Una giovane donna perde la vita in stazione, agganciata da un treno in transito. Il Padre della Vittima chiede il risarcimento danni per sinistro ferroviario all'Ente Ferroviario, lamentando la mancanza di annunci acustici e la scarsa illuminazione della banchina. Il Tribunale e la Corte d'Appello accertano un concorso di colpa della vittima, che aveva attraversato i binari, riducendo la responsabilità dell'ente al 50%. Il Padre della Vittima ricorre in Cassazione, contestando la ricostruzione della dinamica basata solo su rilievi fotografici e la quantificazione del danno. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza della questione giuridica sulla ricostruzione del sinistro, non decide immediatamente ma rinvia la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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