Una docente, assunta da GAE, aveva ottenuto ragione in appello lamentando un trattamento deteriore nella procedura di mobilità docenti 2016/2017 rispetto a colleghi con meno punti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso del Ministero. Ha stabilito che, per quella specifica procedura, l'assegnazione delle sedi non si basava su una graduatoria unica di punteggio, ma sull'ordine delle preferenze espresse dai candidati all'interno di fasi distinte, legittimando la procedura differenziata prevista dalla normativa e dalla contrattazione collettiva.
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