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Omologazione — Anno 2024

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106 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Omologazione

Provvedimenti

Risoluzione concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione concordato preventivo di una società per inadempimento. La Corte ha stabilito che la mancata soddisfazione dei creditori, dovuta a una liquidità inferiore alle attese, giustifica la risoluzione a prescindere da una colpa specifica del debitore, poiché la funzione primaria del concordato è tutelare i creditori.
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Conflitto di interessi nel concordato: creditore-debitore
La Corte di Cassazione esamina un caso di concordato preventivo in cui un creditore, che è anche il principale debitore della società proponente, ha votato contro il piano. L'ordinanza interlocutoria analizza il potenziale conflitto di interessi, poiché l'esito negativo del concordato e il conseguente fallimento avrebbero liberato il creditore dal suo debito. La Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da rinviare la causa a una pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Concordato preventivo e fallimento: cosa succede?
Una società alimentare, dopo la revoca dell'omologazione del suo concordato preventivo, ricorre in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, viene dichiarata fallita con sentenza definitiva. La Suprema Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso, affermando che il rapporto tra concordato preventivo e fallimento è di assorbimento: la successiva dichiarazione di fallimento assorbe l'intera controversia sulla crisi d'impresa, rendendo impossibile proseguire il giudizio separato sul concordato.
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Cessazione materia del contendere: il caso del concordato
Un creditore aveva impugnato in Cassazione il decreto del Tribunale relativo alla sua opposizione allo stato passivo di una società fallita. Nelle more del giudizio, è intervenuta l'omologazione di un concordato fallimentare proposto da un terzo, che prevedeva il pagamento integrale dei crediti oggetto di opposizione. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere, essendo venuto meno ogni motivo di contrasto.
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Concordato: relazione attestatore incompleta, sì ricorso
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un creditore, annullando l'omologa di un concordato preventivo a causa di una relazione dell'attestatore carente. La relazione non valutava correttamente tutti gli asset del debitore, inclusi l'avviamento aziendale e partecipazioni societarie, impedendo ai creditori una scelta informata. La Corte ha invece respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ribadendo che solo chi si oppone in primo grado può impugnare l'omologa.
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Fallimento dopo concordato: il credito resta ridotto?
Una società fornitrice di energia si è vista ridurre il proprio credito al 15% nel fallimento di un'azienda, poiché quest'ultimo è stato dichiarato anni dopo la scadenza dei termini per la risoluzione di un precedente concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di fallimento dopo concordato, se i termini per la risoluzione del concordato stesso sono scaduti, l'effetto di riduzione del debito diventa definitivo e il creditore non può più pretendere l'importo originario.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21474/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'imputato contestava l'affidabilità dell'etilometro per mancata prova della taratura. La Corte ha ribadito che l'esito positivo del test è prova sufficiente, e spetta alla difesa l'onere della prova etilometro, ossia dimostrare concretamente il suo malfunzionamento o l'assenza dei controlli periodici.
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Dichiarazione di fallimento concordato: quando è?
Una società, dopo aver ottenuto l'omologazione di un concordato preventivo, è stata dichiarata fallita su istanza di un creditore. La Corte d'Appello aveva annullato il fallimento, ritenendo che il creditore non potesse agire per il credito intero e che l'insolvenza fosse solo prospettica. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione di fallimento concordato è legittima quando l'esecuzione del piano diventa oggettivamente impossibile, a prescindere dalla scadenza dei termini. L'insolvenza originaria, infatti, riemerge e giustifica l'azione, ripristinando la posizione dei creditori.
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Errore di fatto concordato: la revocazione è il rimedio
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato un decreto di omologazione di un concordato preventivo, sostenendo che il Tribunale avesse approvato una versione superata della proposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che in caso di un palese errore di fatto concordato, lo strumento corretto per l'impugnazione non è il ricorso per cassazione, bensì la revocazione ai sensi dell'art. 395, n. 4, c.p.c.
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Fallimento per inadempimento del concordato: si può?
Una società con un piano di concordato preventivo omologato non ha adempiuto agli obblighi assunti. Un creditore ne ha chiesto il fallimento. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo necessaria la previa risoluzione del concordato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato tale decisione. Ha stabilito che il fallimento per inadempimento può essere dichiarato direttamente, senza la necessità di risolvere prima l'accordo, qualora l'incapacità di adempiere manifesti un nuovo stato di insolvenza.
