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Negozio In Frode Alla Legge

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto giuridico che, pur essendo formalmente lecito e rispettoso della lettera della legge, viene utilizzato per raggiungere un risultato vietato da una norma imperativa, eludendone lo scopo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione di ramo d’azienda: valida anche se solo di supporto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Cessione di ramo d'azienda in cui l'acquirente, poi fallito, ne chiedeva la nullità. L'accusa era che il ramo ceduto non avesse autonomia funzionale e che l'operazione fosse un espediente per eludere le norme sui licenziamenti collettivi (negozio in frode alla legge). La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il complesso di beni e attività trasferito, sebbene svolgesse funzioni di supporto, costituiva un'organizzazione imprenditoriale autonoma. Di conseguenza, la cessione è stata ritenuta valida. L'Azienda Acquirente ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Divieto del patto commissorio: nullo il preliminare-garanzia
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di compravendita immobiliare poiché utilizzato per eludere il divieto del patto commissorio. Una promissaria acquirente aveva citato in giudizio il venditore per ottenere il trasferimento forzoso di due immobili. Il venditore si era difeso eccependo che il contratto non era una vera vendita, ma una garanzia impropria per un debito pregresso di una società terza. I giudici di merito, basandosi su testimonianze e sulla mancanza di prova del pagamento del prezzo, hanno accertato che l'operazione mirava a trasferire i beni solo in caso di inadempimento del debito. La Suprema Corte ha ribadito che qualunque schema negoziale, anche se complesso o basato su più contratti collegati, è nullo se finalizzato a coartare il debitore attraverso la perdita della proprietà in favore del creditore.
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Patto commissorio: quando il trasferimento di azioni è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29586/2023, ha chiarito le condizioni per determinare la nullità di un trasferimento di partecipazioni societarie per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un debitore che sosteneva la nullità del trasferimento di sue quote a favore del creditore, stabilendo che per configurare un patto commissorio vietato non è sufficiente il trasferimento a scopo di garanzia, ma è necessaria la prova di ulteriori elementi, come la sproporzione tra il valore del bene e l'importo del debito, e un nesso funzionale tra il trasferimento e l'inadempimento. Inoltre, la Corte ha confermato che la prescrizione per la ripetizione degli interessi usurari decorre da ogni singolo pagamento.
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Patto star del credere: nullo l’accordo che aggira la legge
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un accordo che, simulando una cessione di merci, trasferiva di fatto il rischio di insolvenza dei clienti sull'agente. Questa pratica è stata considerata un'elusione del divieto di patto star del credere. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame. Sono stati invece respinti gli altri motivi di ricorso, relativi alla giusta causa di recesso, alla validità del patto di non concorrenza senza corrispettivo e al compenso per l'attività di incasso.
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Mutuo solutorio: quando è valido anche se estingue debiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un creditore che contestava la validità di due finanziamenti concessi a una società poi fallita. Il ricorrente sosteneva la nullità dei contratti, ritenendo che fossero un mero artificio per trasformare debiti pregressi non garantiti in crediti ipotecari, senza un'effettiva erogazione di denaro. La Corte ha stabilito che il cosiddetto mutuo solutorio è valido. Il perfezionamento del contratto avviene con l'accredito della somma sul conto corrente del mutuatario, che ne acquisisce così la disponibilità giuridica. L'immediato utilizzo di tale somma per estinguere un debito preesistente con la stessa banca non inficia la validità del mutuo, ma rappresenta un atto dispositivo successivo e distinto.
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Condono tombale: non blocca la verifica sui crediti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società che, dopo aver posto in essere operazioni finanziarie complesse per creare crediti d'imposta fittizi, ha richiesto un condono tombale. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il condono, ritenendolo un atto in frode alla legge. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo un principio fondamentale: il condono tombale definisce i debiti fiscali del contribuente ma non sana né rende intoccabili i crediti d'imposta, che l'Amministrazione Finanziaria ha sempre il potere di verificare e contestare.
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Patto commissorio: vendita con riscatto nulla
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto di compravendita immobiliare con patto di riscatto. La Corte ha stabilito che l'operazione non costituiva una reale vendita, ma un modo per aggirare il divieto di patto commissorio, in quanto la sua unica funzione era quella di garantire un debito preesistente. La sproporzione tra il prezzo di vendita e il valore del bene, insieme ad altri indizi, ha rivelato la natura illecita dell'accordo, che mirava a far acquisire la proprietà al creditore in caso di inadempimento del debitore.
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