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Misura Di Sicurezza

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478 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Proroga 41 bis: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga 41 bis per un soggetto ritenuto ancora in posizione apicale all'interno di un'organizzazione criminale. La sentenza sottolinea che, ai fini della decisione, non è rilevante la buona condotta del detenuto, quanto la sua capacità potenziale di riprendere i contatti con l'associazione criminale. La Corte ha ritenuto irrilevanti i progressi trattamentali e le vicende familiari positive a fronte del persistente pericolo di collegamenti con l'esterno.
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Espulsione straniero stupefacenti: obbligo di motiva
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti limitatamente alla mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione. Secondo la Corte, il giudice di merito ha errato nell'omettere di motivare la decisione di non disporre l'espulsione straniero stupefacenti, nonostante la presenza di evidenti indici di pericolosità sociale degli imputati, come precedenti penali e irregolarità sul territorio nazionale. La sentenza è stata rinviata per un nuovo esame sul punto.
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Reformatio in peius: limiti del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza 25659/2024, affronta il principio del divieto di reformatio in peius in un giudizio di rinvio. La Corte stabilisce che, pur potendo modificare gli aumenti di pena per i reati satellite in un reato continuato se la struttura del reato base cambia, il giudice deve fornire una motivazione adeguata. Inoltre, annulla la reintroduzione di una misura di sicurezza precedentemente revocata con una decisione divenuta definitiva su quel punto, ribadendo i limiti invalicabili del giudicato.
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Termine impugnazione: conta l’ultima notifica
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di un appello, chiarendo che il termine impugnazione, in caso di notifiche di un provvedimento in date diverse all'interessato e al suo difensore, decorre per entrambi dalla data dell'ultima notifica. In applicazione dell'art. 585, comma 3, c.p.p., la Corte ha ritenuto tempestivo l'appello presentato prima della scadenza del termine calcolato sulla notifica più recente, anche se dopo la scadenza del termine calcolato sulla prima notifica.
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Impugnazione misura di sicurezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di una misura di sicurezza disposta dal Magistrato di sorveglianza deve essere proposta tramite appello al Tribunale di sorveglianza e non con ricorso diretto in Cassazione. La Corte ha quindi riqualificato l'atto e trasmesso il fascicolo all'organo competente, applicando il principio di conversione del mezzo di impugnazione.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato la legittimità sia della confisca del denaro per sproporzione rispetto ai redditi dichiarati, sia dell'ordine di espulsione straniero. Quest'ultimo è stato ritenuto validamente motivato sulla base della concreta pericolosità sociale del soggetto, anche nell'ambito di una sentenza di patteggiamento.
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Confisca del denaro e Patteggiamento: obbligo di prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione da parte del giudice di primo grado, il quale non aveva dimostrato il nesso causale tra il denaro sequestrato e il reato di spaccio di stupefacenti contestato. Secondo la Suprema Corte, non è sufficiente affermare che la somma sia genericamente 'compatibile' con l'attività illecita, ma è necessaria una prova specifica che la ricolleghi al reato come prezzo o profitto.
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Pericolosità sociale: valutazione attuale e concreta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che prorogava una misura di sicurezza, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale deve essere attuale, concreta e non basata su presunzioni o elementi del passato. Il giudizio del Tribunale di Sorveglianza è stato ritenuto illogico per aver ignorato i progressi del condannato e aver fondato la decisione su una condanna per fatti molto risalenti nel tempo.
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Espulsione straniero: la Cassazione annulla patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento che applicava la misura di sicurezza dell'espulsione straniero in modo automatico. La Corte ha stabilito che il giudice deve sempre motivare la decisione, valutando in concreto la pericolosità sociale dell'imputato e bilanciando gli interessi in gioco, senza ricorrere ad automatismi. La mancanza di tale motivazione costituisce una violazione di legge che rende la sentenza impugnabile.
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Misura di sicurezza: annullata se il reato è estinto
La Corte di Cassazione ha annullato la parte di una sentenza d'appello che confermava una misura di sicurezza a carico di un'imputata, dopo aver dichiarato l'estinzione di tutti i reati a lei contestati. La Corte ha stabilito che la conferma della misura era un errore sostanziale, poiché venuto meno il presupposto del reato, e ha provveduto a eliminarla direttamente.
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Confisca veicolo guida in ebbrezza: quando è illegale?