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Fallimento e concordato: ricorso improcedibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13503/2024, ha stabilito che il ricorso contro l'annullamento di un concordato preventivo diventa improcedibile se, nelle more del giudizio, interviene la dichiarazione di fallimento della società. Questo principio si basa sulla necessità di coordinamento tra le procedure: la controversia sulla crisi d'impresa viene interamente assorbita dal procedimento di reclamo contro la sentenza di fallimento, sede in cui dovranno essere riproposte le censure relative all'annullamento del concordato. La decisione chiarisce il rapporto di interdipendenza tra fallimento e concordato preventivo.
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Validità etilometro: onere della prova sull’imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13485 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il punto centrale riguarda la validità etilometro: non spetta all'accusa provare la regolarità delle verifiche periodiche, ma è l'imputato a dover sollevare contestazioni specifiche e motivate per metterne in dubbio il funzionamento.
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Onere della prova etilometro: chi deve dimostrarlo?
Un automobilista ha impugnato la sua condanna per guida in stato di ebbrezza, contestando l'affidabilità dell'etilometro per la mancata produzione del libretto metrologico completo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova etilometro grava sulla difesa. Spetta all'imputato, infatti, fornire elementi concreti che dimostrino il malfunzionamento dell'apparecchio, non essendo sufficienti contestazioni generiche sulla sua manutenzione.
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Onere della prova etilometro: chi deve provarlo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Si ribadisce che l'onere della prova etilometro, riguardo a un suo presunto malfunzionamento, grava sull'imputato, che deve fornire prove specifiche e non mere contestazioni generiche. Negata anche l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa del tentativo di fuga dell'imputato.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12503/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sull'onere della prova etilometro: l'esito positivo del test è prova sufficiente e spetta alla difesa dell'imputato dimostrare, con prove concrete, il malfunzionamento o la mancanza di revisione dello strumento. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato pericolo generato dalla condotta.
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Validità alcoltest: quando la prova è inattaccabile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata assistenza del difensore durante l'alcoltest e presunti vizi dello strumento. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la polizia ha solo l'obbligo di avvisare della facoltà di farsi assistere, non di attendere il legale. Inoltre, ha ribadito che la validità alcoltest si presume, e spetta all'imputato fornire prova concreta di un malfunzionamento, non essendo sufficienti contestazioni generiche.
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Prededucibilità crediti concordato: la Cassazione riesamina
Un ente fiscale ha impugnato la decisione di un tribunale che negava la prededucibilità ai crediti sorti dopo l'omologazione di un concordato preventivo, poi sfociato in fallimento. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di tale rilevanza da rimetterla alla pubblica udienza. L'obiettivo è riesaminare l'orientamento consolidato sulla prededucibilità crediti concordato alla luce dei più recenti principi, in particolare quelli sulla 'funzionalità' del credito rispetto alla procedura concorsuale.
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Cartella esattoriale concordato: legittima la notifica
Una società in liquidazione, ammessa a concordato preventivo, ha impugnato due cartelle esattoriali notificatele dopo l'omologa del piano. I giudici di merito avevano dichiarato illegittime le cartelle, ritenendole un'azione non consentita durante la procedura. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che la notifica di una cartella esattoriale durante un concordato non è un'azione esecutiva vietata, ma un atto necessario per formalizzare il credito tributario e consentire al Fisco di insinuarsi nella procedura concorsuale. La cartella, quindi, è legittima e la sua utilità va valutata all'interno del concordato stesso.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava la validità del test alcolimetrico, ma la Corte ha stabilito che l'onere della prova etilometro, pur gravando sull'accusa, è bilanciato da un onere di allegazione specifica da parte della difesa. Una critica generica al funzionamento dello strumento, in presenza di un verbale che attesta omologazione e controlli periodici, non è sufficiente per invalidare la prova.
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Validità etilometro: onere della prova e contestazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10372/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista sulla validità etilometro. La Corte ha ribadito che, mentre l'accusa deve provare l'omologazione e le verifiche periodiche, spetta alla difesa contestare specificamente il malfunzionamento dello strumento, non essendo sufficiente un'eccezione generica.
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