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Nesso Causale — Anno 2025

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138 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Nesso Causale

Provvedimenti

Responsabilità avvocato: errore causa danno risarcibile
La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità di un avvocato per il danno subito da una cliente che, seguendo il consiglio del legale, non aveva impugnato una sentenza sfavorevole. A differenza delle sue sorelle, che avevano appellato con successo, la cliente ha subito un pregiudizio economico. La Corte ha chiarito che il danno derivava direttamente dal mancato appello iniziale e non da successive omissioni. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, basata su un'errata interpretazione processuale, riaffermando il principio che la responsabilità avvocato sussiste quando un consiglio negligente impedisce al cliente di ottenere un risultato favorevole.
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Onere della prova nel danno da illecito: il caso
Una proprietaria di un magazzino citava in giudizio il vicino per danni all'impianto fognario a seguito di lavori di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello che rigettava la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova. La ricorrente non era riuscita a dimostrare né la condotta illecita del vicino né il nesso causale tra questa e i danni lamentati, un principio chiave nel risarcimento per fatto illecito.
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Obblighi informativi intermediario: la Cassazione vince
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede di un investitore, cassando la sentenza d'appello che aveva respinto la richiesta di risarcimento contro una banca. La Corte ha ribadito che gli obblighi informativi dell'intermediario finanziario sussistono anche verso un cliente esperto e con propensione al rischio. L'esperienza passata non è sufficiente a superare la presunzione del nesso causale tra la mancata informazione e il danno subito dal risparmiatore. Spetta alla banca provare di aver fornito informazioni specifiche e adeguate per ogni singola operazione.
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Perdita di chance: la prova della probabilità di successo
Un lavoratore ha richiesto il risarcimento per non essere stato selezionato per un incarico dirigenziale. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per ottenere un risarcimento per perdita di chance, non basta dimostrare un'irregolarità nella selezione. È necessario provare una probabilità concreta e significativa di successo, valutata confrontando il proprio profilo con quello di tutti gli altri candidati idonei, non solo con quello del vincitore. La Corte ha annullato la precedente decisione, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Responsabilità professionale consulente: il nesso causale
Un'impresa ha citato in giudizio la sua società di consulenza per la perdita di sgravi contributivi, causata da una domanda presentata in modo incompleto. Nonostante l'errore iniziale del consulente, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, escludendo la sua responsabilità professionale. La causa diretta del danno è stata individuata nell'omessa risposta del cliente alla richiesta di integrazione dati da parte dell'INPS, un'azione che solo il cliente poteva compiere accedendo al proprio cassetto previdenziale. Questo comportamento ha interrotto il nesso causale tra l'inadempimento del consulente e il danno finale.
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Responsabilità P.A. per erosione: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la condanna di una Regione e un Comune per i danni da erosione costiera subiti da un privato. La responsabilità P.A. non deriva dalla custodia diretta del mare (art. 2051 c.c.), ma dalla colpa per omessa vigilanza (art. 2043 c.c.) sull'operato dei concessionari balneari che hanno alterato le correnti marine. Anche il fatto illecito del terzo non esclude la colpa dell'ente pubblico.
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Responsabilità avvocato: onere della prova del danno
Una famiglia ha citato in giudizio il proprio legale per negligenza professionale, sostenendo che i suoi errori avessero causato la perdita di un importante affare immobiliare a causa di un'azione legale prescritta contro una banca. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, confermando le decisioni dei tribunali di grado inferiore. Il punto cruciale è stata la mancata prova del nesso di causalità. La Corte ha stabilito che l'errore del legale non è stata la causa effettiva della perdita dell'affare. Questa sentenza sottolinea che, per vincere una causa per negligenza professionale e la conseguente responsabilità dell'avvocato, il cliente deve dimostrare concretamente non solo l'errore del legale, ma anche che questo specifico errore ha causato direttamente il danno lamentato.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un'azienda ha citato in giudizio il proprio legale per non aver sollevato tempestivamente un'eccezione di decadenza in una causa di lavoro, subendo una condanna. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento, stabilendo che in tema di responsabilità professionale avvocato, il cliente ha l'onere di provare il nesso causale, ovvero che l'esito della causa sarebbe stato favorevole se il legale non avesse commesso l'errore. La Corte ha ritenuto che tale prova non fosse stata fornita, poiché la fondatezza dell'eccezione omessa era tutt'altro che certa.
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Posizione di garanzia badante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a carico di due persone che assistevano un anziano affetto da Alzheimer. L'uomo è deceduto a seguito di una caduta in un cortile non sicuro, dove era stato lasciato solo con un deambulatore. La Corte ha stabilito che i due assistenti rivestivano una 'posizione di garanzia', avendo quindi l'obbligo giuridico di proteggere l'incolumità dell'anziano. La loro negligenza nel non garantire un ambiente sicuro e una sorveglianza adeguata è stata ritenuta la causa diretta della morte, rendendo prevedibile ed evitabile l'evento. La decisione sottolinea come la responsabilità sussista anche per chi non era presente al momento del fatto, ma ha contribuito a creare la situazione di pericolo.
