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Negotium Mixtum Cum Donatione

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un contratto misto, come una compravendita, in cui il prezzo è volutamente fissato a un valore molto inferiore a quello di mercato, con lo scopo di arricchire l'acquirente della differenza. Costituisce una forma di donazione indiretta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Eredità Contesa: La Lesione di legittima e le Donazioni Nascoste
Una coniuge ha agito in giudizio per tutelare la sua **lesione di legittima** contro gli eredi del marito. Il defunto aveva effettuato donazioni indirette (vendite a prezzi irrisori, configurando un *negotium mixtum cum donatione*) e disposizioni testamentarie che avevano ridotto la quota spettante alla moglie. La Corte di Cassazione ha confermato che la domanda di riduzione delle donazioni non era nuova, anche se inizialmente era stata richiesta la collazione, poiché i fatti erano già stati esposti. Ha ribadito che il legittimario, agendo per la **lesione di legittima**, è considerato terzo e può provare la simulazione con ogni mezzo. La Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando il diritto della coniuge a ricevere un risarcimento per la quota di eredità lesa.
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Donazione Dissimulata: Il Testamento Svela la Falsa Vendita al Figlio
Un Padre Defunto aveva "venduto" un immobile al Figlio Acquirente. Nel suo testamento pubblico, il Padre Defunto dichiarò di aver in realtà donato il bene al figlio, senza ricevere alcun corrispettivo. Gli Altri Eredi hanno contestato questa vendita, sostenendo fosse una donazione dissimulata per ledere la loro quota di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato che la dichiarazione nel testamento costituisce una valida confessione stragiudiziale. Questa confessione prova la simulazione della compravendita e la natura gratuita della donazione, anche se il Figlio Acquirente aveva estinto un'ipoteca sul bene. Il ricorso del Figlio Acquirente è stato rigettato.
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Azione di riduzione: restituzione in natura o risarcimento?
Le Sorelle Coeredi hanno promosso un'azione di riduzione contro Il Fratello Acquirente, contestando la vendita della nuda proprietà di due immobili da parte della madre come donazione indiretta lesiva della loro quota di legittima. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando il fratello a versare una somma in denaro alla comunione ereditaria e disponendo la vendita degli immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fratello, stabilendo che la reintegrazione della legittima deve avvenire preferibilmente in natura e non in denaro, per evitare una doppia e ingiusta quantificazione del danno. Inoltre, la Corte ha chiarito che la riduzione giova solo ai coeredi che hanno effettivamente agito in giudizio, escludendo i fratelli rimasti contumaci. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Negozio misto con donazione: finta vendita e vera eredità
Un uomo ha citato in giudizio la sorella per far accertare che la vendita delle quote della farmacia di famiglia, effettuata dalla madre prima di morire, nascondesse in realtà una donazione. La Corte d'Appello ha accertato che le quote, del valore di quasi due milioni di euro, erano state cedute a meno della metà del loro valore reale. I giudici hanno quindi qualificato l'operazione come un negozio misto con donazione per la parte di valore non pagata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della sorella. La Suprema Corte ha chiarito che per calcolare il valore reale delle quote societarie occorre considerare anche l'avviamento e il valore della licenza commerciale dell'azienda.
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Donazione dissimulata: quando il prezzo basso non annulla la vendita
Un procuratore, autorizzato a vendere un immobile anche a se stesso, stipula l'atto pagando il prezzo tramite la cessione di una statua di bronzo. La Società proprietaria contesta l'operazione, ritenendo che l'atto nasconda una donazione dissimulata, vietata dalla procura. La Corte d'Appello dichiara nullo il trasferimento, ritenendo il prezzo simbolico e la dilazione di pagamento assurda. La Cassazione ribalta la decisione: la presenza di un prezzo pattuito, anche se inferiore al valore di mercato, esclude la donazione dissimulata. Al massimo si configura un negozio misto con donazione, che resta un atto a titolo oneroso valido nei limiti della procura. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Donazione Indiretta: Conto Cointestato Valido Senza Notaio
Un erede ha contestato il trasferimento di ingenti somme, effettuato dal defunto su un conto corrente appositamente aperto e cointestato con una terza persona. L'erede sosteneva che si trattasse di una donazione nulla per mancanza della forma dell'atto pubblico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'operazione costituisce una valida **donazione indiretta**. I giudici hanno chiarito che l'arricchimento del beneficiario non avviene con un semplice ordine di bonifico, ma attraverso l'utilizzo dello strumento contrattuale del conto cointestato. Questo meccanismo non richiede le forme solenni previste per la donazione diretta, risultando quindi pienamente valido ed efficace.
