un finanziamento, lamentando anomalie su un conto corrente collegato e danni per investimenti non autorizzati. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova per dimostrare le presunte illegalità sul conto e un saldo diverso ricade sul correntista. Inoltre, ha chiarito che una domanda di risarcimento danni non può essere accolta se formulata in modo generico, senza specificare la natura e l'esistenza del danno stesso.
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Beneficiario effettivo: la prova spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26923/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di royalties e qualifica di beneficiario effettivo. Il caso riguardava una società italiana che applicava una ritenuta fiscale ridotta sui canoni versati a società lussemburghesi per l'uso di un marchio. L'Amministrazione Finanziaria contestava tale agevolazione, sostenendo che le società estere fossero meri intermediari. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che spetta al contribuente dimostrare la propria qualità di beneficiario effettivo attraverso tre specifici test (attività sostanziale, dominio e scopo economico). Una volta fornita tale prova, spetta all'Amministrazione dimostrare l'eventuale abuso del diritto.
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Prova usucapione: onere e limiti del ricorso
Due individui ricorrono in Cassazione dopo che i tribunali di merito hanno respinto la loro richiesta di acquisire una proprietà per usucapione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i ricorrenti non hanno fornito la prova usucapione richiesta. La sentenza evidenzia che contestare il possesso della controparte non è sufficiente; è necessario dimostrare positivamente il proprio possesso continuo e ininterrotto. L'appello è stato respinto perché non ha affrontato la ragione centrale della decisione del tribunale inferiore.
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Servitù di passaggio: onere della prova e confini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario di un fondo che accusava un terzo vicino di aver ristretto una servitù di passaggio. La decisione si fonda sulla totale assenza di prove a carico del vicino, ribadendo che chi accusa ha l'onere di dimostrare i fatti che afferma. La Corte ha chiarito che non è possibile chiedere in Cassazione una nuova valutazione dei fatti già accertati in appello, specialmente quando la decisione impugnata si basa proprio sulla carenza probatoria.
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Fondo patrimoniale: onere della prova sul debitore
Un contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria su beni conferiti in un fondo patrimoniale. La Cassazione rigetta il ricorso, ribadendo che spetta al debitore l'onere della prova di dimostrare l'estraneità del debito ai bisogni familiari.
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Onere della prova conti correnti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un caso di addebiti illegittimi su un conto corrente, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova tra cliente e banca. La Corte ha stabilito che per interessi ultralegali e anatocismo, l'illegittimità può emergere dagli estratti conto, mentre per la commissione di massimo scoperto spetta al cliente provare l'assenza di un accordo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulla prescrizione e sulla commissione di massimo scoperto.
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Mutuo di scopo nullo: onere della prova e Cassazione
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito sostenendo la nullità di alcuni contratti di mutuo di scopo, poiché le somme erogate sarebbero state utilizzate per ripianare debiti pregressi anziché per le finalità pattuite. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere di provare la diversa destinazione delle somme grava sul mutuatario. La Corte ha inoltre precisato che il mancato rispetto dello scopo non rende automaticamente il mutuo di scopo nullo, configurandosi piuttosto come un inadempimento contrattuale.
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Responsabilità autorità di vigilanza: onere della prova
Un gruppo di investitori ha citato in giudizio l'autorità di vigilanza finanziaria per i danni subiti a seguito del fallimento di una società di intermediazione mobiliare (SIM). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli investitori, sottolineando che non è stata fornita la prova decisiva del nesso causale. In particolare, è mancata la dimostrazione di quando fossero stati effettuati gli investimenti, se prima o dopo l'autorizzazione concessa dall'autorità alla SIM. Questa lacuna probatoria ha reso impossibile accertare la responsabilità dell'autorità di vigilanza.
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Nullità fideiussione antitrust: l’onere della prova
La Cassazione ha respinto il ricorso di due fideiussori che lamentavano la nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte ha ribadito che la nullità non può essere rilevata d'ufficio se la parte non allega e prova i presupposti di fatto, come la conformità del contratto allo schema ABI illecito. Confermato anche l'onere della prova a carico del garante. I ricorrenti sono stati condannati per abuso del processo.
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Regime del margine: la prova spetta al contribuente
Una società di rivendita auto si è vista contestare l'applicazione del "regime del margine" IVA su veicoli usati acquistati in ambito UE. L'Agenzia Fiscale ha basato la sua contestazione su informazioni ricevute dall'autorità fiscale tedesca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la prova dei requisiti per beneficiare del regime del margine spetta sempre al contribuente e che le comunicazioni elettroniche tra le amministrazioni fiscali europee costituiscono valide prove indiziarie.
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Onere della prova licenziamento: la notifica via email
Un'azienda licenzia un dipendente per assenza ingiustificata, sostenendo di averlo convocato tramite email aziendale. Il lavoratore nega di aver ricevuto la comunicazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che l'onere della prova della ricezione dell'email spetta al datore di lavoro, il quale non può presumerla solo perché l'account era attivo.
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