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Misura Ripristinatoria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una sanzione che non ha lo scopo di punire il colpevole, ma di ripristinare la situazione di legalità violata, come nel caso della demolizione che mira a ristabilire l'ordine urbanistico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordine di demolizione: perché la casa abusiva va abbattuta
Gli eredi di un immobile abusivo hanno chiesto di revocare l'ordine di demolizione disposto decenni prima. I ricorrenti sostenevano che la misura fosse ormai prescritta, lesiva del diritto all'abitazione e coperta da istanze di condono. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la validità del provvedimento. I giudici hanno chiarito che l'ordine di demolizione non è una pena ma una misura ripristinatoria a tutela del territorio, pertanto risulta imprescrittibile e vincola anche gli eredi del responsabile dell'abuso. La Suprema Corte ha inoltre precisato che il diritto all'abitazione non è assoluto e non protegge l'inerzia prolungata nella ricerca di un alloggio alternativo, confermando l'illegittimità dei condoni presentati previa suddivisione fittizia dell'immobile.
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Sospensione dell’ordine di demolizione: la lite sui costi non basta
Un cittadino ha realizzato quarantacinque box abusivi in lamiera zincata. Dopo la condanna definitiva, il Pubblico Ministero ha ordinato la demolizione delle opere. Il Tribunale ha concesso la sospensione dell'ordine di demolizione poiché era pendente un ricorso al TAR sulla quantificazione dei costi per la sanatoria. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, accogliendo il ricorso del Procuratore. I giudici hanno stabilito che la semplice pendenza di una causa sui costi della sanatoria non giustifica il blocco della demolizione. La sospensione dell'ordine di demolizione richiede infatti la prova concreta che il permesso di sanatoria sia imminente e altamente probabile, e che i tempi burocratici siano rapidissimi. Il caso torna ora al Tribunale per una nuova valutazione.
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Giurisdizione quote emissioni: la Cassazione decide
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito la giurisdizione del giudice amministrativo in una controversia su quote di emissioni. Una società energetica, sanzionata per aver operato senza autorizzazione, aveva impugnato l'ordine di restituzione delle quote. A differenza del Consiglio di Stato, che aveva individuato la giurisdizione del giudice ordinario, la Cassazione ha qualificato l'ordine non come sanzione punitiva, ma come misura ripristinatoria. Tale misura, volta a tutelare l'interesse pubblico, implica una discrezionalità della Pubblica Amministrazione, radicando la giurisdizione quote emissioni presso il giudice amministrativo.
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Ordine di demolizione: legittimo se l’abuso persiste
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Nonostante i nuovi proprietari avessero ottenuto un condono, la Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del titolo sanante. In questo caso, il condono era viziato da un frazionamento artificioso delle domande, ideato per eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Ordine di demolizione: revoca illegittima per condono
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande immobile abusivo. La revoca era stata concessa sulla base di un condono edilizio ottenuto dai nuovi proprietari. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del condono e ha ravvisato un'ipotesi di frazionamento fraudolento delle domande per eludere i limiti volumetrici. Ha inoltre ribadito che l'ordine di demolizione è una misura obbligatoria a carattere reale, che non viene meno per il solo acquisto da parte di terzi, la cui tutela è demandata a rimedi civilistici.
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Ordine di demolizione: legittimità e condono edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria che segue il bene ed è opponibile ai terzi acquirenti. Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono, che in questo caso appariva ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'immobile per eludere i limiti volumetrici, rendendolo invalido.
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