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Momento Impositivo

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'istante preciso in cui si verifica il presupposto di un tributo (es. IVA), facendo sorgere l'obbligazione tributaria e i relativi adempimenti, come l'emissione della fattura.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Momento impositivo della permuta: fisco contro costruttore
Una società edile si impegna a costruire e trasferire 54 immobili a dei privati in cambio di un terreno (permuta di bene presente con bene futuro). A causa dell'inadempimento della società, i privati ottengono dal Tribunale il trasferimento coattivo degli immobili tramite sentenza. L'Agenzia delle Entrate accerta l'omessa dichiarazione delle imposte per l'anno di pubblicazione della sentenza. La Cassazione stabilisce che il momento impositivo della permuta coincide con la pubblicazione della sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., anche se non ancora definitiva, poiché l'altra parte ha già interamente eseguito la propria prestazione. La base imponibile deve basarsi sul valore pattuito nel preliminare. Vince l'Agenzia delle Entrate.
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Momento impositivo IVA tra firma del contratto e incasso effettivo
Una società di gestione del risparmio ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'omesso versamento dell'IVA per l'anno 2005, in relazione alla cessione di alcuni immobili pubblici. La società sosteneva che le vendite fossero sottoposte alla condizione sospensiva del mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero dei beni culturali, e che il prezzo fosse stato incassato solo nel 2006. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento. I giudici hanno chiarito che, per determinare il corretto momento impositivo IVA nelle compravendite immobiliari condizionate, è necessario individuare con precisione quando si realizza l'effetto traslativo della proprietà. Non avendo la società fornito tale prova, l'imposta è stata legittimamente richiesta per l'anno di stipula dei contratti.
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Momento impositivo IVA: fattura mensile o al pagamento? Caso sospeso
Una società che fornisce servizi di trasporto gas ('vettoriamento') ha ricevuto un avviso di accertamento per non aver fatturato mensilmente le sue prestazioni. I giudici di secondo grado hanno dato ragione all'azienda, legando l'obbligo di fatturazione al momento del pagamento. L'Agenzia delle Entrate ha però fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che per legge i servizi continuativi vanno fatturati mese per mese. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità della questione sul corretto momento impositivo IVA servizi continuativi, ha sospeso la decisione e rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito. Al momento, non c'è un vincitore definitivo.
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Aliquota IVA agevolata: quando spetta nelle permute
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento relativo all'applicazione dell'aliquota IVA agevolata del 10% su una permuta immobiliare. L'operazione prevedeva l'acquisto di un terreno in cambio della futura cessione di quattro appartamenti da costruire. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene l'aliquota ridotta possa applicarsi a beni futuri e in presenza di fatturazione anticipata, essa richiede un requisito soggettivo fondamentale: il destinatario deve essere un privato che acquista per soddisfare esigenze abitative. Poiché il cessionario era una società commerciale, il beneficio è stato negato, confermando l'aliquota ordinaria.
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Vendita auto mascherata: quando scatta l’obbligo IVA?
Una concessionaria di auto forniva veicoli a clienti per lunghi periodi di 'prova', ritardando l'emissione della fattura di anni. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato questa pratica come una vendita auto mascherata, volta a differire il pagamento dell'IVA. La Corte di Cassazione ha confermato che il momento impositivo IVA sorge con la consegna del bene, poiché la vendita si perfeziona con il consenso delle parti e non con la successiva registrazione formale, rigettando il ricorso dell'azienda.
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Momento impositivo: quando si perfeziona la vendita?
Una concessionaria di autoveicoli è stata sanzionata per aver posticipato la fatturazione delle vendite, considerando le auto come "in prova" per lunghi periodi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ai fini della determinazione del momento impositivo, la vendita si perfeziona con il consenso delle parti e la consegna del bene, non con la successiva registrazione al PRA. Tale pratica è stata considerata elusiva.
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Momento impositivo IVA: auto in prova, quando scatta?
Una concessionaria auto ritardava la fatturazione IVA per veicoli consegnati in 'prova' per lunghi periodi. La Cassazione ha stabilito che il momento impositivo IVA sorge con la consegna del bene e l'incasso di acconti, non alla futura e formale voltura. La pratica è stata ritenuta elusiva.
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Momento impositivo: la vendita auto e le prassi elusive
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una concessionaria di auto che ritardava la fatturazione attraverso lunghi periodi di "prova" per i clienti. La Corte ha stabilito che questa pratica costituisce una strategia elusiva, chiarendo che il momento impositivo ai fini IVA e delle imposte dirette sorge con la consegna del veicolo e non con la successiva registrazione formale. L'ordinanza ha confermato la pretesa fiscale, respingendo il ricorso della società e ribadendo principi fondamentali su causa del contratto, onere della prova e inerenza dei costi.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo che la Corte avesse travisato le conclusioni di una corte d'appello sul momento impositivo di una compravendita immobiliare e sulla sussistenza di un giudicato esterno. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la valutazione giuridica, anche se errata, non costituisce l'errore di fatto revocatorio, il quale deve essere una pura svista percettiva su un dato processuale.
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Momento impositivo imposte ipotecarie: la nuova legge
Due eredi si vedono negare l'agevolazione 'prima casa' su un immobile ereditato perché già proprietari di un altro. La legge era cambiata tra la data del decesso e la presentazione della dichiarazione di successione. La Cassazione ha stabilito che per le imposte ipotecarie e catastali, il momento impositivo è quello dell'esecuzione delle formalità di trascrizione, non la data di apertura della successione. Di conseguenza, si applica la legge più recente e favorevole ai contribuenti.
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Momento impositivo permuta: quando si pagano le tasse?
La Corte di Cassazione affronta il tema del momento impositivo in una permuta immobiliare tra un terreno e appartamenti da costruire. La controversia nasce da un pagamento aggiuntivo per una porzione di immobile venuta a esistenza in un anno successivo a quello del contratto principale. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non considerare il fatto decisivo della reale venuta ad esistenza del bene, che determina il corretto momento impositivo della permuta. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Tassazione earn-out: vale la data della cessione
Un imprenditore cede le sue quote societarie nel 2011, pattuendo un prezzo composto da una parte fissa e una parte variabile (earn-out) da incassare nel 2012 e 2013. Nel frattempo, l'aliquota fiscale sulle plusvalenze aumenta dal 12,5% al 20%. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15944/2025, stabilisce che per la tassazione earn-out si applica l'aliquota in vigore al momento della stipula del contratto di cessione (2011), e non quella vigente al momento dell'effettivo incasso. La Corte ha chiarito che il momento di 'realizzo' della plusvalenza, che fissa il regime fiscale, è la data della vendita, mentre il principio di cassa determina solo il periodo d'imposta in cui dichiarare il reddito.
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Ultimazione dei lavori e IMU: la Cassazione decide
Un comune ha richiesto il pagamento dell'IMU per un nuovo parco eolico per l'intero anno di costruzione. La società proprietaria si è opposta, sostenendo che l'impianto fosse stato completato solo a fine anno. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che il presupposto per l'imposta è la data di ultimazione dei lavori. Poiché il possesso dell'immobile ultimato nel mese finale dell'anno è durato meno di quindici giorni, l'IMU per quell'anno non era dovuta.
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