Un padre e un figlio vengono condannati in appello per detenzione di stupefacenti, e il padre anche per istigazione alla corruzione. La Corte di Cassazione, pur confermando la condanna per corruzione, annulla quella per droga a causa di un vizio di motivazione. La Corte d'appello, infatti, non aveva risposto adeguatamente ai specifici motivi di ricorso della difesa riguardo l'attribuzione della droga, limitandosi a un generico rinvio alla sentenza di primo grado. Il caso è stato quindi rinviato per un nuovo giudizio limitatamente ai reati di droga.
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