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Non Riscosso Come Riscosso

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio secondo cui l'agente incaricato della riscossione di tributi deve versare all'ente creditore le somme dovute entro scadenze prefissate, anche se non le ha ancora materialmente incassate dai contribuenti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Discarico Automatico Crediti: Ruolo Annullato, Debito Resta?
La Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense ha contestato l'applicazione della normativa sul discarico automatico crediti, che prevede l'annullamento dei ruoli per debiti previdenziali risalenti (ante 1999) e di piccolo importo (sotto i 2.000 euro). La Cassa sosteneva che tale annullamento fosse incostituzionale e rappresentasse un'espropriazione senza indennizzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che il discarico automatico dei ruoli non estingue il credito sottostante, ma elimina solo la procedura di riscossione tramite ruolo, permettendo all'ente creditore di agire con le vie ordinarie. La norma mira a razionalizzare i bilanci e il sistema di riscossione.
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Discarico per inesigibilità: Ente perde contro l’Agente
Un Ente Previdenziale chiedeva a un Agente della Riscossione il pagamento di ingenti contributi non riscossi risalenti al periodo 1997-1999. L'Ente sosteneva che l'Agente avesse violato gli obblighi contrattuali omettendo le tempestive comunicazioni per ottenere il discarico per inesigibilità. L'Agente si opponeva invocando le norme della Legge di Stabilità che hanno riorganizzato la materia e cancellato tali adempimenti per i vecchi ruoli. La Corte di Cassazione ha rigettato le pretese dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno confermato che la disciplina speciale esonera l'Agente da responsabilità per i ruoli affidati prima del 2000, eliminando i vecchi obblighi di rendicontazione.
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Cassa Forense perde in Cassazione sul discarico per inesigibilità
Un Ente Previdenziale ha chiesto il pagamento di somme non riscosse a un Agente della Riscossione, contestando il mancato completamento delle procedure di recupero crediti per contributi previdenziali risalenti a prima del 1999. L'Agente della Riscossione si è opposto invocando la normativa sulla rottamazione e il discarico per inesigibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'annullamento automatico dei ruoli sotto i 2.000 euro e la disciplina del discarico per inesigibilità si applicano anche alle casse previdenziali privatizzate. Questo intervento legislativo non cancella il diritto di credito dell'ente, che può ancora agire con i mezzi ordinari, ma riorganizza in modo legittimo il servizio pubblico di riscossione, eliminando vecchie partite contabili ormai inesigibili.
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Riscossione dei contributi previdenziali: stop ai vecchi ruoli
L'Ente Previdenziale ha richiesto un decreto ingiuntivo contro l'Agente della Riscossione per ottenere il pagamento di somme non riscosse relative a vecchi ruoli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che la riforma del settore ha eliminato l'obbligo per l'agente di anticipare le somme non riscosse. Inoltre, la Corte ha stabilito che la legge di stabilità del 2013, che prevede l'annullamento dei ruoli sotto i duemila euro e limita la riscossione dei crediti più vecchi, si applica anche alle casse previdenziali privatizzate. Di conseguenza, l'ente non può pretendere tali somme dall'agente senza dimostrare con precisione il titolo del credito, ferma restando la possibilità di agire direttamente contro i singoli debitori. La decisione conferma che la riscossione dei contributi previdenziali tramite ruolo è soggetta ai limiti imposti dallo Stato.
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Non riscosso come riscosso: obbligo anche dopo la fine del mandato?
Una società di riscossione, nominata commissario governativo temporaneo, si opponeva alla richiesta di pagamento di un'anticipazione basata sul principio del 'non riscosso come riscosso'. La società sosteneva che l'obbligo non sussisteva perché la scadenza del versamento era successiva alla fine del suo incarico. L'Ente Regionale, invece, aveva proceduto al recupero forzoso della somma. La Corte di Cassazione, riconoscendo la novità e la complessità della questione, non ha emesso una decisione finale. Ha invece ritenuto necessario un approfondimento e ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una discussione più ampia. L'esito della controversia è quindi sospeso.
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Revoca Concessione e Fallimento: l’obbligo del non riscosso resta
La Corte di Cassazione affronta il caso di una società di riscossione fallita, la cui concessione era stata revocata. Un ente pubblico creditore chiedeva il pagamento di somme maturate prima della revoca, in base al principio del 'non riscosso come riscosso'. La Corte ha stabilito un importante principio di diritto: l'obbligo del non riscosso come riscosso non cessa con la revoca della concessione. Se i termini di pagamento erano già scaduti prima della revoca, l'ex concessionario resta debitore. Di conseguenza, il credito dell'ente pubblico è stato ritenuto legittimo e ammissibile nel fallimento della società.
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Azienda fallita: l’obbligo del non riscosso come riscosso non muore
La Corte di Cassazione chiarisce che l'obbligo del non riscosso come riscosso non cessa con la revoca della concessione al servizio di riscossione. Una società concessionaria, anche dopo la revoca dell'incarico e il successivo fallimento, resta tenuta a versare all'ente creditore le somme iscritte a ruolo i cui termini di pagamento erano già scaduti prima della revoca stessa. Di conseguenza, l'ente creditore ha pieno diritto di essere ammesso al passivo fallimentare della società ex concessionaria per recuperare tali crediti. La fine del rapporto di concessione non cancella i debiti già maturati.
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Discarico automatico: la Cassazione sui ruoli vecchi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1107/2024, ha stabilito che il 'discarico automatico' previsto dalla legge per i crediti iscritti a ruolo prima del 31 dicembre 1999 opera come effetto di legge, liberando l'agente della riscossione dall'obbligo di versare le somme all'ente creditore. Questa regola vale indipendentemente dalla dimostrazione di aver svolto le attività di riscossione. La Corte ha chiarito che tale disciplina si applica a tutti gli enti, inclusi quelli previdenziali privatizzati, respingendo il ricorso incidentale di una cassa forense che rivendicava il pagamento di somme non riscosse.
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Non riscosso come riscosso: obblighi dell’agente
Un ente previdenziale ha agito contro l'agente della riscossione per il mancato versamento di contributi basati sul principio del "non riscosso come riscosso", relativo a ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abrogazione di tale sistema e la successiva cancellazione dei vecchi ruoli non estinguono l'obbligo dell'agente di versare le somme già scadute prima delle riforme legislative. Il diritto di credito dell'ente si era già consolidato e non può essere annullato retroattivamente.
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