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Neminem Laedere

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56 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Movida e rumore: confermata la Responsabilità del Comune per immissioni
La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità del Comune per immissioni di rumore intollerabili provenienti da una strada pubblica. Il caso riguardava i disagi subiti da due residenti a causa degli schiamazzi notturni degli avventori di locali pubblici. Secondo la Corte, il Comune, in qualità di proprietario della strada, ha il dovere di gestirla in modo da non ledere i diritti fondamentali dei cittadini, come la salute e la quiete. Questo obbligo deriva dal principio generale di non danneggiare gli altri ('neminem laedere') e non richiede una norma specifica che imponga la vigilanza. Di conseguenza, il Comune può essere condannato a prendere provvedimenti per ridurre il rumore e a risarcire i danni subiti dai residenti.
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Crollo Muro di Sostegno: Condominio Salvo, Paga il Privato
La Corte di Cassazione affronta un caso tragico di decesso causato dal crollo di un muro. La questione centrale era definire la proprietà e, di conseguenza, la responsabilità del manufatto. Il muro sosteneva un giardino di proprietà esclusiva, ma era adiacente a un edificio condominiale. La Corte ha stabilito che la responsabilità crollo muro di sostegno ricade interamente sul proprietario del fondo superiore (il giardino). Ha chiarito che un muro con funzione di contenimento di una proprietà privata non rientra tra le parti comuni del condominio, anche se fisicamente collegato ad esso. La responsabilità del proprietario è stata quindi confermata sulla base dell'art. 2053 c.c. per rovina di edificio.
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Prospetto Falso: Banca vince per responsabilità extracontrattuale
Alcuni risparmiatori hanno perso l'intero capitale investito in azioni a causa di un prospetto informativo falso diffuso dalla banca. I loro eredi hanno chiesto il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della banca in caso di offerta pubblica non è precontrattuale, ma si tratta di responsabilità extracontrattuale. Questo perché la banca viola il dovere generico di non danneggiare il pubblico dei risparmiatori, non un obbligo derivante da una trattativa diretta. Di conseguenza, si applica la prescrizione breve di cinque anni, decorrente dal momento in cui il danno si è manifestato (l'azzeramento delle azioni). Poiché gli eredi hanno agito oltre tale termine, la loro richiesta è stata respinta e la banca ha vinto la causa.
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Danni da suolo pubblico: la P.A. risponde al Giudice Ordinario
Un condominio cita in giudizio un Comune per danni da infiltrazioni provenienti da un'area pubblica sovrastante i box privati. Il Comune sostiene la competenza del giudice amministrativo, richiamando una vecchia convenzione urbanistica. La Corte di Cassazione, decidendo sul riparto di giurisdizione, stabilisce la competenza del giudice ordinario. La richiesta di risarcimento non riguarda un atto di potere della Pubblica Amministrazione, ma un danno causato dalla cattiva manutenzione di un bene. In questi casi, l'Ente pubblico agisce come un qualsiasi proprietario privato ed è soggetto alle stesse regole di responsabilità civile.
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Vigilanza omessa Consob: Risparmiatore vince, l’Autorità paga
Una risparmiatrice perde i propri investimenti effettuati tramite società di intermediazione finanziaria e fa causa alla Consob, l'autorità di vigilanza. L'accusa è di aver autorizzato e poi omesso i controlli su queste società, nonostante gravi irregolarità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'Autorità, stabilendo un principio chiave sulla Vigilanza omessa Consob: una volta che il danneggiato lamenta una radicale assenza di controlli, spetta alla Consob dimostrare di aver agito correttamente. L'omissione dei doveri di vigilanza costituisce un illecito che obbliga al risarcimento del danno. La Consob ha perso la causa ed è stata condannata a risarcire la risparmiatrice.
