La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno confermato la legittimità della proroga biennale dei termini di accertamento legata al condono fiscale del 2002, applicabile anche a chi non ha usufruito della sanatoria. Inoltre, la Corte ha stabilito che la motivazione per relationem, ovvero il rinvio dell'atto impositivo al verbale della Guardia di Finanza, è pienamente valida. Questa modalità non richiede una nuova valutazione autonoma da parte dell'ufficio, poiché esprime una condivisione dei fatti già noti al contribuente, garantendo il diritto di difesa. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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