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Onere della prova caduta: Cassazione chiarisce
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una strada pubblica. La sua richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso perché la danneggiata non ha adempiuto al suo onere della prova, non riuscendo a dimostrare il nesso causale tra la condizione della strada e la sua caduta. Un referto medico che indicava il luogo del trauma come "casa" ha ulteriormente indebolito la sua posizione.
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Denuncia calunniosa: quando spetta il risarcimento?
Un dipendente pubblico, assolto da accuse penali mosse dal suo datore di lavoro, ha chiesto un risarcimento per denuncia calunniosa. La Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il risarcimento è dovuto solo se si prova il reato di calunnia, con dolo del denunciante. In assenza di ciò, l'azione del Pubblico Ministero interrompe il nesso causale tra la denuncia e il danno subito.
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Bancarotta impropria perito: la falsa perizia
Un perito viene condannato in via definitiva per bancarotta impropria. La Cassazione conferma la sua responsabilità per aver redatto una falsa perizia di stima su titoli obbligazionari, utilizzati per un fittizio aumento di capitale. Tale condotta ha aggravato il dissesto della società, portandola al fallimento. La Corte ha ritenuto irrilevante che il dissesto fosse preesistente, essendo sufficiente il contributo del professionista al suo peggioramento.
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Nesso causale: canone non pagato e risoluzione del mutuo
Una società locatrice ha citato in giudizio l'ente pubblico conduttore, sostenendo che il ritardato pagamento dei canoni di locazione avesse causato la risoluzione del proprio contratto di mutuo ipotecario e chiedendo il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. È stato ritenuto insussistente il nesso causale diretto tra l'inadempimento del conduttore e la risoluzione del mutuo, evidenziando inoltre la mancanza di prova del danno effettivo subito dalla società locatrice.
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Onere della prova: risarcimento e nesso causale
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per inadempimento contrattuale relativo alla mancata ristrutturazione di locali commerciali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la sentenza di secondo grado per errori nella quantificazione del danno. L'ordinanza ribadisce i principi sull'onere della prova, stabilendo che il creditore deve dimostrare il diritto e il nesso causale, mentre il debitore deve provare di aver adempiuto. La Corte ha inoltre criticato l'uso acritico di una perizia di parte e l'illogica detrazione di un valore da una presunta "doppia cessione" d'azienda.
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Condotta imprevedibile: esclusa la colpa del guidatore
La Corte di Cassazione conferma l'assoluzione di un autista di autocarro per omicidio stradale, a seguito di un incidente mortale avvenuto in una corsia di pedaggio automatizzato. La decisione si fonda sulla condotta imprevedibile della vittima, un motociclista che ha tentato di sorpassare il mezzo pesante in uno spazio ristretto senza averne diritto. La Suprema Corte ha stabilito che tale manovra, essendo eccezionale e repentina, interrompe il nesso causale e non può essere addebitata a titolo di colpa al conducente del veicolo più grande.
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Responsabilità notaio: nesso causale e onere prova
Una società finanziaria ha citato in giudizio un notaio per un errore materiale nell'iscrizione di un'ipoteca, che ha causato un danno economico. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La responsabilità del notaio è stata esclusa perché il danno è derivato dalla negligenza del creditore, che non ha provveduto a rettificare l'errore per tempo. Inoltre, il ricorso è stato respinto per un vizio procedurale, non avendo impugnato la 'doppia ratio decidendi' della sentenza d'appello.
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Omicidio colposo sul lavoro: visibilità e obblighi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo sul lavoro a carico di un conducente di carrello elevatore che, effettuando una retromarcia con visuale ostruita, aveva investito mortalmente un altro lavoratore. La sentenza sottolinea che la violazione della regola cautelare di base, ovvero l'obbligo di fermarsi e verificare l'assenza di pericoli prima di una manovra 'al buio', fonda la responsabilità penale, a prescindere da eventuali condotte imprevedibili della vittima.
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Responsabilità professionale avvocato: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità professionale di un avvocato, anche in presenza di sue omissioni, poiché non è stato provato il nesso causale tra la sua condotta e l'esito negativo della causa per il cliente. Il caso riguardava una richiesta di risarcimento danni per negligenza del legale in un precedente giudizio, ma la Corte ha stabilito che le omissioni erano state "sanate" in appello e che l'esito sfavorevole era dipeso da altre ragioni.
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Responsabilità commercialista: prova del nesso causale
Una società di ristorazione ha citato in giudizio il proprio commercialista a seguito di un accertamento fiscale derivante da una contabilità con saldo di cassa costantemente negativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità commercialista non sorge automaticamente. Spetta al cliente dimostrare il nesso causale tra l'errore del professionista e il danno subito. In questo caso, il danno (maggiori imposte) derivava dai ricavi non dichiarati dell'azienda, non dalla condotta del commercialista.
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Nesso causale rapina: quando la violenza precede il furto
La Cassazione chiarisce il nesso causale rapina. Minacciare un dipendente di un supermercato con un coccio di bottiglia e poi, dopo la sua fuga, sottrarre merce, configura il delitto di rapina e non di furto aggravato. La Corte ha ritenuto irrilevante la non-contemporaneità tra violenza e sottrazione, valorizzando il legame funzionale tra le due azioni. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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