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Lesioni da omessa manutenzione veicolo: condannato per un faro rotto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per le lesioni provocate a una passante. La donna si era ferita urtando una sporgenza tagliente del proiettore dell'auto, parcheggiata vicino a un cancello. La sentenza chiarisce che la responsabilità non deriva dalla violazione del divieto di sosta, ma dal mancato rispetto di un obbligo generale di manutenzione. Il proprietario è colpevole per le lesioni da omessa manutenzione veicolo, poiché ha creato un pericolo per gli altri non riparando un difetto evidente. Questo dovere di diligenza vale sempre, anche quando il veicolo è fermo e in un'area privata.
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Riscossione illegittima: risarcimento dal Fisco, decide il giudice civile
Un contribuente chiede la cancellazione di un fermo amministrativo e di un'ipoteca iscritti dall'Agente della Riscossione, oltre al risarcimento dei danni. La richiesta si basa sul fatto che le cartelle esattoriali a fondamento di tali misure erano già state annullate con sentenze definitive. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce un principio fondamentale: la domanda di risarcimento danni da riscossione illegittima non appartiene alla giurisdizione del giudice tributario, ma a quella del giudice ordinario. La causa, infatti, non riguarda più la validità del tributo, ma un comportamento illecito dell'ente che ha agito pur in assenza di un titolo valido, causando un danno ingiusto al cittadino.
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Strada chiusa, attività fallita: la Responsabilità della P.A.
Un commerciante è costretto a chiudere la sua attività perché la strada di accesso viene chiusa a tempo indeterminato. La chiusura è dovuta al pericolo creato da un cavalcavia sovrastante, di proprietà di un Ente Pubblico, danneggiato e non riparato tempestivamente. La Corte di Cassazione stabilisce che la **Responsabilità della Pubblica Amministrazione** sussiste non solo per i danni diretti causati dai suoi beni, ma anche per i danni economici indiretti subiti da terzi a causa della sua negligenza e del ritardo nella manutenzione. L'Ente proprietario del cavalcavia aveva l'obbligo di agire per ripristinare la sicurezza e la viabilità, e la sua inerzia colposa può fondare una richiesta di risarcimento danni da parte del commerciante danneggiato.
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Risarcimento danni da provvedimento illegittimo: vince l’impresa
Un'impresa chiede il risarcimento dei danni alla Pubblica Amministrazione dopo aver investito risorse basandosi su un piano per attività estrattive, successivamente annullato per negligenza dell'ente stesso. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sul riparto di giurisdizione: la richiesta di **risarcimento danni da provvedimento illegittimo**, fondata sulla lesione dell'affidamento del privato, rientra nella competenza del giudice ordinario e non di quello amministrativo. Questo perché la causa non contesta il potere della P.A., ma il danno causato dal suo comportamento negligente, che ha deluso una legittima aspettativa. L'impresa vince quindi la questione sulla competenza e la causa torna al Tribunale civile per la decisione nel merito.
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Concessione abusiva di credito: banca condannata
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di un istituto di credito per la concessione abusiva di credito a favore di una società tessile in stato di decozione. La banca, finanziando un'impresa palesemente insolvente, ha permesso il mantenimento artificioso dell'attività, aggravando il dissesto patrimoniale a danno della massa dei creditori. La sentenza ribadisce la legittimazione del Curatore fallimentare ad agire contro la banca e chiarisce che la prescrizione quinquennale decorre dal momento in cui l'insufficienza patrimoniale diventa oggettivamente percepibile dai terzi, coincidente solitamente con la dichiarazione di fallimento.
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Rissa aggravata dalla morte: non sempre chi partecipa è colpevole
La Cassazione affronta un caso di rissa aggravata dalla morte. Durante una lite, un soggetto non identificato interviene e uccide uno dei partecipanti. La Corte stabilisce un principio fondamentale: non tutti i partecipanti alla rissa sono automaticamente responsabili della morte. L'aggravante scatta solo se l'evento letale era una conseguenza 'prevedibile in concreto' per ciascun corrissante. In questo caso, l'intervento improvviso e armato di un terzo ha reso l'omicidio un evento imprevedibile per gli altri. Di conseguenza, la Corte ha escluso la responsabilità per la rissa aggravata dalla morte, confermando che la semplice partecipazione a una zuffa non basta per rispondere delle sue conseguenze più tragiche e imprevedibili.
