LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Misura Di Prevenzione

Pagina 25 di 39

775 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Confisca per sproporzione: annullata con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una confisca per sproporzione disposta nell'ambito di una misura di prevenzione. Sebbene la pericolosità sociale del soggetto, legato alla 'ndrangheta, sia stata confermata, la confisca dei beni (società, immobili e polizze) intestati anche a terzi è stata annullata per un grave difetto di motivazione. La Corte ha ritenuto che la decisione impugnata fosse carente nell'analisi anno per anno della sproporzione tra redditi e acquisti, rendendo la motivazione solo apparente e violando i principi di legge sull'onere della prova.
Continua »
Notifica del decreto: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che dichiarava inammissibile un appello contro misure di prevenzione personali e patrimoniali. L'errore fatale del giudice di merito è stato calcolare erroneamente i termini per l'impugnazione, basandosi su una data di notifica del decreto errata. La Suprema Corte, riscontrando un 'error in procedendo', ha verificato gli atti e stabilito la tempestività dell'appello, riaffermando il principio fondamentale secondo cui i termini decorrono solo da una corretta e provata comunicazione dell'atto all'interessato.
Continua »
Incompetenza territoriale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che contestava l'incompetenza territoriale del Tribunale in materia di misure di prevenzione. La Corte ha ribadito che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata dinanzi al giudice di merito, il quale valuta la questione, e non può essere proposta per la prima volta e direttamente dalla parte privata dinanzi alla Corte di Cassazione.
Continua »
Avviso orale e guida senza patente: non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per guida senza patente a carico di un soggetto sottoposto a un semplice avviso orale. La Corte ha stabilito che tale condotta non costituisce reato se l'avviso orale del Questore non è accompagnato da specifiche prescrizioni che lo qualifichino come misura di prevenzione limitativa della libertà personale.
Continua »
Ricorso Cassazione inammissibile: quando è solo merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una misura di prevenzione. La sentenza chiarisce che il ricorso per Cassazione in questo ambito è consentito solo per violazione di legge e non per contestare la valutazione dei fatti (vizio di motivazione), considerata una questione di merito. Il ricorrente, condannato a pagare le spese e una sanzione, aveva criticato la valutazione della sua pericolosità sociale, ma i suoi motivi sono stati giudicati come una richiesta di riesame del merito, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione annulla misura
Un uomo, sottoposto a sorveglianza speciale, ha impugnato la decisione che riattivava la misura dopo un periodo di detenzione. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, evidenziando che il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato l'attuale pericolosità sociale del soggetto, concentrandosi in modo retrospettivo sui fatti passati. Il caso è stato rinviato per una nuova e più approfondita valutazione della situazione presente.
Continua »
Sorveglianza speciale: detenzione e corsi di recupero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, chiarendo principi fondamentali. Ha stabilito che la custodia cautelare in corso non attenua la pericolosità sociale, anzi la conferma, a differenza della detenzione in esecuzione di pena. Inoltre, ha qualificato l'obbligo di partecipare a corsi di recupero sulla violenza di genere non come trattamento sanitario coattivo, ma come una prescrizione rieducativa. Infine, ha ribadito che anche le prescrizioni standard devono essere motivate caso per caso, respingendo dubbi di costituzionalità.
Continua »
Cauzione non pagata: quando scatta la condanna penale?
Un soggetto, condannato per il mancato pagamento di una cauzione imposta come misura di prevenzione, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la propria impossibilità economica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è sufficiente una generica dichiarazione di indigenza. L'imputato ha un 'onere di allegazione', ovvero deve fornire elementi concreti a supporto della sua condizione. Anche la richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché la violazione di un ordine giudiziario in un contesto di prevenzione riveste una notevole gravità.
Continua »
Confisca di prevenzione: onere della prova e indici ISTAT
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca di prevenzione. La Corte ribadisce che, provata la sproporzione tra beni e redditi, spetta al proposto l'onere di allegare la provenienza lecita dei beni. Afferma inoltre la legittimità dell'uso degli indici ISTAT per calcolare le spese familiari e la necessità di un'analisi attuale della pericolosità sociale per le misure personali.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso cassazione contro una misura di sorveglianza speciale per mancanza di specificità dei motivi. Il ricorrente non ha indicato gli elementi specifici a sostegno delle sue censure, limitandosi a contestare la valutazione dei giudici di merito. La decisione sottolinea l'importanza dell'art. 581 c.p.p. per evitare la sanzione della inammissibilità del ricorso cassazione.