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,44 g/l, si vede confiscare il veicolo. La Corte di Cassazione interviene, annullando la confisca. La sentenza chiarisce che la confisca del veicolo per guida in ebbrezza è una misura prevista solo per i casi più gravi, con tasso superiore a 1,5 g/l, e non per la fascia intermedia (0,8-1,5 g/l). La decisione del tribunale è stata quindi ritenuta illegale e il veicolo restituito.
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Confisca denaro e detenzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. Il caso riguardava un soggetto accusato di sola detenzione di stupefacenti, a cui erano stati confiscati 3.700 euro. La Corte ha stabilito che, per la confisca denaro ai sensi dell'art. 240 c.p., è necessario un nesso di derivazione diretta tra il denaro e il reato contestato. Poiché la mera detenzione non produce un profitto, tale confisca era illegittima. Tuttavia, la Corte ha rinviato il caso al Tribunale per valutare l'applicazione della nuova 'confisca per sproporzione' (art. 85-bis d.P.R. 309/90), applicabile retroattivamente in quanto misura di sicurezza.
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Ricorso inammissibile: valutazione di merito del giudice
Un imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello, contestando l'applicazione di una misura di sicurezza e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la corretta applicazione della legge. Le decisioni discrezionali del giudice di merito, se adeguatamente motivate, non sono sindacabili. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Misura di sicurezza: quando è illegittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di sicurezza di espulsione applicata per errore dalla magistratura di sorveglianza. Il provvedimento si basava sull'erroneo presupposto che la sentenza di condanna originale avesse disposto tale misura, mentre in realtà aveva ordinato un semplice rimpatrio. La Corte ha chiarito che il rimpatrio non è una misura di sicurezza e che, in ogni caso, quest'ultima sarebbe stata illegittima per il tipo di reato commesso.
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Pericolosità sociale: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la misura della libertà vigilata per due soggetti condannati per spaccio, ritenendo adeguata la motivazione del giudice sulla loro attuale pericolosità sociale. La valutazione si basa sull'intensità dell'attività criminale, l'assenza di lavoro lecito e i precedenti, considerati sufficienti a giustificare la misura di sicurezza.
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Espulsione e irreperibilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro una misura di sicurezza di espulsione, basata sulla sua pericolosità sociale. Il caso verteva sulla legittimità della procedura di notifica per irreperibili. La Corte ha stabilito che una precedente dichiarazione di irreperibilità non è superata da una presenza sporadica sul territorio o da tentativi di notifica falliti presso l'abitazione di un parente, in assenza di una formale elezione di domicilio. Di conseguenza, l'espulsione e l'irreperibilità sono state confermate come procedure corrette.
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Pericolosità sociale: Cassazione annulla misura sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che imponeva la libertà vigilata a un condannato. La decisione è stata criticata perché la valutazione della pericolosità sociale si basava unicamente sulla gravità del reato commesso, ignorando la condotta positiva tenuta dall'individuo dopo la condanna. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione deve essere attuale e complessiva, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sorveglianza speciale: prevale sulla libertà vigilata?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la misura di prevenzione della sorveglianza speciale non può essere eseguita se il soggetto è già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Annullando la decisione della Corte d'Appello, che aveva dato priorità alla sorveglianza speciale, la Suprema Corte ha riaffermato il principio di continuità della misura già in esecuzione, come previsto dall'art. 13 del D.Lgs. 159/2011. La sentenza chiarisce che la legge non consente un'esecuzione simultanea e che la misura preventiva, in questo caso, cessa i suoi effetti.
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Espulsione e patteggiamento: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20364/2024, ha annullato l'ordine di espulsione emesso nell'ambito di un patteggiamento per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la misura di sicurezza dell'espulsione richiede una motivazione specifica e concreta sulla pericolosità sociale dell'individuo, non essendo sufficiente un generico richiamo. La decisione chiarisce anche l'inammissibilità di una richiesta di sostituzione della pena non inclusa nell'accordo di espulsione e patteggiamento.
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Libertà vigilata: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per associazione mafiosa, confermando l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del ricorrente, desunta dalla sua affiliazione a una famiglia mafiosa e dal suo ruolo di fiducia all'interno del clan. La Suprema Corte ha ritenuto la valutazione del Tribunale di Sorveglianza corretta e la misura un giusto equilibrio tra la prevenzione di nuovi reati e i diritti individuali.
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