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586 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Residenza reddito di cittadinanza: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa dichiarazione finalizzata a ottenere il reddito di cittadinanza. La ricorrente aveva dichiarato falsamente di possedere il requisito della residenza decennale. La Corte ha stabilito che la successiva dichiarazione di incostituzionalità del requisito decennale, ridotto a quinquennale dalla Corte Costituzionale, non estingue il reato, poiché la residenza effettiva della ricorrente era comunque inferiore anche al nuovo limite di cinque anni. La Corte ha inoltre respinto la tesi difensiva sulla mancanza di consapevolezza, confermando la piena rilevanza penale della condotta.
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Revocatoria rimesse bancarie: onere della prova
Una società in amministrazione straordinaria ha agito in giudizio contro un istituto di credito per la revoca di alcuni versamenti bancari. I giudici di merito hanno respinto la domanda, sostenendo che spettasse alla società attrice dimostrare la natura "consistente e durevole" della riduzione del debito, prova che non era stata fornita. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione sull'onere della prova nella revocatoria rimesse bancarie di tale importanza da richiedere un approfondimento, rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione che possa fare chiarezza sul punto.
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Azione revocatoria rimesse: la Cassazione fa il punto
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato il rigetto della sua azione revocatoria contro una banca. Il nodo centrale riguarda a chi spetti l'onere della prova per dimostrare che le rimesse bancarie non abbiano ridotto in modo "consistente e durevole" il debito, ai fini dell'esenzione dalla revoca. Riconoscendo la fondamentale importanza della questione, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita sull'onere della prova nell'azione revocatoria rimesse bancarie.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento avanzata da numerosi medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il diritto è stato dichiarato estinto per prescrizione decennale, con decorrenza fissata al 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato. La Corte ha ribadito il proprio orientamento consolidato, ritenendo inammissibile il ricorso.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27934/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione in anni antecedenti al 1991/92. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Poiché i ricorsi non presentavano argomenti idonei a superare tale giurisprudenza, sono stati rigettati.
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Risarcimento medici specializzandi: Cassazione e termini
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il suo orientamento consolidato sul risarcimento medici specializzandi per la mancata corresponsione della borsa di studio prima del 1991. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento del danno decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Secondo i giudici, tale legge ha reso definitiva l'inadempienza dello Stato, cristallizzando il diritto al risarcimento e facendo partire il conto alla rovescia per la prescrizione, rendendo tardive le azioni legali successive.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. L'ordinanza conferma che il diritto al risarcimento è soggetto alla prescrizione decennale, decorrente dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Di conseguenza, l'azione dei medici è stata giudicata tardiva, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai granitico sulla prescrizione per i medici specializzandi.
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Appropriazione indebita: Cassazione e doppia conforme
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita a carico di un'amministratrice per un prelievo dal conto societario. Rigettato il ricorso che contestava la valutazione dei fatti, in applicazione del principio della 'doppia conforme', poiché le sentenze di merito sono state ritenute logiche e coerenti.
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Procura speciale: la Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
In una controversia su canoni demaniali, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio per una questione preliminare. L'ordinanza interlocutoria evidenzia un dubbio sulla validità della procura speciale dell'avvocato, rilasciata in data e luogo diversi rispetto al ricorso. Data la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, la Corte ha rinviato la causa in attesa di una pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite, che dovrà fare chiarezza su questo importante aspetto procedurale.
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Operazioni inesistenti: come si prova la frode fiscale?
Una società si è vista negare la deducibilità di costi a seguito di un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2160/2024, ha confermato la decisione, ribadendo che, a fronte di gravi indizi di frode forniti dall'Amministrazione Finanziaria, non sono sufficienti per il contribuente la mera esibizione delle fatture, la loro registrazione contabile e la prova dei pagamenti per dimostrare l'effettività delle prestazioni. La Corte ha sottolineato che tali elementi formali sono spesso parte integrante del meccanismo fraudolento.
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Compensazione spese legali: no a motivazioni generiche
Un cittadino si opponeva a una cartella di pagamento, vedendo rigettata la sua richiesta in primo grado. In appello, otteneva ragione sulla condanna alle spese, ma il giudice compensava le spese del secondo grado con una motivazione generica. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del cittadino, ha stabilito che la compensazione spese legali richiede ragioni 'gravi ed eccezionali' e non può basarsi su formule di stile, condannando l'ente pubblico al pagamento di tutte le spese.