Continua »
Pericolosità sociale: annullata condanna dopo detenzione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale. La decisione si fonda sull'intervento della Corte Costituzionale che ha reso obbligatoria la rivalutazione della pericolosità sociale di un soggetto dopo qualsiasi periodo di detenzione, a prescindere dalla sua durata. Senza tale verifica, la misura di prevenzione è inefficace e, di conseguenza, la sua violazione non costituisce reato.
Continua »
Pericolosità sociale attuale: la valutazione del giudice
La Cassazione ha annullato una misura di sorveglianza speciale, ritenendo la motivazione della Corte d'appello apparente. La valutazione sulla pericolosità sociale attuale non aveva considerato elementi decisivi come la datazione dei fatti, la detenzione subita e la condotta successiva del soggetto.
Continua »
Riduzione misura prevenzione: sì alla modifica durata
Un soggetto, sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ne chiedeva la riduzione della durata a seguito di un'assoluzione per un grave reato. La Corte d'Appello rigettava la richiesta, ritenendo la durata della misura non modificabile in quanto decisa con provvedimento definitivo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che, ai sensi dell'art. 11 D.lgs. 159/2011, il giudice deve sempre poter rivalutare e rideterminare la durata della misura se i motivi originari vengono meno, anche parzialmente. La Cassazione ha quindi disposto un nuovo giudizio per la Corte d'Appello, che dovrà motivare sulla richiesta di riduzione durata misura di prevenzione.
Continua »
Pericolosità sociale e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione di sorveglianza speciale nei confronti di un individuo, ritenendo infondato il suo ricorso. La decisione si basa sulla valutazione della sua pericolosità sociale, desunta dal suo curriculum criminale e dalla netta sproporzione tra i redditi leciti dichiarati e l'effettivo tenore di vita, caratterizzato dall'acquisto di immobili e auto. Secondo la Corte, questa discrepanza dimostra che l'individuo trae sostentamento da attività illecite, giustificando così l'applicazione della misura.
Continua »
Pericolosità sociale e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. La sentenza ribadisce che il giudizio sulla pericolosità sociale può fondarsi anche su procedimenti penali in corso e che il ricorso in Cassazione per le misure di prevenzione è limitato alla sola violazione di legge, non potendo sindacare nel merito la logicità della motivazione.
Continua »
Omesso versamento cauzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per l'omesso versamento cauzione, imposta come misura di prevenzione. I motivi, basati sulla presunta impossidenza economica, sulla particolare tenuità del fatto e sulla richiesta di sostituzione della pena, sono stati rigettati in quanto mere riproposizioni di doglianze già esaminate o presentati in modo non conforme alla procedura, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie accessorie.
Continua »
Violazione misura di prevenzione: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della misura di prevenzione a cui era sottoposto. L'imputato non aveva risposto ai controlli di polizia presso la sua abitazione, adducendo come giustificazione un guasto al citofono. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero mere doglianze di fatto, non ammissibili in sede di legittimità, e ha sottolineato che alcune richieste, come quella di non punibilità per tenuità del fatto, erano state presentate per la prima volta in Cassazione, rendendole inammissibili. La condanna per violazione misura di prevenzione è quindi diventata definitiva.
Continua »
Recidiva: quando il giudice può aumentare la pena?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro l'applicazione della recidiva. La Corte ha ritenuto che la reiterazione di reati contro il patrimonio e la violazione di misure di prevenzione giustificassero l'aumento di pena, dimostrando una maggiore pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Confisca beni mafiosi: quando si supera il giudicato
La Corte di Cassazione, con la sentenza 16136/2024, ha confermato una confisca di beni mafiosi nei confronti degli eredi di un imprenditore, nonostante una precedente decisione di revoca. La Corte ha stabilito che nuovi elementi di prova, come le dichiarazioni di collaboratori di giustizia emerse successivamente, possono legittimamente superare il precedente giudicato, dimostrando la totale contaminazione mafiosa dell'attività imprenditoriale e dell'intero patrimonio.
Continua »
Pericolosità sociale: Cassazione su attualità e prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale attuale di un soggetto affiliato a un clan mafioso può basarsi anche su una sentenza di condanna non ancora definitiva. L'appartenenza a un sodalizio mafioso "storico", per sua natura permanente, costituisce un forte indicatore della persistenza della pericolosità, rendendo meno rilevante il tempo trascorso dai fatti contestati.
Continua »