Una donna, indagata per il reato di violazione di sigilli, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Roma che le imponeva il divieto di dimora nella via in cui si trova l'immobile sequestrato. Nonostante fosse custode del fabbricato, l'indagata ha ripetutamente ignorato i sigilli dell'autorità, completando persino i lavori di costruzione dell'edificio abusivo, nel frattempo acquisito dal Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la misura cautelare. I giudici hanno evidenziato che il pericolo di reiterazione del reato è concreto e attuale, data la totale indifferenza dell'indagata verso i provvedimenti giudiziari. La ricorrente è stata condannata anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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