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Misure Di Prevenzione — Anno 2024

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65 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misure Di Prevenzione

Provvedimenti

Compatibilità misure prevenzione e cautelari: il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, stabilendo la piena compatibilità tra misure di prevenzione, come la sorveglianza speciale, e misure cautelari, come l'obbligo di firma. Il provvedimento chiarisce che non vi è sospensione automatica della prima misura, a meno che non sussista un'incompatibilità concreta nelle modalità di esecuzione. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Misure di prevenzione: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione di sorveglianza speciale. La Corte ha ribadito che, in questo ambito, il ricorso è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la logicità della motivazione con cui il giudice ha valutato la pericolosità sociale del soggetto, basata su gravi precedenti per droga e tentato omicidio.
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Revocazione confisca: la prova deve essere nuova
Un erede ha richiesto la revocazione della confisca di alcune azioni, sostenendo di aver scoperto di recente documenti che provavano un acquisto antecedente al periodo di pericolosità sociale del padre. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la conoscenza dei fatti era attribuibile al padre, soggetto originario della misura. Di conseguenza, la prova non poteva considerarsi "nuova" ai fini della revocazione confisca, in quanto l'erede subentra nel patrimonio cognitivo del defunto.
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Elezione di domicilio: obbligo anche per le misure?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26510/2024, ha stabilito che l'obbligo di elezione di domicilio previsto dall'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen., si applica anche ai ricorsi contro i decreti che dispongono misure di prevenzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l'appellante non aveva depositato la necessaria dichiarazione. La Corte ha chiarito che l'esenzione vale solo per i detenuti in carcere, non per chi è sottoposto a sorveglianza speciale.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su misure di prevenzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24822/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una decisione che applicava la sorveglianza speciale a un soggetto e la confisca di un immobile a un altro. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, volti a ottenere una nuova valutazione dei fatti sulla pericolosità sociale e sui presupposti della confisca, non sono ammessi nel giudizio di legittimità, confermando così le misure di prevenzione.
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Misure di prevenzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che il ricorso è limitato alla sola violazione di legge, che include la motivazione inesistente o apparente, ma non il semplice vizio di illogicità. La valutazione della pericolosità sociale, basata anche su procedimenti penali in corso per reati di bancarotta, è stata ritenuta adeguatamente motivata dalla corte di merito.
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Ricorso per Cassazione: limiti per misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. La sentenza chiarisce che il ricorso per Cassazione contro le misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. La Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello adeguata, in quanto basata su elementi concreti di pericolosità sociale derivanti da procedimenti penali in corso.
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Ricorso Cassazione Misure di Prevenzione: Limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione di sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione in materia di misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. La Corte ha ritenuto che la decisione impugnata fosse adeguatamente motivata, basandosi su una valutazione della pericolosità sociale attuale della ricorrente, desunta da una serie di illeciti fiscali e fallimentari commessi con continuità nel tempo.
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Competenza revocazione confisca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra le Corti d'Appello di Milano e Torino in materia di competenza per la revocazione della confisca di prevenzione. La sentenza stabilisce che per le confische disposte sotto il vigore del D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), la competenza a decidere sull'istanza di revocazione non spetta al giudice che ha emesso il provvedimento, ma alla Corte d'Appello individuata secondo i criteri dell'art. 11 cod. proc. pen., in questo caso quella di Milano.
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Misure di prevenzione: condanna per mafia è sufficiente?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'applicazione di una misura di prevenzione di sorveglianza speciale. La sentenza sottolinea che una condanna per associazione di tipo mafioso è un elemento sufficiente a giustificare tali misure, poiché presume una pericolosità sociale attuale, a meno che non vi sia prova di un effettivo abbandono delle logiche criminali da parte del soggetto.
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Competenza esecutiva prevenzione: decide il Tribunale
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra Tribunale e Corte d'Appello, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza esecutiva prevenzione. La Corte ha deciso che la competenza per le questioni successive a un provvedimento di prevenzione, come la liquidazione delle spese di custodia, spetta al giudice di primo grado che ha emesso la misura originaria, anche qualora tale misura sia stata successivamente revocata in appello. La decisione sottolinea che la competenza del giudice dell'esecuzione è legata alla genesi del provvedimento impositivo.
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Impugnazione misure prevenzione: il termine di 10 giorni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro il diniego di ammissione al controllo giudiziario. La decisione si fonda sulla tardività del ricorso, depositato oltre il termine perentorio di dieci giorni previsto per l'impugnazione in materia di misure di prevenzione, con conseguente condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Credito verso beni confiscati: i limiti alla prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'ammissione di un credito verso beni confiscati a una società. La decisione si fonda sulla mancanza di legittimazione del ricorrente, poiché i documenti non lo identificavano chiaramente come creditore. La Corte ha ribadito che, nelle procedure di prevenzione, il giudice ha un potere di mera verifica documentale e non può accertare l'esistenza di un credito in assenza di prove scritte con data certa anteriore al sequestro.
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Impugnazione misure di prevenzione: domicilio e validità
La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di eleggere domicilio per presentare appello, previsto dal codice di procedura penale, si applica anche all'impugnazione delle misure di prevenzione. La Corte ha chiarito che il decreto che applica tali misure ha natura sostanziale di sentenza, rendendo la formalità necessaria per l'ammissibilità del ricorso.
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Misure di prevenzione: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per presunti legami con la criminalità organizzata si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per le misure di prevenzione l'appello è consentito solo per violazioni di legge e non per una nuova valutazione dei fatti. Poiché la decisione del giudice di merito era basata su prove concrete e adeguatamente motivata, il ricorso è stato respinto.
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Appello contro rigetto: la via corretta per la confisca
Una società ha impugnato con ricorso per cassazione il provvedimento del Tribunale che negava la revoca di una confisca di immobili. La Corte di Cassazione ha riqualificato l'impugnazione come appello contro rigetto, stabilendo che questo è il mezzo corretto previsto dalla legge, e ha trasmesso gli atti alla Corte d'Appello competente.
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Ricorso straordinario: inammissibile per le confische
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20066/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto presentato contro una precedente decisione in materia di confisca di prevenzione. La Corte ha ribadito che tale rimedio è di natura eccezionale e può essere proposto solo a favore del 'condannato' nel contesto di un processo penale, escludendone l'applicabilità alle misure di prevenzione, che seguono un percorso giuridico distinto.
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Confisca per sproporzione: onere della prova familiari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un decreto di confisca per sproporzione. La sentenza ribadisce che per i beni intestati a familiari conviventi del proposto (soggetto a misura di prevenzione), vige una presunzione legale sulla disponibilità dei beni in capo a quest'ultimo. Spetta ai familiari fornire la prova rigorosa della provenienza lecita delle risorse economiche utilizzate per gli acquisti, prova che nel caso di specie non è stata raggiunta.
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Produzione documenti: i termini secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile la produzione documenti della difesa in un procedimento di prevenzione. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di cinque giorni prima dell'udienza vale per il deposito di memorie difensive, ma non per la produzione di documenti, per la quale l'unico limite è il rispetto del principio del contraddittorio. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Ricorso Cassazione Prevenzione: Limiti del Sindacato
Un individuo, soggetto a una misura di prevenzione personale, presenta ricorso contestando la valutazione sulla sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: nel procedimento di prevenzione, il ricorso per cassazione prevenzione è consentito solo per violazione di legge. Non è possibile contestare il merito della motivazione, a meno che non sia del tutto inesistente o meramente apparente, cosa non avvenuta nel caso di specie data l'ampia argomentazione della Corte d'Appello.
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