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Notitia Criminis

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160 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Costi soggettivamente inesistenti: deducibilità e limiti
Una società ha ricevuto avvisi di accertamento per IRES e IRAP, contestando l'indeducibilità di costi fatturati da una società estera schermo, per operazioni definite soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che i termini di accertamento possono essere raddoppiati per IRES in presenza di un'ipotesi di reato tributario, ma non per IRAP. Inoltre, ha affermato la deducibilità dei costi soggettivamente inesistenti, a condizione che siano stati effettivamente sostenuti e siano inerenti all'attività d'impresa, cassando la sentenza di merito e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione.
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Furto aggravato: la Cassazione sui mezzi fraudolenti
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto aggravato a carico di un individuo che aveva sottratto acqua tramite un allaccio abusivo. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali sulla validità della notifica all'avvocato e sulla distinzione tra attività ispettiva e investigativa. Viene ribadito che un allaccio illecito integra sia l'aggravante del mezzo fraudolento sia quella della destinazione a pubblico servizio del bene sottratto.
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Responsabilità rappresentante indiretto: la Cassazione
Una società di assistenza doganale, in qualità di rappresentante indiretto, impugnava un avviso di accertamento per maggiori dazi, IVA e sanzioni su merci importate. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità rappresentante indiretto per i dazi doganali, ma l'ha esclusa per l'IVA all'importazione in assenza di una norma nazionale specifica. Ha inoltre cassato la sentenza per una nuova valutazione sulla proporzionalità delle sanzioni.
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Ispezione amministrativa: quando scattano le garanzie
La Corte di Cassazione ha annullato un'assoluzione per un reato alimentare, chiarendo un punto cruciale sulla procedura. Un'ispezione amministrativa, avviata da una segnalazione anonima, si trasforma in attività di polizia giudiziaria solo nel momento esatto in cui emergono concreti indizi di reato, come la rilevazione di una temperatura inadeguata di un frigorifero. È solo da quel momento che scatta l'obbligo di avvisare l'indagato della facoltà di nominare un difensore, e non prima. La Corte ha stabilito che gli atti compiuti fino a quel punto sono pienamente utilizzabili.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi detenuti all'estero e non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento basato sul solo obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua produzione in giudizio. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sul calcolo del patrimonio e sulla riduzione delle sanzioni, stabilendo che la soglia di rilevanza penale va valutata al momento dell'accertamento.
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Raddoppio termini: quando è legittimo l’accertamento?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di accertamento fiscale basato su movimentazioni bancarie, incentrato sulla legittimità del raddoppio dei termini di accertamento. L'ordinanza stabilisce che, per le annualità d'imposta precedenti al 2016, il raddoppio dei termini è valido se esistono seri indizi di reato tributario, anche qualora la denuncia penale venga presentata oltre il termine ordinario di decadenza. La Corte ha inoltre rigettato la doglianza del contribuente sulla violazione del termine dilatorio di 60 giorni, specificando che tale garanzia non si applica agli accertamenti "a tavolino" basati su verifiche bancarie.
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Sequestro probatorio: motivazione e limiti del PM
La Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda contro un sequestro probatorio di computer nell'ambito di un'indagine per frode IVA. La Corte ha stabilito che il decreto era sufficientemente motivato, spiegando il reato ipotizzato e la necessità di analizzare i dati informatici per ricostruire i fatti, rigettando le accuse di genericità e carattere esplorativo.
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Conflitto di competenza: la decisione sul giudice
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due tribunali in un caso di reati fiscali. La sentenza stabilisce che, in assenza di certezza sul luogo di emissione di fatture false, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui il reato è stato accertato, ovvero dove si sono svolte le indagini. Viene inoltre chiarito che il giudice può sollevare d'ufficio la questione di competenza, anche in caso di tardiva eccezione da parte dell'imputato.
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Revisione della condanna: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di revisione della condanna per reati di droga. L'istanza si basava sulla testimonianza di un soggetto che affermava di essere il proprietario dell'auto usata per il crimine e che questa non fosse funzionante all'epoca dei fatti. La Corte ha stabilito che, avendo le parti acconsentito all'acquisizione delle dichiarazioni scritte del testimone, non era necessaria la sua audizione in aula. Inoltre, ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito, i quali hanno giudicato la nuova prova totalmente inattendibile e falsa se confrontata con le prove schiaccianti (video, controlli di polizia) che avevano fondato la condanna originale.
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Raddoppio termini accertamento: IRES, IVA e IRAP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33908/2024, ha chiarito i limiti di applicazione del raddoppio termini accertamento in materia fiscale. Il caso riguardava una società che aveva ricevuto un avviso di accertamento integrativo per il 2008, basato su elementi emersi da un'indagine penale. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso del contribuente, stabilendo che il raddoppio dei termini è legittimo per IRES e IVA, in quanto violazioni a esse relative possono avere rilevanza penale, ma non per l'IRAP, le cui infrazioni non sono presidiate da sanzioni penali. La decisione ha quindi annullato l'accertamento limitatamente all'IRAP per intervenuta decadenza dei termini.