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Procura speciale: valida anche se anteriore al ricorso
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 2075 del 2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla validità della procura speciale per il ricorso. È stato chiarito che la procura non deve essere necessariamente contestuale, ovvero redatta nello stesso giorno e luogo del ricorso. Ciò che conta è la sua congiunzione materiale o informatica all'atto e che il suo conferimento avvenga in un preciso arco temporale: dopo la pubblicazione della sentenza da impugnare e prima della notifica del ricorso stesso. Questa decisione supera un precedente orientamento più formalistico, privilegiando la sostanza sulla forma e garantendo una maggiore certezza nei rapporti processuali.
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Prova presuntiva e accertamento fiscale: il limite
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su costi ritenuti indeducibili. Il ricorso si fondava sulla presunta illegittimità dell'accertamento e sull'errato utilizzo della prova presuntiva da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione degli elementi di fatto che costituiscono la prova presuntiva spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se non per violazione delle norme che la regolano. La Corte ha ritenuto legittimo l'accertamento basato su indizi gravi, precisi e concordanti, come fatture generiche e non definitive.
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Associazione per delinquere: prova della partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro una misura cautelare per associazione per delinquere e riciclaggio. La Corte ha stabilito che, per dimostrare la partecipazione al sodalizio criminale, non è necessario un ruolo centrale o un coinvolgimento in numerosi episodi. Anche un ruolo marginale, se basato su un elevato grado di fiducia e sull'uso di sistemi di riconoscimento interni al gruppo, costituisce un grave indizio di colpevolezza. La valutazione del pericolo di recidiva, inoltre, deve basarsi sulla personalità dell'indagato e non solo sul tempo trascorso dai fatti.
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Principio dell’apparenza: errore e ricorso inammissibile
Una società ha impugnato una cartella esattoriale per una sanzione privacy. Il Tribunale ha qualificato l'azione come opposizione all'esecuzione e l'ha rigettata. La società ha proposto ricorso diretto in Cassazione, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile. In base al principio dell'apparenza, il mezzo di impugnazione è determinato dalla qualificazione data dal primo giudice. In questo caso, la sentenza era appellabile e non ricorribile direttamente in Cassazione.
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Opposizione atti esecutivi: serve un danno concreto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 903/2024, ha rigettato il ricorso di due debitori esecutati. Essi avevano presentato opposizione agli atti esecutivi contro il provvedimento del giudice che disponeva un nuovo tentativo di vendita del loro immobile, lamentando la mancata fissazione di un'udienza preliminare. La Corte ha stabilito che la denuncia di un vizio procedurale, come l'omessa audizione delle parti, richiede la prova di un pregiudizio concreto ed effettivo al diritto di difesa. In assenza di tale prova, l'opposizione è inammissibile, poiché non è sufficiente lamentare la mera irregolarità formale.
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Notifica PEC cartella: è valida da un indirizzo non IPA?
Una società ha impugnato alcune cartelle esattoriali sostenendo la nullità della notifica PEC cartella, in quanto proveniente da un indirizzo dell'Agente della Riscossione non presente nei pubblici elenchi (IPA). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale irregolarità formale non invalida la notifica se il mittente è comunque identificabile e se il contribuente non dimostra un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa.
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Tassa automobilistica leasing: chi paga? La Cassazione
Una società finanziaria ha impugnato diverse cartelle di pagamento relative alla tassa automobilistica per l'anno 2012 per veicoli concessi in leasing. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 863/2024, ha stabilito che, per il periodo d'imposta in questione, la responsabilità del pagamento della tassa automobilistica leasing ricade esclusivamente sull'utilizzatore del veicolo. La Corte ha quindi annullato le pretese tributarie nei confronti della società, ribaltando la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva erroneamente ritenuto sussistente una responsabilità solidale tra concedente e utilizzatore.
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Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 818/2024, ha chiarito i limiti dell'opposizione agli atti esecutivi. Il caso riguardava un debitore che si era opposto a un provvedimento del giudice che ordinava al custode di preparare una bozza di ordine di liberazione dell'immobile. La Corte ha stabilito che tale provvedimento è un mero 'atto preparatorio', privo di immediata lesività e quindi non impugnabile con l'opposizione atti esecutivi. Di conseguenza, ha cassato senza rinvio la sentenza di merito che aveva erroneamente esaminato l'opposizione, dichiarandola inammissibile sin dall'origine.
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Accertamenti bancari: deduzione costi è un diritto
Una società è stata oggetto di accertamenti bancari che hanno portato alla presunzione di maggiori ricavi basati su prelievi non giustificati. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale: il contribuente ha sempre diritto alla deduzione di una quota percentuale di costi relativi a tali ricavi presunti. Negare questa possibilità violerebbe il principio di capacità contributiva. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando il caso per la rideterminazione dei costi da dedurre.
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