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Misura Di Prevenzione

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775 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Omesso versamento cauzione: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo condannato per l'omesso versamento cauzione imposta nell'ambito di una misura di prevenzione. L'imputato ha addotto come giustificazione le sue precarie condizioni economiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che una generica affermazione di indigenza non è sufficiente a escludere la responsabilità penale. È necessario che l'imputato fornisca elementi di fatto concreti e specifici a sostegno della sua impossibilità di adempiere, adempiendo così al proprio onere di allegazione.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del ricorso, poiché la Corte d'Appello aveva correttamente escluso il beneficio in base alla pericolosità del soggetto, desunta da un recente aggravamento di una misura di prevenzione e dalla sua indifferenza verso le prescrizioni.
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Modifica misura di prevenzione: no se resta pericolosità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che chiedeva una modifica della misura di prevenzione, nello specifico un allentamento dell'orario di rientro notturno. La Corte ha stabilito che, nonostante i comportamenti positivi dimostrati (lavoro, studio, assenza di violazioni), la richiesta non può essere accolta se la pericolosità sociale di fondo permane. Il ricorso in Cassazione per questi procedimenti è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla logicità della motivazione del giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: no alla rivalutazione prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione delle prove. Il caso riguardava un appello contro una condanna per la violazione di una misura di prevenzione. La Corte ha stabilito che la sua funzione è limitata al controllo della correttezza logica e giuridica della motivazione della sentenza impugnata, non a un riesame dei fatti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La richiesta è stata respinta perché la violazione di una misura di prevenzione non è stata ritenuta di lieve entità e, soprattutto, la condotta non era occasionale, come dimostrato da una successiva condanna definitiva per un reato analogo. Questo comportamento evidenzia una propensione a disattendere le prescrizioni dell'Autorità, incompatibile con il beneficio richiesto.
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Sorveglianza speciale: limiti al lavoro fuori comune
Un individuo sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno ha richiesto l'autorizzazione a viaggiare per motivi di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dei giudici di merito, stabilendo che, sebbene l'autorizzazione per lavoro sia ammissibile, non può essere concessa se la sua ampiezza rischia di vanificare la misura di prevenzione. La decisione si è basata sulla specifica pericolosità sociale del soggetto e sulla necessità di bilanciare il diritto al lavoro con le esigenze di sicurezza pubblica, ribadendo i criteri restrittivi per derogare alla sorveglianza speciale.
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Revocazione confisca: Assoluzione non basta, ecco perché
Un soggetto, destinatario di una confisca di beni definitiva basata su un giudizio di pericolosità sociale, ha chiesto la revoca della misura a seguito di una successiva assoluzione in un procedimento penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio di autonomia tra il giudizio di prevenzione e quello penale. Per ottenere la revocazione confisca, l'assoluzione deve demolire l'intero quadro probatorio alla base della pericolosità, non solo uno dei suoi elementi.
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Pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione della sorveglianza speciale nei confronti di un professionista, chiarendo importanti principi sulla valutazione della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che le norme sulle misure di prevenzione non sono soggette al principio di irretroattività, che la valutazione del reddito da attività illecite deve essere complessiva e non esclude chi possiede anche ingenti fonti lecite, e che la collaborazione con la giustizia non è di per sé sufficiente a dimostrare la cessazione della pericolosità attuale.
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Obbligo di soggiorno: il no alla cresima della nipote
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto alla misura di prevenzione dell'obbligo di soggiorno, a cui era stato negato il permesso di recarsi in un comune limitrofo per partecipare alla cresima della nipote. La Corte ha ritenuto che, essendo la data della cerimonia già trascorsa, il ricorrente non avesse più un interesse concreto a una decisione nel merito, rendendo così la questione di legittimità costituzionale sollevata irrilevante ai fini pratici.
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Revocazione confisca: Cassazione su autonomia presupposti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la revocazione di una confisca di prevenzione. La Corte ha stabilito che, se la misura si fonda su un presupposto di pericolosità sociale autonomo e valido (art. 1, lett. b, D.Lgs. 159/2011), la successiva dichiarazione di incostituzionalità di un altro presupposto concorrente (lett. a) non ne determina la revoca. Il giudice della revocazione non può riesaminare nel merito i fatti già coperti da giudicato.
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Riabilitazione misura di prevenzione: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva la riabilitazione da una misura di prevenzione. Secondo la Corte, le condanne successive per reati finanziari, sebbene estinti, dimostrano l'assenza di un'effettiva e costante buona condotta, requisito essenziale per la riabilitazione misura di prevenzione, rendendo irrilevanti elementi positivi come il conseguimento di un diploma o un'attività lavorativa stabile.
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Pericolosità sociale: onere di specificità dell’appello
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità sociale generica. La decisione si fonda su un principio procedurale cruciale: l'onere di specificità dei motivi d'appello. Poiché il ricorrente non aveva specificamente contestato in appello la valutazione sulla pericolosità generica, ma solo quella qualificata (legata alla mafia), la Corte ha ritenuto inammissibile sollevare la questione per la prima volta in sede di legittimità, confermando la misura di prevenzione.
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Guida senza patente misura di prevenzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per guida senza patente con misura di prevenzione. La Corte ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 116/2024, che ha dichiarato parzialmente illegittimo il reato, non si applica al caso di chi non ha mai conseguito la patente di guida. Tale sentenza riguarda solo le ipotesi in cui la patente sia stata revocata o sospesa per precedenti violazioni del Codice della Strada, non per la mancanza originaria del titolo di guida.
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Pericolosità sociale: quando è attuale per la Legge?
La Cassazione ha confermato una misura di prevenzione basata sulla pericolosità sociale attuale di una donna legata a un clan mafioso. La sua pericolosità è stata ritenuta attuale nonostante il sequestro delle aziende, data la continuità dei suoi comportamenti illeciti dal 2012 al 2021, anche in assenza di condanne definitive per i reati più recenti.
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Pericolosità sociale: annullata misura di prevenzione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto della Corte di Appello che applicava una misura di prevenzione personale. La ragione è che la valutazione sulla pericolosità sociale del soggetto non era autonoma e attuale, ma si basava acriticamente su elementi vecchi, relativi a un procedimento penale concluso anni prima. La Corte ha sottolineato che la pericolosità sociale deve essere dimostrata con riferimento al momento della decisione.
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