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Simulazione della compravendita: azienda salva per l’acquirente
Un erede contesta il trasferimento di una redditizia farmacia dal padre a un fratello, sostenendo la simulazione della compravendita per mascherare una donazione lesiva della sua quota ereditaria. Mentre l'attore rivendica l'assenza di un reale pagamento, il convenuto dimostra di aver versato un corrispettivo, accollato debiti e garantito una rendita vitalizia al genitore. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la vendita a un prezzo inferiore al valore di mercato non configura automaticamente una donazione indiretta. Per provare la simulazione della compravendita è necessaria una sproporzione significativa tra le prestazioni e la chiara volontà di arricchire l'acquirente. I giudici confermano la validità dell'atto oneroso, tutelando l'accordo originario contro le pretese successorie.
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Azione revocatoria: spese legali e costi CTU
Una società creditrice ha ottenuto la revoca di una vendita immobiliare tra una debitrice e sua madre. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice, confermando che la prova della consapevolezza di arrecare un danno (scientia damni) tramite presunzioni, come il legame familiare, è una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità. L'ordinanza chiarisce anche un importante principio sull'azione revocatoria: il giudice può compensare parzialmente le spese legali, ma addebitare per intero i costi della consulenza tecnica (CTU) alla parte soccombente.
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Contratto preliminare: la Cassazione decide sul prezzo
Una società costruttrice cita in giudizio un acquirente per terminare un contratto preliminare relativo a un immobile venduto a un prezzo di favore. La società invoca la rescissione per lesione e l'inadempimento dell'acquirente, il quale, a sua volta, richiede l'esecuzione del contratto e il pagamento di una penale per il ritardo. La Corte di Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, consolidando i principi sulla nullità della diffida che esige un prezzo maggiorato e chiarendo che la penale per il ritardo si interrompe alla data indicata nel contratto (verbale di fine lavori), non necessariamente alla consegna effettiva.
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Donazione indiretta: la Cassazione sulla vendita
Un venditore trasferisce la proprietà di un immobile in due fasi a un acquirente, sostenendo di non aver mai ricevuto il pagamento pattuito tramite assegni. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando la qualificazione del rapporto come una donazione indiretta con intento remuneratorio, data l'esistenza di precedenti debiti del venditore verso l'acquirente. Il mancato incasso degli assegni è stato ritenuto non decisivo per invalidare il trasferimento.
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Retratto agrario: limiti del giudizio di Cassazione
In un caso di retratto agrario, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, ribadendo un principio fondamentale: il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito. La Corte ha stabilito di non poter riesaminare le valutazioni di fatto compiute dai giudici di appello, come la qualificazione del contratto di vendita e l'effettiva contiguità dei fondi. La decisione sottolinea che le contestazioni basate su una diversa interpretazione delle prove sono precluse in sede di Cassazione, la cui funzione è garantire la corretta applicazione della legge, non rivedere i fatti.
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Donazione indiretta e calcolo della legittima: la Cassazione
Una nipote ha agito in giudizio per la lesione della sua quota di legittima, sostenendo che due compravendite immobiliari effettuate dai nonni a favore della cugina e del di lei marito costituissero in realtà una donazione indiretta. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14211/2024, ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo, ai fini del calcolo della quota di riserva, devono essere considerate tutte le donazioni effettuate dal defunto, incluse quelle a favore di non coeredi, attraverso l'operazione di riunione fittizia. Secondo, il valore dei beni donati e di quelli relitti deve essere stimato al momento dell'apertura della successione, tenendo conto di tutte le loro caratteristiche, inclusa la potenziale capacità edificatoria. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva escluso dal calcolo la donazione al non coerede e aveva valutato i beni in modo errato.
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Responsabilità avvocato: la scelta strategica errata
La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità dell'avvocato che, per tutelare la quota di legittima di un erede, ha intrapreso un'azione cautelare basandosi su un orientamento giurisprudenziale obsoleto, invece di utilizzare il rimedio corretto e consolidato dell'azione di riduzione. La Corte ha stabilito che ignorare il 'diritto vivente' costituisce colpa professionale, ribaltando la decisione della Corte d'Appello che aveva assolto il legale.
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Azione di riduzione: l’ordine corretto da seguire
Un figlio, escluso dal testamento, intenta una causa per ridurre presunte donazioni simulate fatte dal padre. La Corte di Cassazione respinge la sua richiesta, chiarendo che l'azione di riduzione deve essere prima diretta contro le disposizioni testamentarie a favore dell'erede designato, specialmente quando il patrimonio ereditario è cospicuo. Solo se tale patrimonio è insufficiente, si possono contestare le donazioni.
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Imposta di donazione: no alla sostanza economica
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento che applicava l'imposta di donazione a un'operazione di aumento di capitale con riserva sovrapprezzo. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, rileva l'interpretazione basata sugli effetti giuridici dell'atto registrato e non sulla sua sostanza economica. La creazione di una riserva sovrapprezzo è uno strumento legittimo che incrementa il patrimonio della società conferitaria e non costituisce un arricchimento diretto e immediato per il socio preesistente, escludendo così l'applicazione dell'imposta di donazione.
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