Un'Azienda di Eventi ha ingiunto un Ente Religioso per il noleggio di una tendostruttura. L'Ente ha contestato, affermando di aver acquistato il bene e di aver già pagato, producendo un documento poi risultato falso. Solo in seguito, l'Ente ha sollevato l'eccezione di Rappresentanza senza poteri, sostenendo che il proprio rappresentante avesse agito senza autorizzazione (come falsus procurator). La Corte d'Appello aveva accolto questa tesi. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che la Rappresentanza senza poteri non è un'eccezione rigida. Il comportamento dell'Ente, che inizialmente aveva ratificato l'operato del rappresentante sostenendo l'acquisto, ha reso inammissibile la successiva contestazione. La causa è rinviata per una nuova valutazione.
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