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Prescrizione accise: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33825/2024, ha stabilito che la prescrizione accise, in caso di condotte illecite volte a nascondere il debito d'imposta, inizia a decorrere dal momento della 'scoperta del fatto illecito' e non dalla data in cui l'illecito è stato commesso. Nel caso specifico, una pretesa per evasione di accise su carburanti, relativa a fatti del 2012 ma scoperta nel 2013, è stata dichiarata prescritta poiché l'avviso di pagamento è stato notificato nel 2019, oltre il termine quinquennale.
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Raddoppio termini accertamento: escluso per l’IRAP
Una società ha impugnato avvisi di accertamento per IRPEG, IRAP e IVA, basati sull'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32052/2024, ha affrontato la questione del raddoppio termini accertamento in presenza di un'indagine penale. Ha stabilito che tale raddoppio è legittimo per imposte dirette e IVA, ma non per l'IRAP, poiché le violazioni relative a quest'ultima non sono penalmente sanzionate. La Corte ha inoltre negato la deducibilità dei costi e la detrazione IVA, data la mancata prova della certezza dei costi e della buona fede del contribuente. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dell'accertamento IRAP e delle sanzioni.
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Responsabilità P.A.: sospensione aiuti e assoluzione
Un'agenzia pubblica sospendeva l'erogazione di aiuti comunitari a un agricoltore a seguito di un'indagine penale. Dopo l'assoluzione, l'agricoltore ha chiesto il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della P.A. non deriva automaticamente dall'assoluzione, ma deve essere valutata 'ex ante', cioè sulla base delle informazioni disponibili al momento della sospensione. Il risarcimento è dovuto solo se si prova che il sospetto iniziale era 'manifestamente infondato', e l'onere della prova spetta al danneggiato.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di censure già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. È stato inoltre chiarito che una segnalazione anonima, pur non essendo prova, può legittimamente avviare un'indagine, e che la destinazione allo spaccio si valuta da un insieme di elementi, non solo dalla quantità.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, notificato nel 2012, sostenendone la tardività. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per il raddoppio dei termini dell'accertamento, secondo la normativa applicabile all'epoca (ratione temporis), era sufficiente la sola esistenza di una violazione che comportasse l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa.
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Raddoppio termini: Cassazione chiarisce la prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per applicare il raddoppio dei termini di accertamento fiscale, non è necessaria una nuova e autonoma denuncia di reato da parte dell'Agenzia delle Entrate se un procedimento penale correlato è già pendente. La preesistenza di un'indagine penale, nell'ambito della quale l'attività ispettiva è stata delegata, costituisce prova sufficiente per giustificare la proroga dei termini per la notifica degli atti impositivi e sanzionatori. La Corte ha quindi annullato la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente richiesto la prova di un inoltro formale della notizia di reato.
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Prescrizione dazi doganali e notitia criminis
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società, confermando la sua responsabilità solidale per dazi doganali non versati. L'ordinanza stabilisce che la prescrizione dei dazi doganali viene interrotta dalla presentazione di una notizia di reato (notitia criminis) entro il triennio, anche se questa è rivolta a soggetti diversi dal coobbligato. Inoltre, le dichiarazioni rese in sede penale, pur se inutilizzabili in quel contesto, possono essere usate come elementi indiziari nel processo tributario.
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Inutilizzabilità dichiarazioni curatore: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di fatto condannato per bancarotta. Si è discusso sulla inutilizzabilità delle dichiarazioni rese al curatore, ma la Corte ha stabilito che il curatore non è polizia giudiziaria e le sue attività sono finalizzate alla gestione della procedura, non all'indagine penale. Pertanto, le dichiarazioni sono utilizzabili. Il ricorso è stato respinto anche per la genericità delle contestazioni sui fatti.
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Raddoppio termini accertamento: IRAP esclusa
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per costi non inerenti. La Corte di Cassazione analizza la legittimità del raddoppio termini accertamento, respingendo gran parte dei motivi del ricorrente ma accogliendo un punto cruciale: il raddoppio non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non hanno rilevanza penale. La sentenza viene cassata su questo specifico punto con rinvio.
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Proroga termini accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15260 del 2025, ha stabilito che la proroga dei termini di accertamento di due anni, prevista dalla legge sul condono fiscale (L. 289/2002), si applica anche in materia di IVA, nonostante il condono stesso sia inapplicabile per contrasto con il diritto UE. La Corte ha chiarito che la norma sulla proroga è autonoma e mira a salvaguardare il potere di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria. Di conseguenza, un avviso di accertamento per l'anno 2002 notificato nel 2008 è stato ritenuto tempestivo.
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