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Obbligo Di Presentazione Daspo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una misura che, insieme al divieto di accedere a manifestazioni sportive (DASPO), impone al destinatario di presentarsi in un ufficio di polizia durante lo svolgimento delle partite.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Daspo: Obbligo di presentazione senza motivazione è nullo
Un Tifoso ha ricevuto un Daspo con l'obbligo di presentarsi alla polizia durante le partite del Monza. Il G.I.P. ha convalidato questo obbligo. Il Tifoso ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancanza di motivazione sulla necessità e durata dell'obbligo di presentazione Daspo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la convalida dell'obbligo di presentazione. Ha stabilito che la motivazione del G.I.P. era insufficiente riguardo alla necessità e congruità della durata della misura, rendendo inefficace tale parte del provvedimento.
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Obbligo di presentazione DASPO: la PEC ignorata annulla la firma
Il Questore impone a un cittadino l'obbligo di presentazione DASPO per la durata di tre anni. Il difensore invia una memoria difensiva tramite posta elettronica certificata entro il termine di quarantotto ore. Il Giudice per le indagini preliminari convalida la misura, affermando erroneamente che non è pervenuta alcuna difesa scritta. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del cittadino, stabilendo che l'omesso esame della memoria difensiva inviata via PEC determina la nullità dell'ordinanza di convalida. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio il provvedimento del giudice, rendendo inefficace l'obbligo di firma.
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Obbligo di presentazione DASPO: nullo se l’amichevole non è nota
Il caso riguarda un tifoso condannato per aver violato l'obbligo di presentazione DASPO in occasione di alcune partite, comprese amichevoli e incontri all'estero. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di firma si applica anche alle partite amichevoli solo se queste sono preventivamente programmate e pubblicizzate in modo da essere conoscibili dal destinatario. Poiché i giudici d'appello non avevano verificato questa concreta conoscibilità per gli incontri contestati, il ricorso è stato ritenuto fondato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato prescritti i reati relativi a tre delle date contestate, annullando senza rinvio la condanna per quegli episodi e riducendo la pena residua per il solo episodio non impugnato a otto mesi di reclusione e 6.666,00 euro di multa.
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DASPO: Giudice troppo Veloce, la Cassazione Annulla la Convalida
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un DASPO con obbligo di presentazione perché il Giudice ha emesso la sua decisione prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per difendersi. La notifica del provvedimento della Questura era avvenuta alle 17:30, ma la convalida era arrivata la mattina del secondo giorno, quindi con troppo anticipo. Secondo la Corte, il mancato rispetto del **termine per la difesa DASPO** non è una semplice formalità, ma una violazione del diritto di difesa che causa la nullità dell'atto. Di conseguenza, l'ordinanza del Giudice è stata cancellata e l'obbligo di presentazione è stato dichiarato inefficace, dando ragione al ricorrente.
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DASPO e trasferte: Cassazione annulla l’obbligo di presentazione
Un tifoso, dopo aver lanciato un fumogeno in campo, riceve un DASPO con l'obbligo di firmare in Questura per tutte le partite, sia in casa che in trasferta. La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità di questa misura. La Corte ha stabilito che l'obbligo di presentazione DASPO per le partite in trasferta, imposto senza valutare la distanza e le circostanze specifiche, è sproporzionato. La misura, da preventiva, rischia di diventare ingiustamente punitiva. Per questo motivo, la Corte ha annullato parzialmente il provvedimento, richiedendo al Tribunale di rivalutare la necessità della firma per le gare giocate lontano dalla città di residenza del tifoso.
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Obbligo di presentazione DASPO: quando è legittimo?
Un tifoso ricorre contro un DASPO che include l'obbligo di firma, sostenendo una motivazione carente e la sproporzione della misura. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che l'obbligo di presentazione DASPO è legittimo quando la pericolosità del soggetto è provata, anche senza precedenti penali. La Corte sottolinea che l'identificazione certa, la condotta aggressiva e l'uso di oggetti come una cintura sono elementi sufficienti a giustificare non solo il divieto di accesso agli stadi, ma anche la misura accessoria della firma per garantirne il rispetto.
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Obbligo di presentazione DASPO: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione dell'obbligo di presentazione DASPO. L'imputato non si era presentato in commissariato, adducendo come scusante il fatto che la partita si fosse svolta "a porte chiuse" e in una data diversa da quella inizialmente prevista. La Corte ha stabilito che tali circostanze sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato, poiché l'obbligo di firma è un dovere personale svincolato dalle modalità di svolgimento dell'evento sportivo. È stato inoltre confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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