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Obbligo Di Repêchage

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di repêchage: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della violazione dell'obbligo di repêchage. L'azienda non è riuscita a dimostrare l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni. La semplice affermazione della carenza di competenze del dipendente è stata ritenuta insufficiente, configurandosi come una mera petizione di principio, specialmente a fronte della prassi aziendale di spostare i venditori tra diversi reparti.
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Obbligo di repêchage: no a un nuovo contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'azienda, invece di adempiere all'obbligo di repêchage cercando una ricollocazione interna, aveva proposto al dipendente una nuova assunzione a termine con mansioni e retribuzione inferiori. Secondo la Corte, questa offerta non costituisce un valido tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ma ne conferma anzi la disponibilità, rendendo il recesso ingiustificato.
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Obbligo di repêchage: limiti alla formazione del lavoratore
Una lavoratrice, licenziata per giustificato motivo oggettivo a seguito della soppressione della sua mansione di centralinista, ha impugnato il licenziamento sostenendo la violazione dell'obbligo di repêchage. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di repêchage non si estende a mansioni di livello superiore e non comporta un dovere per il datore di lavoro di fornire una formazione aggiuntiva per adeguare il lavoratore a tali posizioni. La Corte ha inoltre confermato che la valutazione dell'impossibilità di ricollocamento può basarsi anche su presunzioni derivanti dalle mansioni pregresse del dipendente.
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Obbligo di repêchage: reintegra se violato
Una società di logistica licenzia una dirigente per riorganizzazione aziendale. Tuttavia, la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento perché l'azienda non ha rispettato l'obbligo di repêchage, ovvero non ha offerto alla lavoratrice una posizione lavorativa inferiore resasi disponibile prima del recesso. Tale violazione, secondo la Corte, equivale all'insussistenza del fatto e comporta il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
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Obbligo di repechage: onere della prova sul datore
Una società di forniture mediche licenzia una dipendente per un presunto conflitto di interessi. La Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento, ribadendo che l'azienda non ha rispettato l'obbligo di repechage, non provando l'impossibilità di ricollocare la lavoratrice in un'altra posizione.
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Obbligo di repêchage: il rifiuto legittima il licenziamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è legittimo se il lavoratore rifiuta una posizione alternativa con mansioni e retribuzione inferiori, offerta dal datore di lavoro in adempimento dell'obbligo di repêchage. La sentenza sottolinea che la conservazione del posto di lavoro prevale sulla tutela della professionalità e del livello retributivo acquisiti, secondo il principio del "male minore".
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Obbligo di repechage: onere della prova e spese legali
La Cassazione chiarisce l'obbligo di repechage nel licenziamento. In questo caso, una dipendente di un'agenzia di viaggi è stata licenziata per chiusura di filiale. La Corte ha respinto il ricorso sul licenziamento, ritenendo non provata la possibilità di ricollocamento, ma ha accolto il motivo relativo alle spese legali, stabilendo che non sono dovute alla parte rimasta assente (contumace) nel giudizio.
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Licenziamento giustificato motivo oggettivo: la prova
Il Tribunale di Ancona (Sent. n. 1514/2024) dichiara illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La corte ha stabilito che il datore di lavoro non ha fornito prova sufficiente del calo di attività e ha violato l'obbligo di repechage, condannandolo al risarcimento e al pagamento del lavoro straordinario.
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Obbligo di repêchage: onere della prova del datore
Il Tribunale di Milano ha dichiarato illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della violazione dell'obbligo di repêchage. La sentenza ribadisce che spetta esclusivamente al datore di lavoro l'onere di provare, in modo specifico e non generico, l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni all'interno dell'azienda.
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