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Responsabilità Pubblica Amministrazione: il caso ipoteche
La Suprema Corte ha analizzato la Responsabilità Pubblica Amministrazione in merito alla richiesta di risarcimento danni per ipoteche iscritte senza preavviso nel 2011. La decisione chiarisce che l'illegittimità dell'atto non comporta automaticamente il risarcimento se manca l'elemento soggettivo della colpa dell'ente.
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Responsabilità committente pubblico: quando è esclusa?
Un condominio citava in giudizio un ente pubblico per danni da infiltrazioni, attribuendogli la responsabilità come committente. La Cassazione ha respinto il ricorso, escludendo la responsabilità del committente pubblico poiché l'impresa appaltatrice, titolare di un diritto di superficie, aveva operato in totale autonomia, senza alcuna ingerenza o potere di fatto da parte dell'ente sull'area e sui lavori.
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Giurisdizione Omissione Comune: decide il G.A.
Una società edilizia ha citato in giudizio un Comune per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata azione dell'ente nel ripristinare la viabilità di una strada pubblica, bloccata da un privato. La Corte di Cassazione, decidendo sulla questione della giurisdizione per omissione del Comune, ha stabilito che la competenza è del giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che la controversia non riguarda una semplice violazione del dovere di custodia, ma l'omesso esercizio di poteri autoritativi e discrezionali della pubblica amministrazione, ledendo così un interesse legittimo del privato.
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Giurisdizione Ordinaria: Danni da opere pubbliche
Un comune realizza dei lavori che causano danni strutturali e immissioni rumorose a un'abitazione privata. I proprietari agiscono in giudizio per ottenere il risarcimento e un'ordinanza che fermi i disturbi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del comune, confermando la giurisdizione ordinaria. La Corte ha stabilito che quando la causa non contesta le scelte della Pubblica Amministrazione, ma lamenta i danni derivanti dalla cattiva esecuzione materiale dell'opera, la competenza spetta al giudice civile, in quanto si verte in tema di lesione di diritti soggettivi.
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Immissioni rumorose: condanna della P.A. a un facere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente gestore stradale, confermando la sua condanna a installare barriere antirumore per proteggere i residenti da intollerabili immissioni rumorose. La Corte ha stabilito che il giudice ordinario può emettere una condanna ad un "facere" (un obbligo di fare) nei confronti della Pubblica Amministrazione quando questa, nella gestione dei suoi beni, viola il principio del "neminem laedere" e lede i diritti dei cittadini, senza che ciò costituisca un'indebita ingerenza nelle scelte amministrative. La presenza di un piano nazionale di lungo termine non è stata ritenuta una giustificazione sufficiente per procrastinare l'intervento.
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Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso P.A. e danni
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La Corte ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in un caso in cui alcuni cittadini chiedevano a un'amministrazione pubblica di eseguire lavori di consolidamento su un loro terreno, lasciato in stato di dissesto dopo l'esecuzione di opere pubbliche. La decisione si fonda sul principio che l'omissione della P.A. nel ripristinare il fondo costituisce un comportamento materiale che lede un diritto soggettivo, rientrando nella tutela generale contro i danni ingiusti (neminem laedere) e non nell'esercizio di poteri autoritativi.
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Risarcimento danni Agenzia Entrate: la giurisdizione
Una società ha richiesto il risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate per una presunta condotta illecita, separatamente dall'impugnazione dell'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la giurisdizione per tali cause spetta al giudice ordinario e non a quello tributario, poiché la domanda si fonda sulla lesione di un diritto soggettivo e sul principio generale del 'neminem laedere', esterno al rapporto tributario.
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Immissioni rumorose: Comune paga per feste in piazza
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un Comune per le immissioni rumorose prodotte da eventi estivi in una piazza. La sentenza chiarisce che l'interesse pubblico non può sacrificare il diritto alla quiete dei residenti oltre la soglia della normale tollerabilità, che va valutata caso per caso. Ai cittadini è stato riconosciuto un risarcimento per il danno subito, derivante dall'impossibilità di godere appieno della propria abitazione.
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