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Nomine Alieno

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'in nome altrui', usata per indicare che una persona detiene un bene per conto di un altro, senza averne la piena disponibilità o proprietà.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto o Appropriazione Indebita: Il Trasportatore Condannato
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di un trasportatore e un suo complice, condannati per furto aggravato. Il trasportatore, che gestiva un'azienda, aveva sottratto merci affidategli. La difesa sosteneva che il reato dovesse essere riqualificato come appropriazione indebita, poiché il trasportatore aveva già la disponibilità dei beni. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che la condotta di chi si impossessa di beni affidati solo per custodia momentanea, senza autonomia di gestione, configura il furto e non l'appropriazione indebita. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, confermando le condanne. La distinzione tra furto o appropriazione indebita è cruciale per la qualificazione del reato.
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Furto o appropriazione indebita: il caso del dipendente infedele
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Lavoratore, dipendente di una ditta di trasporti, per tentato furto pluriaggravato. Il Lavoratore aveva tentato di impossessarsi del contenuto di alcuni plichi a lui affidati per il trasporto. La difesa sosteneva si trattasse di tentata appropriazione indebita. La Corte ha ribadito che la condotta di un dipendente che sottrae beni affidati per il trasporto, pur avendone la materiale disponibilità (nomine alieno), integra il reato di furto e non di appropriazione indebita, poiché il dipendente non ha un'autonoma disponibilità giuridica della cosa. La distinzione tra furto o appropriazione indebita è cruciale.
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Trasloco Fantasma: la Qualificazione del reato di furto per il trasportatore
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un trasportatore che, dopo aver caricato i mobili di una cliente per un trasloco, non li ha mai consegnati, fornendo scuse false. I giudici di appello avevano riqualificato il reato da appropriazione indebita a furto. L'imputato ha contestato questa decisione, sostenendo di avere solo la detenzione dei beni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la `qualificazione del reato di furto`. Ha ribadito che il trasportatore detiene i beni `nomine alieno`, senza un autonomo potere di disposizione. Pertanto, l'impossessamento dei mobili configura il reato di furto e non quello di appropriazione indebita.
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Falso Parcheggiatore: Furto Pluriaggravato e Ricorso Inammissibile
Un individuo si è impossessato di un'auto fingendosi un parcheggiatore e ottenendo le chiavi dalla proprietaria. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per furto pluriaggravato, basandosi su un accordo sulla pena. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come appropriazione indebita e lamentando l'omessa verifica di cause di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che chi detiene temporaneamente un bene altrui senza autonomia decisionale commette furto, non appropriazione indebita. Inoltre, un accordo sulla pena in appello preclude la possibilità di sollevare nuove questioni in Cassazione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su furto e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto aggravato. L'imputato contestava la qualificazione del reato, le aggravanti e l'applicazione della recidiva. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e meramente riproduttivi di censure già respinte nei gradi di merito, sottolineando come il giudizio di legittimità non consenta una nuova valutazione dei fatti.
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