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Negozio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un negozio giuridico (o atto negoziale), in diritto è un atto di autonomia privata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due imputati condannati per furto in abitazione aggravato. I ricorrenti avevano precedentemente sottoscritto un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ottenendo una riduzione della pena. Successivamente, hanno impugnato la sentenza contestando i criteri di commisurazione della sanzione. La Suprema Corte ha stabilito che, una volta perfezionato il concordato in appello, non è possibile contestare unilateralmente la misura della pena concordata, a meno che questa non risulti palesemente illegale.
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Concordato in appello: pena non impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione sulla quantificazione della pena, ma la Corte ha ribadito che l'accordo sulla sanzione, una volta ratificato dal giudice, non può essere contestato unilateralmente. Il concordato in appello costituisce un negozio processuale vincolante che preclude successive impugnature sul merito della pena concordata, salvo i casi di illegalità della stessa.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei limiti dell'impugnazione in caso di patteggiamento. Un amministratore unico, condannato per bancarotta fraudolenta documentale, ha proposto ricorso lamentando l'incongruità della pena e il mancato riconoscimento del massimo delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la determinazione della pena e il bilanciamento delle circostanze sono frutto di un accordo tra le parti. Tali elementi non possono essere contestati in sede di legittimità, a meno che la pena non risulti illegale in senso stretto.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di contestare la propria responsabilità e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello è un negozio processuale vincolante: una volta che le parti concordano sulla pena e rinunciano ai motivi di merito, la decisione non può essere impugnata unilateralmente, salvo il caso di illegalità della pena stessa.
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Concordato in appello: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un **concordato in appello**, ha tentato di contestare il mancato riconoscimento di un'attenuante e l'eccessività della pena. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena, una volta ratificato dal giudice, costituisce un negozio processuale vincolante e non può essere modificato unilateralmente, a meno che la pena concordata non risulti illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per reati legati agli stupefacenti. L'imputato contestava la misura della pena e la mancata applicazione di attenuanti, nonostante avesse precedentemente concordato la sanzione con il Pubblico Ministero. La Suprema Corte ha chiarito che il concordato in appello vincola le parti: una volta che il giudice ratifica l'accordo, la pena non può essere contestata unilateralmente, salvo i rari casi di illegalità della sanzione o vizi nella formazione della volontà.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. Nonostante l'accordo sulla pena raggiunto in secondo grado per reati inerenti gli stupefacenti, la difesa aveva tentato di contestare la misura della sanzione e i criteri di calcolo ex art. 133 c.p. La Suprema Corte ha ribadito che il concordato in appello costituisce un negozio processuale vincolante: una volta che le parti hanno liberamente pattuito la pena e il giudice l'ha ratificata, non è possibile contestarne la congruità in sede di legittimità, salvo il caso di pena illegale o vizi nella formazione della volontà.
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