La Corte di Cassazione conferma la condanna per truffa aggravata ai danni di un anziano, perpetrata con la tecnica dello 'specchietto'. Il ricorso, basato sulla presunta errata applicazione dell'aggravante della minorata difesa, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che, sebbene l'età avanzata non costituisca di per sé una presunzione di vulnerabilità, nel caso specifico l'interazione tra l'imputato e la vittima ultraottantenne ha dimostrato un concreto approfittamento della sua ridotta capacità di reazione, giustificando pienamente l'aggravante e rendendo il reato procedibile d'ufficio.
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