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Neminem Laedere

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56 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità civile P.A.: rumore e inquinamento
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un Comune per le immissioni intollerabili di rumore e polveri sottili provenienti dal traffico veicolare. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'ente non solo al risarcimento del danno, ma anche all'adozione di misure concrete come l'installazione di barriere fonoassorbenti e l'imposizione di un limite di velocità. La sentenza ribadisce che il giudice ordinario può ordinare alla Pubblica Amministrazione un 'facere' per porre fine a un illecito, in applicazione del principio generale del 'neminem laedere', senza che ciò costituisca un'indebita ingerenza nei poteri amministrativi. Questo consolida il principio della Responsabilità civile P.A. per i danni ambientali subiti dai cittadini.
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Posizione organizzativa: revoca e demansionamento
Una dipendente del Ministero della Giustizia ha impugnato la revoca del suo incarico di 'Capo Area', sostenendo di aver subito un demansionamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un incarico temporaneo, non formalmente istituito come posizione organizzativa, può essere revocato senza che ciò costituisca demansionamento, in quanto non altera l'inquadramento contrattuale del lavoratore.
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Responsabilità del produttore: quando agire?
Un acquirente cita in giudizio sia il venditore che il produttore per delle piastrelle difettose. La Cassazione chiarisce la distinzione fondamentale: l'azione per vizi qualitativi va intentata contro il venditore (responsabilità contrattuale), mentre la responsabilità del produttore sorge solo se il prodotto difettoso causa un danno a persone o cose perché pericoloso (responsabilità extracontrattuale). In questo caso, essendo il difetto solo qualitativo (macchie), la domanda contro il produttore è stata respinta.
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Responsabilità ente locale: l’obbligo di vigilanza
Un comune è stato ritenuto responsabile per i danni derivanti dalla modifica difettosa di una rete fognaria pubblica, eseguita da un'impresa privata per la costruzione di un immobile. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità ente locale per la mancata verifica di un progetto esecutivo e per l'omessa vigilanza sui lavori, stabilendo un principio di corresponsabilità solidale con l'impresa. L'ente è stato condannato al risarcimento e all'esecuzione delle opere di ripristino.
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Giurisdizione esclusiva: danni da inerzia P.A.
Una società commerciale ha citato in giudizio un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata realizzazione di opere stradali che impedivano l'accesso ai suoi immobili. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che la controversia non riguarda un mero illecito civile, ma attiene al cattivo esercizio del potere della Pubblica Amministrazione in materia di urbanistica e governo del territorio, configurando quindi un interesse legittimo del privato e non un diritto soggettivo.
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Responsabilità Consob: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1653/2024, ha chiarito i confini della responsabilità Consob (l'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari) in caso di prospetti informativi falsi. La Corte ha stabilito che il controllo dell'Autorità non è una verifica della veridicità intrinseca dei dati, ma si concentra sulla completezza, coerenza e comprensibilità del documento. La responsabilità sorge solo se l'Autorità omette, per negligenza, di agire di fronte a palesi irregolarità o a specifiche segnalazioni, non per il solo fatto che le informazioni si siano poi rivelate false.
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Risarcimento danno ritardo PA: il caso dell’alloggio
Un cittadino ha richiesto il risarcimento del danno alla Pubblica Amministrazione per un ritardo di quattordici anni nella gestione di una pratica di riscatto di un alloggio pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come il ricorrente non abbia contestato in modo specifico le motivazioni della corte d'appello e non abbia utilizzato gli strumenti amministrativi a sua disposizione per contrastare l'inerzia dell'ente. La decisione chiarisce i limiti della richiesta di risarcimento danno da ritardo.
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Responsabilità del committente: quando paga i danni?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso della responsabilità del committente per i danni causati a un vicino durante lavori di ristrutturazione. Il proprietario di un appartamento citava in giudizio il vicino del piano di sotto per i danni strutturali e l'interruzione dell'impianto di riscaldamento condominiale causati dai suoi lavori. La Corte d'Appello aveva condannato il committente al ripristino e al risarcimento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del committente, confermando la sua responsabilità autonoma e sottolineando l'importanza degli oneri probatori e della corretta formulazione dei motivi di ricorso.
