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Modus

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine latino che indica un onere o un'obbligazione imposta dal testatore al beneficiario di una disposizione testamentaria (erede o legatario), che deve essere adempiuta per godere pienamente del lascito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Donazione modale tradita: risarcito il danno morale
Una donna dona un immobile di valore a un'associazione benefica, imponendo l'obbligo di ristrutturarlo per creare una casa-famiglia per anziani e bisognosi. L'ente ricevente non realizza l'opera concordata nei termini stabiliti. La donante subisce una profonda sofferenza morale per il mancato raggiungimento del fine altruistico. L'erede testamentario della donna cita in giudizio l'ente e il suo presidente. I giudici riconoscono il risarcimento del danno morale causato dall'inadempimento. La Suprema Corte conferma la decisione e respinge il ricorso dell'ente. L'inadempimento dell'onere in una donazione modale lede valori costituzionali di solidarietà sociale e genera un risarcimento economico.
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Comodato precario: quando restituire l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della decisione di merito che ha qualificato come comodato precario il rapporto tra due fratelli relativo all'occupazione di un immobile. Nonostante il versamento di somme periodiche, queste sono state interpretate come meri rimborsi spese o oneri accessori (modus) che non alterano la gratuità del contratto. Essendo un comodato precario ai sensi dell'art. 1810 c.c., il proprietario ha diritto alla restituzione immediata del bene. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Rendita vitalizia: la tassazione corretta
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della tassazione come atto oneroso di un contratto di rendita vitalizia con cui due genitori hanno trasferito immobili alla figlia in cambio di assistenza. Nonostante i contribuenti sostenessero si trattasse di una donazione modale, i giudici hanno rilevato che l'ampiezza degli obblighi assistenziali (cura, vitto, alloggio e medicine) configurava un vero e proprio scambio commerciale. Ai sensi dell'Art. 20 del Testo Unico Registro, l'imposta si applica in base agli effetti giuridici oggettivi dell'atto, indipendentemente dal nome scelto dalle parti o dalle loro intenzioni soggettive.
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Azione revocatoria: la prova della donazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un'azione revocatoria, la mancata produzione dell'atto di donazione originale non impedisce l'accoglimento della domanda se l'atto è provato da altri elementi, come la nota di trascrizione, e la sua esistenza non è contestata. La Corte ha inoltre confermato che la donazione di un bene già ipotecato può comunque costituire 'eventus damni' (danno per il creditore), in quanto rende più incerta e difficile la soddisfazione del credito.
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Donazione modale: non è reddito ma liberalità indiretta
Una madre dona un'attività al figlio, imponendogli di versare una somma rateizzata al padre. L'Agenzia delle Entrate qualifica le somme come reddito, ma la Cassazione annulla l'accertamento. La Corte stabilisce che si tratta di una donazione modale, che realizza una liberalità indiretta dalla madre al padre, e quindi le somme non sono tassabili come reddito da lavoro dipendente.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui i ricorrenti hanno presentato una rinuncia al ricorso viziata nella forma. Nonostante il difetto formale, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, interpretando l'atto come una chiara manifestazione di sopravvenuta carenza di interesse a proseguire la causa, dato che le parti avevano raggiunto un accordo extragiudiziale. La decisione sottolinea come la volontà delle parti di porre fine alla lite possa prevalere sui vizi procedurali.
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Legittimazione passiva: Regione erede di debiti?
In una controversia relativa all'inadempimento di un onere testamentario, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio per esaminare una questione preliminare cruciale: la legittimazione passiva della Regione convenuta. Gli eredi di un testatore avevano citato in giudizio la Regione, succeduta a un ente di beneficenza soppresso che era stato nominato erede universale. I giudici di merito avevano rigettato la domanda per prescrizione. La Cassazione, tuttavia, ha sollevato d'ufficio il dubbio che la Regione, pur avendo acquisito i beni dell'ente, potrebbe non essere il soggetto corretto a cui richiedere l'adempimento degli obblighi, poiché una normativa speciale potrebbe aver trasferito le passività a un altro organo statale. La causa è stata quindi rimessa sul ruolo per consentire alle parti di discutere su questo specifico punto di diritto.
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Adeguamento canone: il Comune può richiederlo?
Un conduttore ha contestato la richiesta di adeguamento canone da parte di un Comune per un terreno che, nel tempo, aveva perso la sua destinazione agricola. Il conduttore sosteneva che il Comune non fosse il legittimo proprietario a causa del mancato adempimento di un onere testamentario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il conduttore non può contestare il titolo di proprietà del locatore per sottrarsi al pagamento e che la modifica della natura del terreno giustifica la richiesta di adeguamento del canone.
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