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Omessa manutenzione strada: il nesso causale va provato
Un agricoltore ha citato in giudizio un Comune per i danni derivanti dalla omessa manutenzione di una strada di accesso alla sua azienda, che lo costringeva a un percorso molto più lungo. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda per mancata prova del nesso causale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ritenendo la motivazione del giudice di merito 'apparente' e insufficiente, soprattutto nel negare valore probatorio alla consulenza di parte e nel rigettare l'istanza di una perizia d'ufficio senza un'adeguata giustificazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Danni da fauna selvatica: la Regione paga sempre?
Un automobilista subisce danni da fauna selvatica a causa di un impatto con un capriolo. La Cassazione chiarisce che la responsabilità dell'Ente Regionale va inquadrata nell'art. 2052 c.c. (responsabilità oggettiva) e non nell'art. 2043 c.c., cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente escluso il risarcimento.
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Responsabilità extracontrattuale: quando è esclusa?
Un'azienda manifatturiera, che occupava un capannone in comodato gratuito, ha subito danni per un'inondazione dovuta a problemi al tetto. Ha citato in giudizio la società di leasing proprietaria dell'immobile per responsabilità extracontrattuale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La responsabilità della proprietaria è stata esclusa perché l'occupazione dell'immobile era avvenuta senza la sua autorizzazione e l'azienda utilizzatrice era pienamente consapevole dei rischi, avendoli volontariamente assunti.
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Danno da omessa manutenzione: la PA paga i danni
Un proprietario di un immobile ha citato in giudizio una Regione e un Comune per i danni subiti dalla sua abitazione a causa dell'erosione costiera, attribuita a un'omessa manutenzione del litorale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, il quale può condannare la Pubblica Amministrazione non solo al risarcimento economico, ma anche all'esecuzione dei lavori necessari per eliminare la causa del danno. La decisione si fonda sul principio che la PA, quando non esercita poteri autoritativi ma gestisce beni pubblici, è tenuta a rispettare il dovere generale di non recare danno a terzi, proprio come un privato cittadino.
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Responsabilità del notaio: la Cassazione sulla calunnia
La Cassazione conferma la condanna per calunnia a un soggetto che aveva falsamente accusato un professionista di diffamazione. La sentenza sottolinea la responsabilità del notaio che non può rogare atti se consapevole del pregiudizio a terzi, anche se l'atto non è nullo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché basato su questioni di fatto.
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Responsabilità appaltatore: doveri dopo i lavori
La Corte di Cassazione conferma la condanna per disastro colposo dell'amministratore di una società costruttrice. La sentenza stabilisce che la responsabilità dell'appaltatore non cessa con la fine dei lavori se lascia opere provvisorie palesemente inadeguate e pericolose. Anche a distanza di anni e con il subentro di altre ditte, chi ha creato il pericolo originario resta responsabile per gli eventi dannosi che ne conseguono.
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Riconoscimento vizi: prescrizione da annuale a decennale
Una recente ordinanza della Cassazione stabilisce che il riconoscimento vizi da parte del venditore, anche tramite un comportamento concludente come l'inizio di una riparazione, modifica la prescrizione dell'azione di garanzia. Il termine non è più quello breve di un anno dalla consegna, ma l'ordinario termine decennale. La Corte ha anche chiarito che la responsabilità del produttore per prodotto difettoso non viene meno con un semplice avviso al venditore, ma richiede un'azione efficace verso il consumatore finale.
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Danno da esecuzione materiale: la giurisdizione è civile
La Corte di Cassazione, in un caso di danno da esecuzione materiale di un ordine di demolizione, ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario. La richiesta di risarcimento non contestava l'atto amministrativo, ma le modalità lesive dell'operazione, configurando un illecito civile.
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